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Pubblicato in Vinitaly 2008
di Emanuele Di Bella

03-04-08 h 07.15

Kuddia del Moro e Kuddia di Ze, sono la nuova sfida della cantina Abraxas di Pantelleria


Due rossi “figli” dello zibibbo

Il sole che spegne il caldo di una giornata di agosto nel riflesso dell’acqua, un rustico dammuso e un bicchiere di passito, ambrato e dolce, da assaporare lentamente davanti al tramonto. Sono alcune delle immagini che evoca Pantelleria, un’isola al centro del Mediterraneo sferzata da venti e battuta dal sole per 365 giorni l’anno.

abraxas_2_prima.jpgMa questa rappresentazione non rende merito a una terra caratterizzata da una miriade di microclimi. Decine di mondi in un’unica isola.
La cantina Abraxas ha voluto raccogliere la sfida di un territorio estremo, e qui, nella terra dello zibibbo, ha impiantato dei vitigni rossi, che hanno dato vita a due grandi vini che saranno presentati nel corso del Vinitaly. Si tratta del Kuddia del Moro, presentato in anteprima la scorsa settimana, ultimo nato della cantina, un Nero d’Avola, affinato in barrique per dodici mesi, che arriverà sul mercato con 6600 bottiglie; e Kuddia Zé, un blend si Alicante e Syrah, affinato in barrique per otto mesi e, dopo un passaggio in acciaio, imbottigliato in 13 mila “esemplari”.
Una vera e propria avventura per Calogero Mannino, proprietario della cantina, che grazie alla consulenza tecnica di un enologo esperto come Nicola Centonze, ha dato vita a un vino che potremmo definire “espressione del territorio tipicamente mediterraneo”.
“La Sicilia è un continente – ci spiega Nicola – Pantelleria ancora di più, siamo in un’isola dove la stessa uva zibibbo arriva a maturazione in una zona e rimane fresca in un’altra, dove a Montagna Grande con i suoi 836 metri di altezza troviamo caratteristiche climatiche simili all’Etna, contrapposte a zone aspre dal calore africano. Territori estremi che danno vita a dei vini che potremmo definire eroici”.
abraxas_1.jpgMa come nasce l’idea di piantare dei vitigni rossi in una terra naturalmente vocata per la produzione di vini passiti. “La scelta nasce da una collaborazione con Attilio Scienza – ci racconta Calogero Mannino – nella mia cattività a Pantelleria, grazie a uno studio a cui ho collaborato, ho scoperto l’infinità varietà che hanno popolato nel tempo questa terra, nascosti tra i filari di uve bianche c’erano vitigni rossi e tra questi il Nero d’Avola. La vigna è sempre stata nomade – ci spiega –, dall’Egitto è arrivata all’Europa, in questo passaggio ha lasciato nell’isola il clone di Nero d’Avola, vitigno che oggi da vita al nostro Kuddia del Moro”.
La casa vinicola Abraxas nasce nel ’99 come produttrice di passito, nel 2000 la produzione si arricchisce del Passito Scirafi, poi un bianco Kuddia del Gallo, un blend di Zibibbo e Viogner, e ancora Kuddia delle Ginestre. L’azienda si estende per 24 ettari a Kuddia Randazzo a 400 mt sul livello del mare , 24 ettari in totale di cui 4 a Bukkuram dove si produce solo passito. Il nome Abraxas si presta a diverse letture, secondo l’araldica antica era una figura mitologica greca signore del bene e del male.



C. F.
(foto di Umberto Palazzotto)


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