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Scenari

Il Consorzio di Tutela Faro Doc per la prima volta a Vinitaly: “Portiamo a Verona il vino dei due mari”

06 Aprile 2024
Da sinistra Enza La Fauci, presidente del Consorzio di Tutela Vino Faro Doc e il vicepresidente Salvatore Geraci Da sinistra Enza La Fauci, presidente del Consorzio di Tutela Vino Faro Doc e il vicepresidente Salvatore Geraci

Il Consorzio di Tutela Faro Doc di Messina sbarca per la prima volta a Vinitaly. Dal 14 al 17 aprile al padiglione 2 ci saranno nove dei 15 produttori soci che faranno degustare i loro vini. Un vino rosso che sa di mare, di Sicilia e di un territorio unico: Messina, la terza città dell’Isola affacciata sul Tirreno e sullo Stretto. 

Questo vino arriva da tre varietà di uva: il Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio costituiscono la parte dominante, a volte con una aggiunta di uve Nocera fino al limite consentito del 10%. “Sono molto orgogliosa – dice la presidente del Consorzio, Enza La Fauci, patron dell’omonima cantina – perché per la prima volta faremo assaggiare a Vinitaly i nostri vini sotto l’insegna del consorzio di tutela”. In buona parte si tratta degli stessi vitigni che vengono coltivati sulle pendici vulcaniche dell’Etna. Ma in questo caso sia Nerello Mascalese che Nerello Cappuccio si affacciano su due mari. Da un lato lo Ionio, dall’altro il Tirreno. Si va da Giampilieri Marina a Capo Peloro per 32 km nella fascia jonica e da Capo Peloro a Ortoliuzzo per 24 km nella fascia tirrenica. “Il Faro Doc – ci racconta il vicepresidente del Consorzio, Salvatore Geraci, patron della cantina Palari – è uno dei pochi casi di viticoltura storica di mare perché le vigne sono situate proprio sullo Stretto. Il territorio dona così un sapore salino e unico”.

La caratteristica è quindi l’acidità legata alla sapidità, due elementi fondamentali dovuti alla vicinanza al mare. Quando parliamo di Doc Faro parliamo di vini da lungo affinamento, in parte anche in bottiglia.

Gli ettari vitati sono al di sotto di 50, creando così una nicchia non indifferente. “Oltre all’area degustazione – ci dice La Fauci – ci sarà uno slot nell’area istituzionale del Padiglione 2 di Vinitaly, in cui mercoledì 17 parleremo del nostro terroir”. 

Il visitatore troverà ad accoglierlo allo stand il produttore con le nuove annate a disposizione da degustare. Saranno inoltre presenti alcuni ragazzi dell’istituto  agrario Pietro Cuppari di Messina che supportano il consorzio nell’attività di promozione. 

“La partecipazione come consorzio – dice il vicepresidente Geraci – è un’iniziativa molto positiva: a Verona la Faro Doc si presenta con una sinergia di intenti per una Doc antica nel riconoscimento ma giovane nel rilancio. Il visitatore ha così la possibilità di degustare non il vino della singola azienda ma un ventaglio di produttori”.

Dallo scorso anno, al rinnovo del consiglio di amministrazione, sono partite una serie di iniziative che segnano il rilancio del consorzio: “Siamo riusciti – continua La Fauci – attraverso diversi eventi a portare l’attenzione della stampa internazionale su questo prodotto”. L’ambizione parla di crescita e di formazione, principi cardine che muovono l’attività. È stato infatti organizzato per i consorziati un incontro con un produttore della Borgogna che ha spiegato le sue tecniche di lavoro. 

“Vogliamo investire molto sulla promozione e sulla qualità. Il comune di Messina ci ha molto aiutato sia per Vinitaly sia nel supporto ordinario agli eventi sul territorio”. 

Nonostante l’annata difficile appena trascorsa tra i produttori c’è la speranza di un anno migliore: “Il 2023 – dice La Fauci – è a mia memoria l’anno più difficile che abbiamo avuto. La peronospora ha influito molto, così come il cambiamento climatico. Le nostre vigne sono esposte al mare e al vento fresco ma dall’altro lato andiamo incontro a temperature elevate”.