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Pubblicato in Articoli sul Marsala
di Redazione

E' il dato della doppia ricerca su usi e consumi del Marsala condotta dalla Florio. Se per il 57% dei consumatori rimane entro i confini della cucina, per gli intenditori è il grande vino da meditazione di sempre

Se lo conosci,
lo bevi

Vino da dispensa o da salotto? Profani ed intenditori sono stati messi a confronto sul Marsala in una doppia indagine condotta dalle cantine Florio. Un'indagine coraggiosa per uno dei vini più bistrattati degli ultimi decenni. I risultati sono per certi versi tranchant.
Un vino da utilizzare in cucina  per il 57% dei consumatori, rappresentati da un campione nazionale di mille persone di età compresa tra i 20 ed i 65 anni. Rimane invece il grande vino da meditazione di sempre per gli esperti interpellati: i trecento giudici del Concours Mondial de Bruxelles, enologi, giornalisti ed intenditori di tutto il mondo che hanno visitato la cantina in occasione della competizione che si è svolta a Palermo lo scorso fine aprile. Il sondaggio, affidato alla Brandvoyant di Luca Vercelloni, ha messo in luce usi e consumi del vino storico siciliano percorrendo due binari diversi. Al consumatore medio è stato per lo più chiesto il grado di conoscenza, di familiarità è l'uso che ne fa.  Ai giudici del concorso mondiale la modalità di consumo e la preferenza sulle tipologie. Obiettivo: indagare sullo stato attuale di gradimento e di prestigio che esso gode presso due pubblici così diversi. Ne è emersa un'immagine nettamente spaccata in due. Da un lato, nel mondo dei consumatori, il 18% dei giovani non lo conosce, anche se il 24% dei trentenni lo beve abitualmente. Ma rimane bassa nel complesso la percentuale di chi lo acquista esclusivamente per berlo, solo 17%. Chi ama sorseggiarlo è l'intenditore che lo apprezza nelle tipologie Vergine e Superiore, da solo o in abbinamenti a pietanze, anche originali. Ed infatti, oltre alla classica pasticceria, i giudici del Concours non si sono risparmiati nel dare suggerimenti. Fegato d’oca, formaggi erborinati da accompagnare con la tipologia semisecca. Pesce affumicato e formaggi stagionati con il Vergine e poi ancora risotto alla zucca, zuppa di trippa, maialino molto speziato. Al di là degli abbinamenti sono i momenti di consumo segnalati che confermano, solo presso questo tipo di consumatore, lo status originario di questo vino. Infatti il 40% degli esperti lo beve in momenti di relax di coppia ed il 25% come vino da meditazione. Non manca anche chi lo degusta come aperitivo inusuale, il 16%. Segnale che nuove tendenze potrebbero diffondersi per veicolare una nuova cultura del bere.

Manuela Laiacona

E' il dato della doppia ricerca su usi e consumi del Marsala condotta dalla Florio. Se per il 57% dei consumatori rimane entro i confini della cucina, per gli intenditori è il grande vino da meditazione di sempre

Se lo conosci,
lo bevi

Vino da dispensa o da salotto? Profani ed intenditori sono stati messi a confronto sul Marsala in una doppia indagine condotta dalle cantine Florio. Un'indagine coraggiosa per uno dei vini più bistrattati degli ultimi decenni. I risultati sono per certi versi tranchant.
Un vino da utilizzare in cucina  per il 57% dei consumatori, rappresentati da un campione nazionale di mille persone di età compresa tra i 20 ed i 65 anni. Rimane invece il grande vino da meditazione di sempre per gli esperti interpellati: i trecento giudici del Concours Mondial de Bruxelles, enologi, giornalisti ed intenditori di tutto il mondo che hanno visitato la cantina in occasione della competizione che si è svolta a Palermo lo scorso fine aprile. Il sondaggio, affidato alla Brandvoyant di Luca Vercelloni, ha messo in luce usi e consumi del vino storico siciliano percorrendo due binari diversi. Al consumatore medio è stato per lo più chiesto il grado di conoscenza, di familiarità è l'uso che ne fa.  Ai giudici del concorso mondiale la modalità di consumo e la preferenza sulle tipologie. Obiettivo: indagare sullo stato attuale di gradimento e di prestigio che esso gode presso due pubblici così diversi. Ne è emersa un'immagine nettamente spaccata in due. Da un lato, nel mondo dei consumatori, il 18% dei giovani non lo conosce, anche se il 24% dei trentenni lo beve abitualmente. Ma rimane bassa nel complesso la percentuale di chi lo acquista esclusivamente per berlo, solo 17%. Chi ama sorseggiarlo è l'intenditore che lo apprezza nelle tipologie Vergine e Superiore, da solo o in abbinamenti a pietanze, anche originali. Ed infatti, oltre alla classica pasticceria, i giudici del Concours non si sono risparmiati nel dare suggerimenti. Fegato d’oca, formaggi erborinati da accompagnare con la tipologia semisecca. Pesce affumicato e formaggi stagionati con il Vergine e poi ancora risotto alla zucca, zuppa di trippa, maialino molto speziato. Al di là degli abbinamenti sono i momenti di consumo segnalati che confermano, solo presso questo tipo di consumatore, lo status originario di questo vino. Infatti il 40% degli esperti lo beve in momenti di relax di coppia ed il 25% come vino da meditazione. Non manca anche chi lo degusta come aperitivo inusuale, il 16%. Segnale che nuove tendenze potrebbero diffondersi per veicolare una nuova cultura del bere.

Manuela Laiacona


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