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Il prodotto

La scintilla di Costanza e Marco Durastanti: nasce “Faidda” il loro vino ancestrale

24 Giugno 2021
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Costanza e Marco Durastanti hanno avuto un’altra scintilla. L’ennesima.

Che in siciliano si dice “Faidda”. I due fratelli, titolari del ristorante Villa Costanza di Palermo, hanno rivelato la loro terza etichetta di vino. E si tratta di un vino ancestrale, frizzante, rosato, prodotto con uve Perricone. E’ l’ultimo nato del brand Costanza Filiera del Gusto, l’idea geniale dei due fratelli che hanno iniziato ad autoprodursi i prodotti per la cucina del loro ristorante, oltre ad una linea di vini, birra e amari. La nuova etichetta, viene rifermentata in bottiglia. Così si dà vita a una bollicina delicata e molto interessante: un vino mosso, vivace, versatile, ideale per accompagnare l’aperitivo o l’antipasto. “Questa iniziativa, in modo audace, ha segnato un percorso di sfida in un periodo molto complesso di stasi economica, a causa dalla pandemia – racconta Marco Durastanti – ed ha mosso me, Costanza e i nostri ragazzi, verso un impegno comune attraverso un messaggio di condivisione e coinvolgimento”.

(Faidda)

Il vigneto si trova a San Giuseppe Jato in provincia di Palermo. Qui già si coltivano le uve Grillo e Nero dAvola per le due prime etichette già realizzate e presentate. Ad aiutarli, come per i precedenti due vini, c’è Giuseppe Todaro. E, com’è ormai nello stile dei due fratelli, tutto lo staff dei due ristoranti (insieme a Villa Costanza c’è Bastioni & Costanza di Cefalù in provincia di Palermo) ha partecipato alla produzione di “Faidda”, attraverso una “team experience” che ha regalato al gruppo tantissime emozioni e il vero senso di essere una squadra. Il brand Costanza Filiera del gusto, già prima del Covid, aveva avviato un percorso di autoproduzione e di relazione con micro-aziende locali con una serie di prodotti che rappresentano il territorio e la biodiversità siciliani. “In quest’ottica abbiamo creato, due anni fa, l’e-commerce e in quest’anno lo abbiamo sfruttato al massimo nei periodi più difficili – spiega Marco – Abbiamo quindi deciso di continuare ad investire sulle nostre produzioni dirette allargando gli ettari a disposizione degli orti di Costanza (circa 7 tra Ciaculli, Casteldaccia ed Alia). C’è, infatti, già in cantiere la creazione per il prossimo anno di un hub da cui far partire tutte le cassette del fresco provenienti dagli orti di Costanza”.

C.d.G.