Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Numero 2 del 29/03/2007

IL PRODOTTO2:Arance rosse, stagione agrodolce

29 Marzo 2007

ILPRODOTTO/2

anrance_home.pngLa beffa per gli acquirenti: tanti alberi carichi di agrumi ma difficili da trovare sui banchi
dei fruttivendoli di Lentini e paesi limitrofi
Arance rosse,
stagione agrodolce
L'inverno anomalo ha danneggiato
la produzione. Corsa dei prezzi al ribasso


Per le arance rosse siciliane una stagione agrodolce. da un lato le alte temperature, l’inverno anomalo, il fattore clima, dunque, che ha finora inciso negativamente sulla produzione.


Dall’altro un certo risveglio dei mercati, la possibilità di esportare le arance in Giappone, un’attenzione ormai consolidata verso un frutto tipicamente siciliano che il mondo comincia ad invidiarci. Peccato semmai che la vera beffa sta nel fatto che se volete comprare arance tra le cittadine e le campagne dove si coltivano questi agrumi, potreste incontrare qualche difficoltà.
Ma andiamo nel dettaglio prendendo come punto di riferimento la zona di Lentini e Carlentini, dove, si producono tre varietà di arance rosse: Moro, Tarocco e Sanguinella. Le temperature più alte della media stagionale hanno provocato dei ritardi nella maturazione. Il risultato? Il clima ha fatto rammollire le arance e poi le piogge intense di fine 2006 hanno portato alla caduta dei frutti dagli alberi. Un fenomeno che ha provocato una forma di psicosi nei produttori, impreparati a reagire a questi eventi. Tanto più se si considera che un albero può arrivare a produrre fino a 300 chili di arance. I fratelli Salvatore e Angelo Scrofani, titolari dell'azienda Apal nel territorio di Carlentini ne sanno qualcosa. «Quest'anno l'andamento climatico è anomalo – spiega Salvatore Scrofani -. Le arance sono rimaste molli. Molte, inoltre, ancora verdi sono cadute dagli alberi. Dall'estero alcuni operatori commerciali hanno anche disdetto gli ordini. Questo fenomeno ha provocato paura nei produttori. È così cominciata una raccolta improvvisa. Ma non è possibile fare in una settimana il lavoro di due mesi. In alcuni casi, invece, le arance cadute sono state vendute subito. Ed è un errore. Bisognerebbe avere pazienza. La stagione, in fondo andrà avanti fino ad aprile, c'è tempo per recuperare». Vendere subito le arance cadute e non ancora pienamente mature comporta un rischio. «L'abbassamento dei prezzi – dice Angelo Scrofani -. Ed è quel che sta succedendo in campagna. In media il Tarocco si vende a 22-25 centesimi, con punte di 30 centesimi. Quest'anno, invece, si stanno vendendo a 15 centesimi circa. Questo ribasso non sta portando alcun vantaggio. Ma solo confusione. Si altera il mercato. Le arance, invece, vanno vendute lentamente». Anche il consumo ne sta risentendo. «Finora è calato di circa il 20 per cento», chiariscono i fratelli Scrofani. Sono 34 i comuni che fanno parte del disciplinare. Di momento di incertezza e di danni del 20 per cento parla Ture Ragazzi, al vertice della cooperativa Ragazzi a Lentini. Ma dalle sue parole ci si accorge subito di una cosa. L'arancia rossa di Sicilia è conosciuta all'estero, ma nei luoghi dove si produce non la si trova neppure al bar. «Evidentemente – spiega Ture Ragazzi – è un fenomeno culturale. Ma non solo. Qui le producono in tanti, quindi chi le produce non le compra dal fruttivendolo. E chi non le produce le ha in regalo da un amico». Non c'è da meravigliarsi, dunque, se nella sua azienda lo spremiagrumi sia riposto in un cassetto o se nella macchinetta delle bibite ci sia la Fanta. Lì le arance sono prodotte per essere esportate. «Esportiamo 8 mila tonnellate all'anno. Dove? In tutta Europa, tranne in Francia e in Spagna».

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Gaetano La Mantia

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