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Pubblicato in L'intervento
di Giorgio Vaiana
Umberto Trani

Riceviamo e pubblichiamo un’ampia riflessione sul momento che sta vivendo l’Italia del turismo a causa del coronavirus a firma di Umberto Trani, general manager del Therasia Resort sull’isola di Vulcano, isole Eolie.

di Umberto Trani*

“Mi sento fortunato! Può sembrare paradossale, folle, decontestualizzato, ma in tutta sincerità mi sento fortunato. Sto vivendo in un periodo di tempo dove stanno succedendo e sono successe cose che forse nessuno prima di me è riuscito a vivere e viverle da protagonista come sta succedendo a me e a tutte le milioni di persone della mia e di altre generazioni. La rivoluzione internet, la rivoluzione comunicativa con l’avvento dei social, due papi, un presidente afroamericano, impensabile sino a venti anni prima, e chissà quante altre cose si potrebbero aggiungere alla lista…ops dimenticavo il perché di questa riflessione ad alta voce…il coronavirus. Qualcuno penserà che non ha nulla a che vedere con tutto quello detto in precedenza, ed invece io penso di si!

Cosa e quanto ci cambierà, quanto e come cambierà le nostre normali abitudini, quanto e come ci farà apprezzare la vita, quanto e come ci farà apprezzare le persone più vicine a noi, lo capiremo sempre di più con il passare del tempo e le miliardi di notizie che ci inonderanno e terrorizzeranno di più ed ancora da qui a quando...finirà se mai finirà rafforrzeranno solo questo cambiamento. Come dicevo non parlo solo del concetto medico che rappresenta questo virus, ma qualcosa di più grande, forse filosofico, che collega tutto e tutti. Questo momento non conosce italiani o francesi, nord e sud, Italia ed America, comparto turistico o comparto Industriale, borsa di New York o Londra o Milano, è qualcosa che tutti dobbiamo imparare a condividere, e che tutti dovremo accettare. Ma adesso però le notizie, i pensieri e le preoccupazioni mie e di tanti miei colleghi del mondo del turismo, viaggiano veloci nelle menti e purtroppo senza molte volte trovare, appiglio, soluzioni, spiragli capaci di dire quando tutto tornerà come prima o come cambierà tutto quello che prima era come era...

Ecco, io penso che tutto sia già cambiato. Quello che nel tempo ha sempre e comunque contraddistinto la razza umana è stata l’adattarsi a tutto quello che è cambiato nel corso di migliaia e migliaia di anni di storia dell’uomo e della terra. Bene, dobbiamo farlo anche adesso, senza pensare al passato ma concentrati sul futuro, sul nostro futuro, qui non si dovrà discutere sui numeri del presente o del passato, ma su qualcosa di più astratto, cioè il come noi saremo bravi ad adattarci.

Il turismo ed il modo di fare turismo cambierà, e sta cambiando tutti i giorni in modo veloce e chi penserà solo a guardare i numeri delle cancellazioni o il paragone tra il numero delle prenotazioni degli anni precedenti, non si sta adattando. L’Italia purtroppo ha comunicato male e sta comunicando ancora peggio andando avanti, ma cambia poco perché adesso a noi italiani ci vedono come a gennaio noi vedevamo i cinesi, ci ghettizzano, ci inibiscono come noi abbiamo fatto prima con altri ed allora? Noi stiamo guardando un lato della medaglia che analizza solo il fatto che “forse” diminuiranno i clienti americani, francesi, tedeschi, russi, che normalmente negli anni passati venivano in visita in Italia.

Ed infatti le mete preferite dai turisti internazionali sono in un momento di crisi mai visto prima: Roma, Venezia, Firenze, Milano, Capri, la costiera amalfitana ecc. ecc. sono cattedrali nel deserto, con casse che piangono sangue ed imprenditori che non sanno cosa succederà domani. Le altre nazioni chiudono voli, inibiscono viaggi verso l’italia, la nostra Italia, la nazione più bella del mondo. Sono due giorni che canticchio di continuo l’inno italiano perché il mio futuro ed il mio presente è qua, lo voglia oppure no, anche per forza di cose è qua! Questo per me e per altri 56 milioni di miei connazionali.

Per quanto? Non lo so, perché penso anche che se in Cina dopo quattro mesi le cose migliorano tra meno di due miglioreranno anche qua. E saremo ancora ad aprile, alle porte dell’estate che giocoforza sarà salva. E forse la fortuna che mi sentivo addosso era anche per questo, immaginatevi se fosse successo tra un mese, ad aprile, alle porte della stagione estiva, allora sì che sarebbe stato complicato...Quindi se avessi potuto scegliere avrei scelto tra gennaio e febbraio come è successo, così da aprile posso iniziare a lavorare sul mio futuro con più serenità.

Poi mi chiedo e penso che toccherà agli altri, alle altre nazioni agli altri popoli, e lì poi la domanda sarà inversa, come ci comporteremo noi? Se a giugno i focolai saranno in America, Francia, Germania ecc. ecc. come ci comporteremo? Li lasceremo venire senza precauzioni? Faremo atterrare voli normalmente come anni prima? Li accetteremo nei nostri hotel cosi normalmente o scatterà quel riflesso incondizionato di protezione? E quindi da nord a sud, da città a città, da paese a paese, da famiglia a famiglia ecc. ecc. scatterà quell’inconscia sensazione della fiducia. Cioè mi fiderò solo di chi conosco, di chi so che non è una minaccia per me. E quindi? Quindi se 2+2 fa 4, preferirò un italiano a quello che prima era il cliente che cercavo, seducevo, adulavo e diciamocela tutta avvantaggiavo anche in confronto all’italiano.

Ed ecco la rivoluzione, da domani si inizierà gioco forza a pensare al cliente che nel mio “cerchio della fiducia” non è una minaccia. Il repeter o vecchio cliente, quello che ti ha sempre scelto, una o più volte al quale tu sei affezionato, al quale tu ti aggrappavi quando avevi le camere libere, ora diventerà il tuo principale cliente. Perché dovrai essere bravo ancor di più a non perderlo e a farlo sentire importante. La nostra nuova strategia di marketing dovrà essere quella, creare condizioni favorevoli per il nostro cliente abituale che diventerà il nostro principale ambasciatore con le persone che ha all’interno del suo “cerchio della fiducia” e cosi via. Non trattarlo come un numero, ma chiamalo, scrivigli, proponi qualcosa che è per lui e solo per lui, adatto a lui. Fagli trovare quello che sai che preferisce, quello che lo fa sentire coccolato, perché da domani ogni euro speso avrà un peso diverso rispetto al passato.

Quell’inno nella mia testa mi ha fatto pensare che anche se in futuro potrà esserci un periodo più drammatico di questo, non si potranno interrompere voli, treni, chiudere strade e autostrade di una nazione. Non si potrà inibire di viaggiare, uscire, vivere, lo si cercherà di fare solo in una condizione di “ fiducia”. Da chi conosco, per quella strada, in quel luogo...E quindi quell’inno si alzerà sempre più forte e dovremmo cantarlo tutti...Fratelli d’Italia...”.

*general manager del Therasia Resort 


Commenti   

+1 #2 Matteo 2020-03-10 20:42
Turismo
Citazione
+1 #1 Riccardo 2020-03-10 12:35
GRANDE UMBERTO!TI CONFERMI PROFESSIONISTA DI ALTO LIVELLO,OTTIMISTA E PERSONA DI ALTO LIVELLO MORALE.RIPARTIREMO ALLA GRANDE E PIU'FELICI.W LA VITA.RICCARDO
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