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Pubblicato in Vinitaly Special Edition il 18 Ottobre2021
Sergio Zingarelli

La "bellezza" di riabbraciarsi di nuovo.

"Anche se a dire il vero era già successo a OperaWine". Sergio Zingarelli, titolare della cantina Rocca delle Macìe, in pieno territorio del Chianti Classico torna al Vinitaly. "Noi produttori non siamo abituati a dormire così tanto tempo nello stesso letto - dice - Siamo sempre in giro per il mondo e non vi nascondo che è stato complesso rimanere fermi così a lungo. E' stato bello rivedersi tutti insieme, ma soprattutto ci ha fatto piacere essere utili a un'istituzione com'è quella di Viitaly, una delle risorse importanti per il mondo del vino italiano, anzi che aggiunge valore alle nostre produzioni. Sono felice di aver scelto di esserci. C'è parecchio movimento". Zingarelli nel suo stand non smette mai di raccontare il suo territorio: "C'è una buona presenza di pubblico e credo che VeronaFiere dovrebbe pensare di lasciare per sempre questa formula riservata ai professionisti - dice - Per i winelover si potrebbero pensare a degli eventi collaterali. Poi mi piace il fatto che siano stati pensati degli stand tutti uguali: una forma molto democratica di pensare a una fiera". Nel Chianti Classico, ma in generale in Toscana, quest'anno si devono fare i conti con una vendemmia un po' più scarsa: "Tutto è stato penalizzato dal clima - dice Zingarelli - Le gelate primaverili hanno dato il colpo di grazia e i danni sono stati veramente importanti. Poi c'è stata un'estate siccitosa anche se per fortuna arrivavamo da un inverno molto piovoso e quindi le piante hanno avuto nei terreni scorte idriche da poter utilizzare nei momenti critici. Noi siamo andati un po' controcorrente e la nostra produzione quest'anno farà registrare un aumento. Qualitativamente i grappoli erano perfetti e le prime svinature ci stanno dando sensazioni molto positive".

Secondo Zingarelli, la Toscana sta lavorando molto bene nella promozione dei vini: "Vedi un po' il successo di Bolgheri, ma anche il Brunello sta vendendo bene grazie a due annate fantastiche, come la 2015 e la 2016". Ma gran parte del successo va anche riscontrato nelle Uga, le Unità geografiche aggiuntive (Castellina, Castelnuovo Berardenga, Gaiole, Greve, Lamole, Montefioralle, Panzano, Radda, San Casciano, San Donato in Poggio, Vagliagli), un progetto voluto proprio dal consorzio e a cui ha contribuito lo stesso Zingarelli quando era presidente del conorzio del Gallo Nero: "Un progetto studiato per suddividere in aree più ristrette e dotate di omogeneità il territorio del Chianti Classico - dice Zingarelli - che permette alle aziende di indicare in etichetta il nome del comune o villaggio di provenienza delle uve. Le Uga permettono di raccontare meglio questo territorio che cambia da vigneto a vigneto, anche a poca distanza uno dall'altro. E ci permette di valorizzare ancora di più le unicità del territorio del Gallo Nero". Rocca delle Macìe ha già nel suo portafogli dei vini 4 etichette con le Uga: si tratta di Sant'Alfonso (100 mila bottiglie), Sergioveto (15 mila bottiglie), Riserva di Fizzano (20 mila bottiglie) e Sergio Zingarelli (6 mila bottiglie).

G.V.

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