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Pubblicato in Vini e territori il 09 Settembre 2015
di C.d.G.

di Clara Minissale

L’aspirazione è quella di andare oltre i confini regionali per far conoscere un vitigno ancora poco noto. ma che affonda le sue radici nella storia del centro Italia. 

Con questo spirito si è svolta a Todi “Centopercento Grechetto”, una due giorni tutta dedicata al vitigno che rappresenta l’anima bianca dell’Umbria e dell’alto Lazio. Una condivisione di esperienze e pensieri tra addetti ai lavori che ha consentito di tracciare il profilo di uno dei vini più tradizionali del centro Italia, duttile ma dal carattere ben pronunciato.


(Luca Baccarelli)

Ad ospitare l’evento, la cantina Roccafiore che, dalle colline di Todi, coniuga modernità e innovazione alla tradizione locale e che, in concomitanza con la decima vendemmia, come ha sottolineato il giovane e intraprendente proprietario Luca Baccarelli, “ha voluto affermare il proprio ruolo di ambasciatrice del grechetto”.

Questo vitigno, presente per il novanta per cento in Umbria e per il restante dieci nel Lazio settentrionale, è coltivato in poco più di 1.500 ettari complessivi. I 1.350 ettari umbri, ne fanno il terzo della regione. È sobrio e duttile, “un vitigno di sostanza”, lo hanno definito gli esperti durante la tavola rotonda che si è svolta all’interno della cantina Roccafiore, caratterizzato da note mediterranee e accenni salmastri. Il grechetto, del quale esistono due cloni, il g109 di Orvieto e il g5 di Todi, zone dalle quali si è irradiato in tutta la regione, ha una maturazione precoce, una acidità piuttosto bassa e un aroma che spazia tra sapidità e leggerezza.


(La cantina Roccafiore)

Undici le cantine presenti all’evento, giovani e motivati molti produttori, uniti dalla stessa volontà di fare sistema per decretare il successo di questo vitigno autoctono. Al momento manca un consorzio di tutela ma “l’intento –  ha specificato Baccarelli – è quello di lavorare insieme in quella direzione con la consapevolezza di avere un prodotto di qualità”.    


(Il Fiorfiore 2013)

Quindi una degustazione alla cieca di dodici grechetto (diventati tredici alla fine) divisi in tre batterie, precedentemente selezionati da una commissione in modo da proporre le sue diverse interpretazioni.

Grechetto 2014 - Le Poggette - Proviene da un vigneto di circa quindici anni, colore giallo canarino con riflessi sui toni del verde. Al naso presenta sentori di frutta e fiori.

Colli Martani Grechetto 2014 - F.lli Pardi - Giallo pallido con riflessi verdognoli. Sentori vegetali che virano verso il fruttato.   

Grechetto 2014 – Raina - Colore dorato per questo grechetto di Montefalco vinificato per sei ore sulle bucce in vasche d’acciaio e affinato per 5 mesi sulle fecce fini e cinque mesi in bottiglia. Gusto sapido.

Grek 2014 – Palazzone - Giallo paglierino, fresco al naso con una buona sapidità, leggermente tannico con sentori di frutta ed erbe fresche. Lungo sul finale.

Grechetto Anticello 2014 - Cantina Cenci - Il suo produttore è un giovane pieno di energia. Il vino è giallo pallido, leggermente floreale al naso, un po’ minerale in bocca.

Fiero 2013 – Margò - Colore giallo intenso, macerato a contatto con le bucce, affinato parte in legno e parte in acciaio.

Ametistas 2013 - Mani di Luna - Siamo nella provincia di Perugia. Il colore è giallo intenso, i profumi di arancia candita ed erbe. Forte presenza di tannini. Sapido.

Alissa 2012 - Terre de La Custodia - Giallo paglierino, note speziate al naso con leggero retrogusto di mandorla. Senza solfiti aggiunti.

Colle Ozio 2014 - Leonardo Bussoletti - Giallo paglierino, sentori floreali e agrumati. Delicato e persistente. Buon equilibrio.

Colle Ozio 2014 - Leonardo Bussoletti - Nella seconda versione, lo stesso vino è stato macerato sulle bucce per 24 ore. Il colore è più denso. Fresco e persistente.

Fiorfiore 2013 – Roccafiore - Il grechetto dei padroni di casa. Giallo tendente al dorato con sentori di mela e fiori gialli. Buona freschezza e mineralità. 

Latour a Civitella 2010 - Sergio Mottura - L'unico grechetto prodotto in alto Lazio presente in degustazione. E’ un vino morbido e fresco, dal sapore burroso con un finale persistente di frutta e note tostate.

Latour a Civitella 2005 - Sergio Mottura -Questo è stato un piacevole fuori programma. Complesso, sapido con sentori di erbe e frutti. Avere dieci anni e non sentirli. 


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