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Pubblicato in Numero 21 del 09/08/2007 il 08 Agosto 2007
di Emanuele Di Bella
    IL REPORTAGE

Seconda puntata del tour nei locali palermitani più in voga del momento. Da Trizzano, con vista sul porticciolo, e poi al Pirata: servizio rustico ma pizze da dieci e lode. Vicino alla costa anche Il Moro e in piazza Marina I Beati Paoli e Le Pergamene

Illusioni in riva al mare

L’angolo di città che mi era venuto in mente per la zia Annalisa è quello dopo il Grand Hotel Villa Igiea, oggi una delle properties della Hilton Hotels Corporation. In prossimità della tonnara Florio all’Arenella insistono tre o quattro locali ad alto gradimento soprattutto estivo, pizzeria, pub, ristorante, wine bar, etc., una zona per tutti i gusti.
trizzano.jpgPubblico misto con media tra i 20 e i 40 al Trizzano, drinkeria & stuzzicheria (Piazza Tonnara, 2 – tel. 091.6373185) di Giovanni Tarantino, appassionato velista, sicuramente uno dei luoghi più frequentati della città. Panini, birre, insalate, vino, chiacchiere, vista sul porticciolo, tanta gente in piedi apparentemente non infastidita dal fatto di dover aspettare. Un luogo dove incontrare persone e determinare le tendenze dell’estate. Una piazza di mercato. Qualche metro sotto, ad un livello intermedio tra Trizzano ed il porticciolo, affacciato su una bella terrazza ecco Il Pirata, pizzeria & trattoria di mare (via Scalo Arenella, 6-10, tel. 091.547772) del signor Giuseppe Guercio, sicuramente un burlone per aver scelto questo nome per la pizzeria. Il servizio è quanto di più rustico ci si possa aspettare, ci manca solo il pappagallo e una gamba di legno. Ma le pizze sono dannatamente buone, i prezzi accettabili. Sulla rampa che conduce da Trizzano al porto passando davanti al Pirata, la gioventù del quartiere flirta e si rincorre senza casco con i motocicli. Pittoresco. Giù, la Tonnara Florio, pizzeria (discesa Tonnara, 4 – tel. 091.6375611,tonnaraflorio.jpg www.tonnaraflorio.com), meglio conosciuto come Kandinsky Florio. Il complesso della Tonnara ha origini antiche, andrebbe visto con occhi attenti. Trasformata dall’architetto Carlo Giachery per volere di Vincenzo Florio, la tonnara è unica per la palazzina quadrangolare sovrastata dai “quattro pizzi”, quelle quattro guglie che le sono a capo, un edificio definito neogotico inglese, gotico si, ma ammorbidito dal mare. I tavoli sono nel giardino a ridosso dell’acqua, quasi a contatto con le barche ormeggiate. Le pizze sono al limite dell’accettabile, probabilmente lievitate male. I condimenti invece buoni. Andando via potreste passare, il gelato non è niente male, al Bar de La Vela (all’angolo con via Vincenzo de Paoli).
Poco più avanti ecco un localino sul mare sul genere AddauraReef o Baia di cui abbiamo già accennato. Al ristorante, pizzeria, pub Il Moro (piazza Monsignor Pottino, 3 – Arenella, tel. 091.546213, www.il-moro.it), fino a qualche tempo fa si serviva il vino in bicchieri di carta; oggi la situazione è leggermente migliorata. ilmoro.jpgSulla spiaggia, proprio sulla sabbia, assai gradevoli i lettini con baldacchino e comode poltrone in vimini; mettono a proprio agio un pubblico giovane che ama la compagnia. Ristorante e pizzeria sono distanziati di qualche metro, apparecchiati per un pubblico più esigente. Si fa per dire. Ad ogni modo, lunedì 6 è silenzio, l’atmosfera è rilassata, il rumore quello delle onde, poche le persone appartate nella penombra, piedi sui tavolini bassi a dimostrazione della rustica progenie panormita. Mio padre mi avrebbe fulminato come Giove Pluvio Tifeo. Ma forse è colpa di agosto e della città svuotata con masochistica violenza. Francamente ne ho goduto, e riscontro compiaciuto che – non me ne vogliano gli operatori – Palermo continua a non essere una meta turistica classica, altrimenti ad agosto in una città d’arte e di mare ci sarebbe ben altro movimento. Ma io respiro, devastato da 11 mesi di follia.
Due sono i locali che si contendono il pubblico in piazza Marina, una delle pochissime piazze rimaste vive in centro. I Beati Paoli, Pizzeria (Piazza Marina, 50 – tel. 0916166634, www.alcovodeibeatipaoli.com) e Le Pergamene, Ristorante Pizzeria (piazza Marina, 48 – tel. 0916166142) soddisfano la voglia di verde. Gomito a gomito queste due pizzerie sono capaci di mettere in campo più di 300 coperti riuscendo ad accontentare quasi tutti. beatipaoli.jpgLa vista è da un lato su Palazzo Steri, dall’altro e di fronte alle pizzerie, sui magnifici ficus della villa Garibaldi, vera attrazione. Gli arredi esterni sono banali, quasi privi di gusto, un paio di orrende fiaccole finte sono disposte a lato della strada. In doppia fila un Porche 911 cabriolet. Il proprietario, un quarantenne in camicia hawaiana, esce in strada con regolarità a controllare il suo gioiello. Ogni 35 secondi. Non so se invidiarlo o meno.
Torno mesto a casa e m’imbatto in uno di quei fenomeni dell’estate dalle sfumature incomprensibili. Montezemolo, Food & Beverage (Piazza Unità d’Italia 10, tel. 091.7303173) si erge in una Palermo morente come esempio di sopravvivenza urbana. Niente alberi, niente mare. Non riesco a capire con chiarezza se è un collettore di scampoli di altri locali chiusi, se è l’opportunità di posteggio immediato in piazza, o se ha una sua vita propria. Forse tutti e tre. Aperto pranzo e cena, con i tavolini disposti ad angolo con via Gabriele d’Annunzio, Montezemolo è tra i luoghi più frequentati, spesso pieno. Ho pizzicato più d’una volta gli avventori vagare disperati tra i tavoli alla ricerca di una sedia. Bruschette, insalate, angus alla piastra portata al tavolo, grigliate di pesce, cocktails e vini, l’offerta è abbastanza comune. La grigliata di pesce sarà anche dai gusti sintetici, e i ravioli di pesce affogati nella panna, il punto è che i giovanissimi lo gradiscono.


Francesco Pensovecchio
(2. fine)

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