Ci troviamo a Postiglione, piccolo centro della provincia di Salerno che fa parte del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Qui nel 2010 Ciro Macellaro fonda la sua azienda, impiantando nuovi vigneti sui terreni di famiglia per dare vita a un progetto vitivinicolo che inizia a concretizzarsi nel 2013 con la prima vendemmia.
Ciro fa parte di un gruppo di giovani enologi che svolgono il loro lavoro con l’obiettivo di comprendere sempre meglio le peculiarità territoriali per valorizzarle al meglio. La sua idea di vino è quella di un prodotto che racconti i luoghi di provenienza, ma che sia anche non troppo complicato e facile da raccontare, caratteristica utile nell’affrontare il mercato.
Tenuta Macellaro è situata tra i monti Alburni e la valle del fiume Calore, a circa 200 metri sul livello del mare. Si estende complessivamente per 14 ettari, nei quali trovano spazio 7 ettari di vigneti, 1.500 alberi di olivo e la restante parte divisa tra bosco e seminativo. Il suolo è argilloso-limoso con una quota di calcare, mentre il clima, di tipo temperato fresco, è caratterizzato dalla costante presenza della brezza marina, da marcate escursioni termiche tra il giorno e la notte e beneficia della presenza dei monti Alburni, che svolgono un’azione protettiva soprattutto nei confronti delle grandinate.
Vengono coltivati in biologico vitigni autoctoni come Fiano, Falanghina, Aglianico e Aglianicone insieme a una piccola quota di Montepulciano. Da una selezione delle migliori uve ogni anno vengono prodotte circa 25 mila bottiglie, suddivise tra le etichette di una gamma composta da due bianchi da Fiano, uno spumante Metodo Classico, un rosato da Montepulciano e due rossi da Aglianico e Aglianicone.
Un altro aspetto importante dell’attività aziendale è la produzione di cosmetici curata da Carolina, moglie di Ciro: recuperando le bucce, i raspi e le foglie si ottengono preparati totalmente naturali, portando avanti anche l’idea di dare alla vite una “seconda vita”.
Abbiamo degustato il Quercus 2020, rosso ottenuto da Aglianicone, un vitigno tipico cilentano che da queste parti cresce molto bene e che sarebbe addirittura più antico dell’Aglianico, dal quale si differenzia per diversi aspetti che vanno dalle caratteristiche ampelografiche all’epoca di maturazione, leggermente più precoce, fino al differente profilo dei tannini. Questi ultimi si presentano di solito morbidi, rendendo godibili sin dall’inizio vini che possono comunque essere bevuti anche dopo anni.
Le uve provengono da una vigna esposta a nord-ovest, piantata nel 2011 su un suolo con una quota minore di scheletro rispetto a quello delle zone circostanti. Il sistema di allevamento utilizzato è il guyot con densità d’impianto di 5 mila ceppi per ettaro. Contenute le rese, che si attestano tra i 60 e i 70 quintali per ettaro.
La vendemmia è stata effettuata manualmente alla fine di settembre. La vinificazione, classica in rosso e condotta con grande attenzione, prevede fermentazione alcolica con dieci giorni di macerazione in serbatoi di acciaio inox, dove si svolge anche la malolattica. Il vino ottenuto affina in acciaio per due anni e poi in bottiglia per almeno sei mesi prima di essere immesso sul mercato.
Nel calice il Quercus 2020 si presenta di colore rosso rubino impenetrabile, appena violaceo sull’unghia. È intenso e variegato all’olfatto con sentori di fragola di bosco, mora, prugna e amarena, affiancati da vivaci note speziate che vedono emergere il pepe nero su una parte più dolce. Sono evidenti sia la maturità sia la ricchezza della frutta, che si mantengono comunque lontane da eccessi e mostrano una buona definizione.
Al palato è consistente, con tannini ben presenti ma morbidi e un gusto fruttato che ricalca fedelmente le percezioni olfattive. Non manca una viva acidità che regala freschezza e slancio a favore di un ottimo equilibrio. Il finale è lungo, con leggere note di cioccolato, cuoio e un tocco di rabarbaro.
È un rosso dal carattere originale, che sarà interessante seguire nel tempo. Può essere abbinato a grigliate di carne di ogni genere, maiale o agnello al forno, carne al sugo e formaggi a media e lunga stagionatura.
Tappo: Diam
Gradazione alcolica: 14 %
Temperatura di servizio: 18 °C
Bicchiere consigliato: calice da rossi ampio e allungato (Bordeaux)
Quando berlo: da ora al 2034
Numero di bottiglie prodotte: 2.500
Prezzo in enoteca: € 30,00
Tenuta Macellaro
Contrada Chiocchia, 260
84026 Postiglione (SA)
Tel. +39 334 7446692
tenutamacellaro@gmail.com
www.tenutamacellaro.it
Rubrica a cura di Salvo Giusino