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Vino della settimana

Chianti Classico Docg 2024 – Castellare di Castellina

28 Febbraio 2026
L’etichetta del Chianti Classico 2024 di Castellare di Castellina L’etichetta del Chianti Classico 2024 di Castellare di Castellina

Dal primo vigneto sperimentale sul Sangiovese al calice: il Chianti Classico 2024 secondo Castellare di Castellina

Ci troviamo a Castellina in Chianti, piccolo centro della provincia di Siena situato nel cuore di una delle denominazioni più prestigiose d’Italia, il Chianti Classico. Qui, negli anni Settanta, l’editore Paolo Panerai, unendo quattro poderi, Castellare, Caselle, San Niccolò e Le Case, crea Castellare di Castellina.

L’obiettivo è quello di produrre vini di altissima qualità in grado di confrontarsi con le migliori etichette presenti sul mercato, coniugando i metodi tradizionali di coltivazione della vite con la ricerca e l’innovazione. Così nasce, in collaborazione con le università di Milano, sotto la guida del professor Attilio Scienza, e di Firenze, il primo vigneto sperimentale del Chianti Classico per portare avanti con metodi scientifici la selezione dei cloni di Sangiovese. Si comincia poi a utilizzare la barrique, seguendo i consigli di Émile Peynaud, l’enologo più celebre di sempre. E tra le tante personalità di spicco che hanno contribuito a far crescere notorietà e reputazione di Castellare di Castellina non poteva mancare Giacomo Tachis, personaggio che non ha certo bisogno di presentazioni e che proprio in quel periodo dava un contributo fondamentale per la rinascita del vino italiano.

Dopo diversi anni il progetto ha visto la nascita di Rocca di Frassinello in Maremma, Feudi del Pisciotto a Niscemi, in provincia di Caltanissetta, e Gurra di Mare nell’Agrigentino, aziende che oggi insieme a Castellare costituiscono il gruppo Domini Castellare di Castellina (Dcc). La tenuta del Chianti Classico si estende complessivamente per 80 ettari, di cui 20 di oliveto e 33 di vigneti. Questi ultimi sono situati a un’altitudine media di 370 metri sul livello del mare in un anfiteatro naturale esposto a sud-est. Le viti, di età compresa fra 7 e più di 45 anni, crescono su un terreno misto, costituito da marne calcaree, galestro e una quota meno importante di argilla. Sono oltre 250 mila le bottiglie prodotte ogni anno.

Tra i vini di Castellare di Castellina ricordiamo I Sodi di San Niccolò, iconico Supertuscan da vitigni autoctoni per il quale i riconoscimenti ormai non si contano più, il Merlot Poggio ai Merli, il Cabernet Sauvignon Coniale e, naturalmente, diversi Chianti Classico con in testa la Riserva Il Poggiale.

Ci è piaciuto molto il Chianti Classico 2024, uno dei vini storici dell’azienda che dal 1979, suo primo anno di produzione, nasce con l’idea di fornire una rappresentazione autentica della denominazione. Le uve, Sangiovese per il 90 per cento più un 10 per cento di Canaiolo, provengono da vigneti situati ad altitudini che vanno dai 350 ai 400 metri sul livello del mare, su un suolo di natura calcarea. Il sistema di allevamento utilizzato è il guyot capovolto con densità di 3.500 ceppi per ettaro. Basse le rese, che si attestano sui 60 quintali per ettaro. Dopo la vendemmia, effettuata a ottobre, ha luogo la vinificazione in serbatoi di acciaio inox con il controllo della temperatura. Il vino ottenuto matura per 7 mesi in botti di rovere francese da 225 e 500 litri e poi affina in bottiglia per almeno altri 7 mesi prima di essere messo in vendita.

Il colore che osserviamo nel calice, dopo avere versato il Chianti Classico 2024, è un rosso rubino abbastanza carico, tendente al porpora sull’unghia. Pulito e intenso il naso, nel quale sentori di violetta, prugna, amarena e ribes rosso sono accompagnati da un cenno di radici e da un leggero tocco mentolato. Si tratta di un profilo limpido che si esprime prevalentemente sulla freschezza del frutto. Segue un sorso dotato di buona acidità e struttura ben calibrata, caratterizzato da equilibrio e regolarità nella progressione e provvisto di tannini compatti e garbati che incidono nella giusta misura. Un buon Chianti Classico che mostra la finezza e gli equilibri di un’annata come la 2024, risultando completo e al contempo facile da bere. La sua capacità di accostarsi al cibo senza prevalere, ma esaltando i sapori, lo rende molto versatile negli abbinamenti. Vi consigliamo di berlo con i primi piatti dal gusto ricco della cucina di terra come le tagliatelle o i pici al ragù, con salumi e formaggi semistagionati, crostini con paté di fegatini e, soprattutto, con arrosti di carne di ogni genere.

Tappo: sughero monopezzo
Gradazione alcolica: 13%
Temperatura di servizio: 18 °C
Bicchiere consigliato: calice da rossi ampio e allungato (Bordeaux)
Quando berlo: da ora al 2033
Prezzo in enoteca: € 18,00

Castellare di Castellina
SP 130 di Castagnoli – località Caselle
53011 Castellina in Chianti (SI)
Tel. +39 0577 742903
info@castellare.it
www.castellare.it

Rubrica a cura di Salvo Giusino