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Pubblicato in Vini e territori il 03 Aprile2013

Dalla Bargino degli Antinori al Carapace dei Lunelli a Castelbuono, dal caseificio Nuova Martignana nel modenese all’acetaia Antica Moka, i percorsi per presentare la qualità italiana


Vigneto nel Chianti

da Shanghai Bianca Mazzinghi

E’ ormai assodato che ai cinesi il vino va raccontato.

Non più soltanto ingenui consumatori alla ricerca delle etichette più prestigiose, ma pubblico curioso e desideroso di sapere e conoscere, con il mito dello stile di vita italiano, del buon cibo, del buon bere. È da questa consapevolezza che è nato il progetto ‘Vini italiani in Cina’, promosso dal ministero dello Sviluppo economico in convezione con Federvini e Unione Italiana Vini e realizzato da Enoteca Italiana: “Un viaggio emozionale tra cantine, arte e cultura pensato per regalare suggestioni piuttosto che informazioni tecniche”, come viene definito da Giovanni Pugliese, vice presidente Enoteca Italiana in Cina.


Giovanni Pugliese

Da ieri i giornalisti di undici testate cinesi di vino, consumi  e lifestyle sono in viaggio nel centro Italia alla scoperta di storia e tradizioni come porte di accesso al complesso mondo della nostra enogastronomia. “Ai cinesi bisogna sempre raccontare la storia dalla cantina, della famiglia”, ci dice al termine della prima giornata Francesco Ye, chief representative di Enoteca Italiana in Cina. “Oggi sono tutti rimasti molto impressionati dai mille anni di storia del casato Antinori, oltre che dalla suggestiva architettura della nuova cantina”. La prima tappa è stata infatti Bargino, l’iper-moderna cantina dei marchesi Antinori nascosta tra le colline del Chianti Classico. Il pomeriggio è proseguito tra storie e degustazioni all’azienda Cecchi di Castellina in Chianti, nel senese, dove il gruppo farà ritorno domani in visita dalle famiglie Dei e Contucci a Montepulciano. Oggi è la volta dell’Umbria, con soste alle casa vinicola Lungarotti prima e al Carapace poi, la celebre cantina-scultura realizzata da Arnaldo Pomodoro per la famiglia Lunelli nella tenuta Castelbuono.

Oltre al vino, il viaggio presenterà altre eccellenze italiane molto apprezzate in Oriente: il parmigiano reggiano e le sue fasi di lavorazione al Caseificio Nuova Martignana e l'aceto balsamico tradizionale di Modena nell’acetaia Antica Moka. Siena, Perugia, Modena e Verona le grandi città toccate nei sette giorni, dal 2 al 9 aprile, un itinerario costruito prendendo come punti di riferimento le cantine più rappresentative e interessanti da un punto di vista architettonico.

Il sud Italia sarà rappresentato dalla Sicilia, con un percorso tra i principali produttori nel padiglione dell’isola al Vinitaly intervallato da assaggi e brevi seminari. “Il miglior modo per promuovere il vino italiano – spiega Pugliese – è la formazione: i cinesi sono molto attenti e molto attratti dal capire e dall’approfondire; abbiamo notato negli ultimi due anni una crescita sensibile dell’interesse ad apprendere anziché bere in maniera inconsapevole.

A livello BtoB ritengo invece molto importante l’azione di incoming, ovvero portare in Italia gli operatori, far toccare loro con mano le realtà”. Per queste ragioni seguirà a maggio un nuovo tour, dedicato ai distributori e quindi più ricco di informazioni tecniche. I due viaggi sono parte del progetto presentato a novembre a Pechino alla presenza del ministro Corrado Passera e pensato appunto per far conoscere e apprezzare i nostri vini in Cina. Un’iniziativa che si concluderà a Shanghai con un grande evento a fine giugno, ma che deve rappresentare soltanto una piccola parte di un lungo percorso per far crescere quel 5% che è al momento la quota italiana sul totale dell’import di vino in Cina. 

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