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Pubblicato in Il vino della settimana il 24 Aprile 2015
di C.d.G.

Cesanese in purezza Igt Lazio.

 
Oggi scriveremo dell’Azienda di una delle famiglie nobili più storiche d’Italia, quella dei Pallavicini. O meglio di una delle famiglie Pallavicini, precisamente quella più importante, che regnò tra Parma, Piacenza e Cremona, un cui ramo si trasferì a Genova e successivamente un altro arrivò a Roma. Una scia di palazzi, un intreccio di famiglie nobili apparentate, Papi, Cardinali, un Sindaco di Roma, un turbinio di artisti di fama, per esempio un certo Rubens, e feudi, feudi a non finire. Non possiamo condensarne la storia altrimenti non basterebbe l’intero giornale e saltiamo direttamente ai nostri giorni. 


Vi troviamo la Società Terre dei Pallavicini, una holding che è proprietaria di varie tenute: quella di Colonna dove c’è il cuore dei vigneti, 65 ettari nel Frascati; la Tenuta di Cerveteri di 544 ettari dove prevalgono cereali e foraggi; i 13 ettari di vivaio della Tenuta di Pistoia; la Tenuta di Fondi con 40 ettari per la maggior parte a vivaio di palme. Oltre ad alcune ville non poteva mancare una tenuta con castello a Baillou nella regione francese del Loir et Cher. Nel totale i vigneti ammontano a 80 ettari suddivisi per la maggior parte tra Roma, Colonna e Cerveteri. Amministra questa bella proprietà la principessa Maria Camilla Pallavicini collaborata dai figli Sigieri e Moroello Diaz della Vittoria.

 
Le cantine sono due, una a Roma dove avviene la vinificazione nonché l'affinamento in legno di alcuni vini in grotte scavate nella roccia, l'altra a Colonna, al km 25,500 della Casilina in un edificio del '500 chiamato Osteria della Colonna proprio per il suo uso antico. Si ricavano 600.000 bottiglie che in maggioranza vanno all'estero. L’agronomo è Mauro De Angelis, l’enologo Carlo Roveda con la consulenza di Carlo Ferrini.

L'Amarasco che degustiamo è fatto di Cesanese, un vitigno tipico del Lazio, diffuso nei Castelli Romani, che si presenta in varie Denominazioni tra cui l’IGT Lazio che chiaramente comprende tutta la regione e prevede l'uso di tanti vitigni dall’Aleatico al Vermentino, alfabeticamente. L’Amarasco è ricavato dai grappoli scelti dei 5 ettari del vitigno in terreni vulcanici dei Castelli a quote medie di 350 m vendemmiati ai primi di novembre quando gli acini sono appassiti per 20 giorni. La fermentazione con 12 giorni di macerazione avviene con lieviti autoctoni, temperatura di 26°, malolattica in acciaio, poi affinamento in tonneaux di rovere francese per 1 anno e in bottiglia per 6 mesi.

 
Nel calice il colore è rosso rubino brillante nelle trasparenze. Al naso nonostante la sua giovinezza un bel pò d’aria gli fa bene e allora escono frutti rossi, prugna, cioccolato, tabacco, pepe, noce moscata, poco poco fieno secco. Non di enorme intensità ma franco, interessante e fine. In bocca si apre una ventata inaspettata di freschezza, buoni e vivaci i tannini, ottima la corposità, piacevolissimo e morbido il gusto dell’uva che permane lungo.

 
Abbiniamolo a dei bucatini all’amatriciana, costolette di agnello a scottadito, un pecorino non necessariamente romano. E se vi fa piacere è sorprendentemente adatto al pesce all’acqua pazza o al cartoccio con pomodorini. Sono 30.000 bottiglie al prezzo in enoteca di 18 euro.


Principe Pallavicini
via Roma 121
00030 Colonna (Rm)
tel. 06 9438816
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www.principepallavicini.com





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