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Vino della settimana

Anthium Bellone 2024 – Casale del Giglio

10 Gennaio 2026
Anthium Bellone di Casale del Giglio Anthium Bellone di Casale del Giglio

Un progetto nato negli anni Ottanta e un vitigno antico riportato alla luce, l’Anthium 2024 e la visione di Casale del Giglio

Casale del Giglio nasce nel 1967 a Le Ferriere, frazione di Latina situata a una cinquantina di chilometri a sud di Roma, per iniziativa di Dino Santarelli, discendente di un’importante famiglia di commercianti di vini originaria di Amatrice, attiva nel settore dal 1914 e proprietaria, nel corso degli anni successivi, di diversi punti vendita nella Capitale. Ci troviamo nell’Agro Pontino, non lontano dal sito archeologico di Satricum, antica città volsca e romana.

Si tratta di un territorio ancora poco conosciuto dal punto di vista vitivinicolo e proprio per questo motivo Dino, insieme al figlio Antonio, dà il via nel 1985 a un progetto di ricerca, coinvolgendo esperti e studiosi di importanti università e istituti per sperimentazioni con oltre cinquanta diversi vitigni.

Antonio Santarelli

Un ruolo fondamentale sarà poi quello di Paolo Tiefenthaler, enologo e direttore tecnico, che ha avuto il compito di mettere in pratica i risultati raggiunti. La filosofia aziendale si basa sull’idea che lo sviluppo della viticoltura italiana passi anche attraverso la scoperta di nuovi territori, capaci di consentire produzioni vinicole di qualità. Successivamente la sperimentazione è stata estesa ad aree limitrofe con lo scopo di valorizzare i vitigni autoctoni: si è cominciato circa quindici anni fa a Ponza con la Biancolella, per passare poi nella zona di Anzio con il Bellone, a Olevano Romano con il Cesanese ed infine, nell’aprile del 2018, tra Accumoli e Amatrice con un piccolo impianto di Pecorino.

Oggi Casale del Giglio può contare su circa 180 ettari di vigneti, nei quali vengono coltivate varietà come Syrah, Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot, Tempranillo, Chardonnay, Sauvignon, Viognier e Petit Manseng, insieme alle autoctone già citate e a piccole quantità di altre uve. La produzione complessiva è di circa un milione e settecentomila bottiglie, con una gamma composta da diciannove etichette, tra bianchi, rossi, un rosato e un vino dolce.

Abbiamo degustato l’Anthium 2024, bianco ottenuto da Bellone, una varietà autoctona di origini molto antiche, conosciuta già in epoca romana e citata da Plinio con il nome di “uva pantastica”. Oggi questo vitigno viene coltivato nell’area del Lazio che va dai Castelli Romani ai Monti Lepini, comprendendo anche la fascia litoranea di Anzio e Nettuno. In questo caso le uve provengono da un vigneto a piede franco di oltre sessant’anni di età, situato alle spalle di Anzio. Qui il terreno ben drenato e fresco, di natura sabbiosa, e il particolare clima dovuto alla vicinanza del mare fanno sì che il Bellone si esprima in modo unico.

La vendemmia ha luogo verso la fine di settembre. La vinificazione inizia con una breve macerazione sulle bucce, seguita da pressatura soffice e successiva fermentazione spontanea da lieviti indigeni, che si protrae per 10-12 giorni alla temperatura di 18-20 gradi centigradi. Prima dell’imbottigliamento è previsto un periodo di affinamento di alcuni mesi in serbatoi di acciaio inox.

Nel calice l’Anthium 2024 si presenta di colore giallo paglierino carico, con riflessi dorati. È intenso e pulito all’olfatto, con sentori di pesca gialla matura, frutta esotica, erbe aromatiche, richiami agrumati e un tocco di spezie dolci. Un quadro variegato, nel quale la maturità e la dolcezza del frutto si combinano con elementi più freschi che ravvivano il bouquet. Segue un palato pieno nel gusto, ben strutturato e provvisto di ottima acidità ed equilibrio. Lungo, teso e sapido il finale. La ricchezza aromatica e la particolare consistenza tattile sono ben bilanciate da una freschezza che sembra crescere con la progressione del sorso, rendendo questo bianco appagante.

Vi consigliamo di abbinarlo a piatti saporiti della cucina di mare, oppure a risotti e primi a base di verdure e ortaggi. Provatelo anche con la trippa e le carni bianche: potrà rivelarsi una piacevole sorpresa.

Tappo: Diam
Gradazione alcolica: 14%
Temperatura di servizio: 10-12 °C
Bicchiere consigliato: calice a tulipano di media grandezza
Quando berlo: da ora al 2029
Prezzo in enoteca: € 15,00

Casale del Giglio
Strada Cisterna-Nettuno km 13
Le Ferriere – Latina
Tel. +39 06 92902530
www.casaledelgiglio.it

Rubrica a cura di Salvo Giusino