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Pubblicato in Il progetto il 25 Giugno2012

Debutto in “società” per il Consorzio Vini Venezia.

Cinque denominazioni rappresentate, le tre Doc Piace Lison-Pramaggiore e Venezia e le due Docg Malanotte del Piave e Lison. In tutto 4.400 soci per tre mila ettari vitati e 44 vini. A Roma la presentazione ufficiale alla stampa, italiana ed estera, questa sera con  una cena di gala al ristorante Imago dell’Hotel Hassler, nella cornice di Trinità dei Monti. Un appuntamento d’eccezione in cui i Vini  del Consorzio Venezia verranno abilmente abbinati ai piatti cucinati dallo chef stellato Francesco Apreda.
 
I progetti del Consorzio sono chiari: i mercati internazionali, principalmente Usa, Cina e Russia. “Fra i mercati  di riferimento vi sono certamente gli Stati Uniti, ma anche la Russia e la Cina. Il nuovo Consorzio è nato per fornire un’adeguata rappresentatività  a questi prodotti, tanto in termini strutturali quanto in quelli mediatici e commerciali, così da aumentare la massa critica ed agevolare le politiche  di esportazione, rivolte anche alla grande distribuzione. Il tutto in parallelo con la crescita qualitativa, con standard sempre più elevati grazie alla  sensibilizzazione dei produttori (a partire dalla riduzione delle rese per ettaro) e a un disciplinare particolarmente ampio, che favorisce la difesa  dell’eccellenza ed offre una grande opportunità di sviluppo”, ha dichiarato il vice-Presidente del Consorzio, Pierclaudio De Martin.

Ecco i cinque territori del vino del Consorzio.

Doc Piave
Attualmente la Doc Piave si compone quindi delle seguenti tipologie: Rosso; Rosso riserva; Cabernet; Cabernet riserva; Carmenère; Merlot;
Si estende per 8.000 ettari in un territorio di pianura e di articolata estensione che dalla zona del Montello, al confine nordoccidentale della provincia di Treviso, si spinge fino al primo entroterra della città di Venezia, e che da Conegliano scende fino alla foce del Piave  di Cortellazzo. In questa vasta area la vite ha tradizioni antichissime, dimostrato dai reperti preistorici  risalenti ad almeno tre millenni fa.  Tra i rossi, che rappresentano al meglio la vocazione di questo territorio per i vini di struttura e pienezza, i più diffusi sono senz’altro i bordolesi Merlot,  Cabernet Sauvignon e Carmenère. Intimamente legato al territorio è invece il Raboso del Piave, noto anche come Friularo e probabilmente derivante dalla parola “rabbioso” per l’alta acidità e il tannino tagliente che lo contraddistinguono. Di recente ha ottenuto  il riconoscimento di una Docg esclusiva chiamata  Malanotte del Piave. E' stata introdotta nella Doc Piave anche la tipologia Manzoni bianco, uno dei bianchi meno conosciuti e più interessanti della zona,  finora prodotto soltanto come Igt. Sono invece usciti dalla produzione della Doc Piave per confluire nella neonata Doc Venezia, il Pinot Grigio, il Cabernet Sauvignon e il Cabernet franc. Attualmente la Doc Piave si compone quindi delle seguenti tipologie: Rosso; Rosso riserva; Cabernet; Cabernet riserva; Carmenère; Merlot; Merlot riserva; Raboso; Raboso passito; Tai; Verduzzo; Verduzzo passito; Chardonnay; Manzoni bianco.

Docg Malanotte del Piave
L’estensione vitata della Docg è attualmente di 300 ettari, nel territorio circostante il borgo medievale situato a Tezze di Piave. Qui, all’ombra dei gelsi, che tradizionalmente  fungono da tutori nel sistema di allevamento a raggiera messo a punto dai fratelli Bellussi (e per questo chiamato “a bellussera”), nasce il Raboso del Piave. Ha un’anima selvatica, scorbutica per via di un tannino ruvido e un’acidità tagliente. Per temperarne l’angolosa personalità, i produttori di nuova generazione hanno cominciato negli ultimi anni a vinificarlo anche attraverso l’appassimento delle uve, pratica che il nuovo disciplinare Consorzio Vini Venezia

Doc Lison-Pramaggiore
Come quella del Piave, anche la zona di Lison-Pramaggiore è ricca di tradizione storica.  Attualmente sono 5.000 gli ettari vitati della denominazione e si sviluppano lungo 12 comuni nell’estrema parte orientale della provincia di  Venezia, coinvolgendo anche due comuni della provincia di Treviso e sei della provincia di Pordenone che ricadono in territorio friulano. L’origine della denominazione è stato il riconoscimento ufficiale del Lison (1971) e del Pramaggiore (a base di merlot e cabernet) nel 1972 e che  solo successivamente, ovvero nel 1985, le due denominazioni sono state riunite per volontà dei produttori locali in una sola.  Si compone delle  seguenti tipologie: Bianco (dal 50% al 70% varietà di vitigno Tocai), Rosso (dal 50% al 70% varietà di vitigno Merlot), Rosso riserva, Chardonnay, Sauvignon, Verduzzo, Verduzzo passito, Merlot, Merlot riserva, Malbech, Cabernet, Carmenère, Refosco dal peduncolo rosso, Refosco dal  peduncolo rosso riserva, Refosco dal peduncolo rosso passito, Spumante (varietà di vitigno Chardonnay e/o Pinot bianco e/o Pinot nero). Solo  nella provincia di Pordenone sono invece presenti le tipologie Cabernet sauvignon, Cabernet franc e Pinot grigio.

Docg Lison
La zona di produzione si  estende per circa 1.500 ettari vitati. Coincide geograficamente con quella della Doc Lison-Pramaggiore, a esclusione della versione “Classico”  che è prodotta solo nelle frazioni di Lison, Pradipozzo e Summaga (comune di Portogruaro), Belfiore, Blessaglia e Salvarolo (comune di Pramaggiore), Carline e Loncon (comune di Annone Veneto), e in parte nei comuni di S. Stino di Livenza e Cinto Caomaggiore.

Doc Venezia
L’estensione vitata della neonata Doc Venezia è di 15.000 ettari e comprende tutto il territorio amministrativo delle province di Venezia e Treviso. La produzione si caratterizzata per la presenza di vitigni internazionali come  il Pinot Grigio e i bordolesi Merlot e Cabernet Sauvignon su tutti. Le altre tipologie sono il Rosso (a base maggioritaria  di Merlot), il Cabernet Franc, lo Chardonnay, il Bianco (a base di Verduzzo e/o Glera), nelle versioni spumante e frizzante, e il Rosato (a base  di Raboso del Piave e/o Raboso Veronese), anche nelle versioni spumante e frizzante. La produzione totale rivendicata per il 2011 è di circa  160.000 ettolitri.

C.d.G.

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