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Pubblicato in Numero 53 del 20/03/2008 il 20 Marzo 2008
di Emanuele Di Bella

    DIARIO GOLOSO

La regione poco distante da Vienna si può visitare anche attraversando il Danubio su wachau_hp_53.jpgimbarcazioni di lusso. Viaggio fra i produttori di vino del “Sorriso d’Austria”

Wachau, pausa
di riflessione


Per chi sceglie la Wachau, a poco più di un’ora di macchina ad ovest di Vienna tra le cittadine di Melk e Krems per oltre 30 chilometri, un’alternativa al viaggio in auto è costituita dalla crociera sul Danubio su speciali imbarcazioni.

Tra le varie opzioni segnaliamo una crociera “lunga” di 6 giorni su confortevoli battelli da fiisabell_53.jpgume cabinati, in pratica degli hotel 4 o 5 stelle naviganti. Si inizia a Passau, facendo tappa a Melk, Dürnstein, Vienna, Bratislava, Esztergom, Budapest e ritorno. I costi non sono proibitivi. Ad esempio sulla “MS Isabella” – un 4 stelle – viaggio, pernottamenti in doppia, colazione, pensione completa, bevande incluse, il costo è di 499 euro a persona.
Tornando alla terraferma, se l’architettura moderna e le campagne isolate ricche di vigneti sono la vostra passione, vale la pena di fermarsi a Langenlois, a 11 chilometri a nord di Krems. Attrazione della zona, il Wine & Spa Resort Loisium (www.loisium.at, Loisium Allee 2, tel. +43(0)2734771000 Langenlois) è un avveniristico design hotel 5 stelle sulle colline della prima periferia di Langenlois. Concepito nel 2005 dall’architetto statunitense Stephen Holl, il Loisium Hotel nasce dall’esigenza di creare una stazione termale & spa per gli amanti del genere, tanto da inserire tra le innumerevoli possibilità svariati trattamenti per il corpo a base di uve e vino.
Imponenti vetrate e pali circolari in ferro sorreggono tre differenti edifici (per noi fastidiosamente) irregolari che compongono la curiosa struttura esterna ad “U” del complesso alberghiero.
La hall open space della reception, come anche la sala lettura e il ristorante, hanno vista sulla piscina del cortile interno. Senza dubbio meno open gli angusti corridoi al primo ed al secondo piano che conducono alle camere (80 + 2 suite con prezzi a partire da 130 euro a camera a notte): soggiornarvi è un po’ come essere il loisium_53.jpgprotagonista di un remake di Pleasantville. L’unico elemento cromatico dell’ambiente siete voi. Il predominio del bianco ghiaccio delle pareti grezze, del bagno, degli arredi (tende comprese), anestetizza al punto da rendere il soggiorno disarmante.
Siamo consapevoli tuttavia che il genere vanta numerosi estimatori. Almeno il “rumore del silenzio” impera sovrano, nonostante gli ospiti. Nessuna elevator music, sottofondo lounge o chill out commerciale, allieteranno le vostre ore al suo interno.
Una nota di merito va alla cucina. Le prime colazioni al buffet sono squisite e magistralmente assortite, dandovi la possibilità di spaziare dal salmone allo strudel o da un buon calice brut ad una tazza di cappuccino. Anche il ristorante è molto quotato. Eccellente la carta dei vini.
Ma non è finita qui: oltre l’hotel, ad appena 300 metri di distanza, da percorrere a piedi in superficie o nel sottosuolo – non possiamo dire molto per non rovinarvi la sorpresa – si trova una entusiasmante l’esperienza per i cinque sensi. Un edificio monolitico è l’accesso segreto ad una seducente visione del mondo del vino. Da lì si dipana un “labirinto” che spiega 900 anni di storia del vino, percorrendo la cultura enologica della Bassa Austria. Toccare, vedere, annusare, gustare e perfino acquistare tutto ciò che a che riguarda direttamente il vino ed il suo mondo.

Produttori di vino nella Wachau
Tra i migliori – tra parentesi il comune dove hanno sede – segnaliamo Josef Edlinger (Furth-Palt), Graf Trauttmansdorff (Pellendorf/Himberg), Freie Weingärtner Wachau (Dürnstein), Johann Schmelz (Joching), F. X. Pichler (Oberloiben), Urbanushof (Oberloiben), Anton Nothnagl (Spitz), Franz Hirtzberger, Wachau (Spitz), Graben Gritsch (Spitz), Gritsch Mauritiushof (Spitz), Johann Donabaum (Spitz), Josef Högl (Spitz), Karl Lagler (Spitz), Leo Alzinger (Unterloiben), Jäger (Weißenkirchen), Josef Jamek (Weißenkirchen), Karl Holzapfel (Weißenkirchen), Kartäuserhof (Weißenkirchen), Prager (Weißenkirchen), Erich Machherndl (Wösendorf), Franz Pichler (Wösendorf), Rudi Pichler (Wösendorf), Denk (Wösendorf), Knoll (Unterloiben), Rainer Wess (Unterloiben), Tegernseerhof (Unterloiben). Tra gli outsider, Nikolaihof è tra i più amati dal pubblico internazionale. I Riesling di Christine e Nikolaus Saahs (Nikolaigasse 3 - 3512 Mautern, Tel.: +43(0)273282901) sono prodotti in regime biodinamico, e godono di grande considerazione da parte della critica di settore.

Heuriger
Gli “Heurige” della Bassa Austria sono un piacevole elemento di autentica cultura enologica. Chi vuole conoscere il lato socievole degli austriaci, deve fare una sosta in un “Heuriger”, un locale dove il viticoltore vende i vini di produzione propria. All’Heuriger di solito si beve il … Heuriger! Si tratta del vino dell’ultima annata. Heuriger infatti significa “di quest’anno”. Nella Wachau, sulle strade, nei paesini, si possono trovare numerose case private, piccole aziende vitivinicole, che espongono una tabella con scritto appunto “Heuriger!”. Presso il Heuriger si può anche mangiare qualcosa, di solito pietanze leggere e sostanziose: tra quelle più diffuse salumi, formaggi, insalate, cetrioli, carne preparata in vari modi, Backhenderl (pollo fritto), e paté. Si tratta di piatti semplici e facilmente gestibili dal viticoltore che in questo caso fa attività di piccola ristorazione.
Uno dei padri dell’Heuriger fu l’imperatore romano Probus che durante il suo regno (276 – 282) autorizzò la viticoltura anche nelle province e dunque anche nella Pannonia, come si chiamava a quell’epoca la Bassa Austria. L’imperatore Giuseppe II permise nel 1784 agli agricoltori di vendere i loro prodotti. Così fu avviata la cultura dell’Heuriger come la conosciamo oggi. Gli Heuriger vantano ancora oggi la tradizione più antica e la più grande popolarità.


Marina Violetta Carrera
Francesco Pensovecchio

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