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Pubblicato in Scenari il 24 Luglio 2017
di C.d.G.


(Stefano e Paolo Gagliardo)

C'è fermento nelle Langhe. E ci sono acquisizioni di aziende da parte di altre aziende. "Ma sempre con spirito di squadra e per fare il bene del nostro territorio". 

Parole di Stefano Gagliardo, titolare di Poderi Gianni Gagliardo, azienda che si trova a La Morra, in provincia di Cuneo, nel pieno delle Langhe. Entusiamo a mille per aver acquistato Tenuta Garetto ad Agliano in provincia di Asti. "E' un sogno che si realizza", racconta Stefano. Con la sua azienda produce Barolo nelle Langhe (quasi 200 mila bottiglie) e nell'astigiano vinifica il Moscato (dove ricava altre 300 mila bottiglie). "Abbiamo la fortuna di fare un grande vino come il Barolo - dice Stefano - ma in realtà in Piemonte esistono territori che hanno proprietà qualitative interessantissime. Uno di questi è Nizza. Da tempo avevamo l'idea di comprare un piccolo vigneto da queste parti". E così Stefano ha chiamato Alessandro Garetto, titolare dell'azienda: "Gli ho detto che ero interessato ad acquistare un vigneto dalle sue parti e di farmi conoscere qualcuno che voleva vendere ". E invece Alessandro alla fine ha detto che era disponibile a cedere la sua azienda: "Non era messo in conto e non ci pensavamo nemmeno - spiega Stefano - Ma credo molto al destino e così l'acquisto è andato in porto". Cifre segrete, ma con un patto: "Alessandro rimarrà a dirigere l'azienda". E non solo. Perchè Tenuta Garetto manterrà il suo nome: "Alessandro è un uomo rispettato e i suoi vini sono famosissimi. Non cambieremo il nome".

Una quindicina di ettari, Barbera principalmente, poi piccoli appezzamenti di Grignolino e alcuni cloni. "C'è un patrimonio incredibile da queste parti, visto che qui ci sono vigneti che risalgono al 1930 e al 1950 - spiega Stefano - Continueremo le nostre ricerche di cloni come abbiamo fatto a Poderi, dove ci siamo creati il nostro clone". Tenuta Garetto si trova in collina, "in una zona di una vocazione alla vigna che mai ho visto altrove - spiega Stefano - Il potenziale c'è. Difficile adesso fare previsioni. Cercheremo di puntare tantissimo sulla qualità. Non possiamo stabilire con certezza quante bottiglie faremo". Da queste parti sono abituati a circa centomila pezzi, ma la sensazione è che a partire dal 2018 questo numero calerà sensibilmente. "Faremo una gamma di vini chiaramente imperneata sulla Barbera - conclude Stefano - con la Barbera Docg, la Superiore e Nizza Favà, etichetta simbolo della Tenuta. Poi valuteremo con calma se fare un Nizza Superiore. Presto inizieremo delle microvinificazioni per capirne di più. Dobbiamo scoprire tante cose nuove".

G.V.


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