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Vino della settimana

Chianti Classico Docg 2023 – L’Erta di Radda

28 Marzo 2026
Il Chianti Classico 2023 di L’Erta di Radda Il Chianti Classico 2023 di L’Erta di Radda

Una piccola azienda nel cuore dell’Uga, tra galestro e alberese

Ci troviamo a Radda in Chianti, comune della provincia di Siena situato nel cuore della Docg Chianti Classico, all’interno dell’omonima Uga (Unità Geografica Aggiuntiva). Si tratta di una zona che, grazie al clima più freddo rispetto a tante altre aree della denominazione e all’altitudine dei vigneti, negli ultimi anni si sta particolarmente distinguendo per il profilo dei vini, sempre molto freschi, equilibrati, nitidi nell’espressività aromatica e lontani da eccessi.

L’Erta di Radda, azienda il cui nome richiama la forte pendenza dei vigneti, nasce nel 2006 per opera di Diego Finocchi, che, dopo la laurea in Viticoltura ed Enologia e un breve periodo di lavoro presso una cantina del luogo, decide di avviare una propria produzione, occupandosi di tutte le fasi della filiera. Con la vendemmia 2009 viene fatto il primo imbottigliamento e l’Erta di Radda debutta sul mercato con il Chianti Classico.

I 3 ettari di vigneto iniziali, con il tempo, sono cresciuti fino a raggiungere gli attuali 5,2 ettari. Questi ultimi sono stati quasi tutti reimpiantati tra il 2006 e il 2017 e risultano divisi in tre parcelle con esposizioni che vanno da nord a nord-est.

Il Corno, dove si trova circa mezzo ettaro di Sangiovese su terreno costituito prevalentemente da galestro, è situato a 450 metri sul livello del mare intorno alla casa acquistata precedentemente dal padre di Diego e, proprio per questo, oggi rappresenta un po’ il centro dell’azienda. Non lontano c’è Docciole, con 3,5 ettari che si estendono più o meno alla stessa altitudine su galestro e alberese e sono occupati da Sangiovese, Canaiolo e una piccola quota di uve bianche (Trebbiano, Malvasia Toscana e Vermentino).

La terza parcella è La Villa, una vigna degli anni Sessanta situata a 380-400 metri sul livello del mare, su un suolo ricco di argilla e destinata alla produzione del Due & Due, un rosso molto particolare ottenuto da due vitigni a bacca rossa e due a bacca bianca.

Diego è affiancato nel lavoro dalla moglie Elisa Arretini, enologa che lui stesso considera il vero winemaker dell’azienda e con cui si confronta costantemente. La loro filosofia si fonda su quello che Diego definisce in modo originale un metodo “artigianale ponderato”, poiché, partendo da una materia prima ottenuta secondo i principi dell’agricoltura biologica, prevede grande cura dei dettagli e procedure leggermente variabili in base alle caratteristiche dell’annata, unite a una tecnica moderna.

Ogni anno vengono prodotte complessivamente 30 mila bottiglie. La gamma di etichette è composta da due Chianti Classico, di cui uno Riserva, e tre vini Toscana Igt: un bianco, il già citato rosso Due & Due e un Vin Santo.

Durante una recente visita abbiamo apprezzato molto il Chianti Classico 2023, rosso che rappresenta i due terzi circa dell’intera produzione e fa comprendere molto bene lo stile della cantina. Le uve, Sangiovese per il 90 per cento più un 10 per cento di Canaiolo, provengono dai vigneti già descritti di Docciole e Il Corno.

Il sistema di allevamento utilizzato è il guyot, con densità d’impianto di 5 mila ceppi per ettaro. Basse le rese, che si attestano intorno ai 50 quintali per ettaro.

La vinificazione prevede fermentazione da lieviti indigeni senza il controllo della temperatura, che comunque non supera i 28 gradi centigradi, e 15-20 giorni di macerazione post-fermentativa. Il vino ottenuto matura per 12 mesi in botti da 20-30 ettolitri di rovere francese piegato a vapore. Prima della messa in vendita sono previsti alcuni mesi di affinamento in bottiglia.

Nel calice il Chianti Classico 2023 si presenta di colore rosso rubino carico. È intenso e pulito all’olfatto, che appare dominato da sentori di frutta rossa matura, con ciliegia e amarena in evidenza, affiancati da una nota floreale di violetta, un tocco di arancia rossa e una sottile speziatura. Sono evidenti fragranza e spontaneità, ma anche una certa profondità, così come una perfetta integrità del frutto.

Il sorso è fresco, vivo e ben strutturato, con tannini compatti e levigati, un gusto giocato tra la parte fruttata e una piacevole succosità agrumata e un lungo finale. È un Chianti Classico di chiaro stampo territoriale che mostra la maggior concentrazione di un’annata come la 2023, in cui le piante avevano meno uva, mantenendo però quella freschezza che lo rende sempre facile da bere.

Per quanto riguarda gli abbinamenti, può essere considerato il compagno ideale delle carni rosse, soprattutto alla griglia, ma si abbina bene anche ai primi piatti della cucina di terra dal gusto deciso oppure a un pecorino toscano a media o lunga stagionatura.

Tappo: Diam
Gradazione alcolica: 14%
Temperatura di servizio: 18 °C
Bicchiere consigliato: calice da rossi ampio e allungato (Bordeaux)
Quando berlo: da ora al 2031
Numero di bottiglie prodotte: 20.000
Prezzo in enoteca: € 25,00

L’Erta di Radda
Case sparse Il Corno, 25
53017 Radda in Chianti (SI)
Tel. +39 328 4040500
www.ertadiradda.it

Rubrica a cura di Salvo Giusino