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Birra della settimana

Winterbier, bière d’hiver: in Belgio, sotto il vischio, con orzo e luppolo

11 Gennaio 2026
Winterbier, le le birre invernali Winterbier, le le birre invernali

Per tradizione, tra Fiandra e Vallonia, a fine anno si brinda pinta dopo pinta

Natale, Santo Stefano, Capodanno, Epifania: la maratona festivo-alimentare insieme più attesa e temuta di tutto il calendario. Un tour de force al quale difficilmente (se non altro per obblighi familiari) è dato di potersi sottrarre, anche per i più recalcitranti. E allora, tanto vale darci dentro, non solo col piatto ma anche col bicchiere: da noi, per consuetudine, sorseggiando calici di vino; altrove invece dedicandosi a una buona pinta, purché ovviamente adatta alla circostanza.

Così prende vita quel filone, assai diffuso nelle regioni di più radicata tradizione brassicola, in cui troviamo le cosiddette birre invernali: un genere, non una tipologia (come già abbiamo avuto modo di sottolineare su queste colonne), il quale nondimeno fa sempre valere il suo fascino. E che trova in Belgio una tra le culture che meglio ne esprime i contenuti: insomma, una tra le sue culle.

È un piacere perciò, anno dopo anno, nelle settimane a cavallo tra quello in corso e il successivo, immergersi nell’assaggio delle edizioni, per loro stessa natura millesimate, che escono dalle officine dei numerosi produttori sparsi tra Fiandra e Vallonia. Un appuntamento al quale noi in primis non abbiamo voluto sottrarci e al quale, anzi, abbiamo dedicato una giornata speciale, pensata e gestita a Rapolano Terme (Siena) in collaborazione con il ristoro Sapori in Torre (che ha ospitato l’iniziativa nei propri locali) e con Gianni Tacchini, organizzatore del Villaggio della Birra e profondo conoscitore del panorama belga. Così si è dato vita a un percorso di scoperta articolato in quattro tappe: ed eccone, nelle righe che seguono, il doveroso resoconto.

Père Noel (Brouwerij De Ranke)
Nel nostro quartetto è stata la birra più natalizia per livello di esplicitezza nel riferimento (il suo nome d’arte è Babbo Natale, letteralmente) e per l’utilizzo di spezie (liquirizia) in aggiunta diretta; ma in realtà la meno orientata in tal senso sotto il profilo sensoriale. La Père Noel 2025 targata De Ranke, a Dottignies, nella provincia dello Hainaut, in Vallonia, rivela infatti una bevuta consapevolmente improntata a un taglio finale amaro, tanto più incisivo in quanto non attenuato, sul piano della percezione, dal contrappeso di parti morbide in accumulo: a partire dalla spalla alcolica, attestata su una quota pari al 7%, tutto sommato contenuta.
Ma andiamo per gradi. Il colore è ambrato pieno, l’aspetto velato, la schiuma avorio e di bella proporzione. Il naso affianca biscotto, miele, cotogna, mandorla, fiori di sambuco, noce moscata, sensazioni erboristiche da radice. Il tutto a preparare una sorsata corsaiola nella corporatura, sospinta da una bollicina aitante, protesa verso una chiusura asciutta e, come detto, innervata da una curva amaricante vigorosa in deglutizione e assai lunga in persistenza.

Schieve X-Mas (Brasserie de la Senne)
Primo gradino in ascesa sulla scala delle taglie alcoliche: si passa a quota 8% con la Schieve X-Mas firmata da Brasserie de la Senne, a Bruxelles. Una birra con cui sale anche la temperatura cromatica, attingendo tinte ramate, unite a un aspetto di nuovo velato e alla guarnitura di una fitta schiuma beige.
Le narici captano temi di caramello, miele, calotta di dolce da forno; frutta sia secca (mandorla) sia disidratata e sotto spirito (pera ma soprattutto susina); nonché accenni floreali (sambuco) e speziati (ancora noce moscata e liquirizia, la seconda però non in aggiunta diretta ma introdotta dalla magia del lievito). Infine la bevuta: sorprendente tanto per la scioltezza (il corpo è di media tessitura, la carbonazione vivace) quanto per l’equilibrio tra un bordone morbido, comunque mai appesantito da residui zuccherini eccessivi, e una vena amaricante che opera in efficacissima funzione di bilanciamento.

Avec Les Bons Vœux (Brasserie Dupont)
Terzo giro di valzer con un classico del Natale birrario alla belga: la Avec Les Bons Vœux, letteralmente Con i migliori auguri, così battezzata dalla Brasserie Dupont, a Tourpes nel comune di Leuze-en-Hainaut, in Vallonia, in occasione dell’inverno 1970. Varata come edizione limitata, il suo successo ne decretò l’ingresso stabile in gamma, ovviamente con il ruolo di etichetta stagionale.
L’annualità 2025, come sempre senza ingredienti speciali aggiunti, presenta tra i dati anagrafici i consueti 9,5 gradi alcolici, contestualizzati nella cornice di un calice dal colore dorato carico, dall’aspetto velato e dalla copiosa, nonché durevole, schiuma bianca. Ampio e sfaccettato, l’arco olfattivo intreccia note di pasta frolla e miele; di frutta secca (mandorla), matura (banana, pera) e sotto spirito (pesca, albicocca); di fiori (sambuco, zagara), agrumi canditi (mandarino, arancia) e spezie (pepe, chiodo di garofano).
È questa la preparazione a una bevuta disinvolta e, grazie alla sua corporatura atletica combinata a una saturazione arzilla, assolutamente non impegnativa; ma chiaramente necessitante di attenzione: ché il calore etilico si fa poi sentire, benché sostanzialmente a fine corsa e in una cornice di cesellato bilanciamento tra le prevalenti basi morbide e la sottile, ma decisiva, corrente d’amaro.

Stille Nacht (De Dolle Brouwers)
Stazione d’arrivo del nostro viaggio, i 12 gradi sui quali il marchio De Dolle Brouwers, a Esen nelle Fiandre Occidentali, posiziona la propria Stille Nacht, altro must assoluto tra le invernali belghe, il cui nome è chiaramente ricalcato sul titolo del ben noto canto di Natale.
Essa stessa una birra senza ingredienti speciali in conferimento diretto, essa stessa affidata, nello sviluppo dei propri argomenti organolettici, alla vitalità del lievito della casa. L’edizione 2025 è, a nostro parere, davvero ben riuscita. In mescita il colore è ambrato pieno, la trama ottica velata, la schiuma fitta, voluminosa e tendente all’avorio. L’olfazione si rivela densa e carica: si riconoscono biscotto e miele; frutta secca (mandorla), surmatura (banana, pera), disidratata e sotto spirito (uvetta e albicocca in entrambi i casi); poi spezie (vaniglia, pepe, chiodo di garofano); l’immancabile fiore di sambuco; e uno slancio agrumato, tra mandarino e cedro canditi, qui decisamente vigoroso.
Ed eccoci al trionfo della bevuta: setosa e calda, attraversata da una bollicina che alleggerisce le muscolarità della corporatura; ben disegnata in equilibri palatali che, pur privilegiando rotondità e morbidezze, non sconfinano in escursioni stucchevoli, grazie anche a una mimetica ma provvidenziale filigrana d’amaro.

Brouwerij De Ranke
Rue du Petit Tourcoing 1/A
Dottignies, Belgio
Tel. +32 (0)56 58 80 08
www.deranke.be

Brasserie de la Senne
Drève Anna Boch 19–21
Bruxelles, Belgio
Tel. +32 (0)2 465 07 51
www.brasseriedelasenne.be

Brasserie Dupont
Rue Basse 5
Tourpes – Leuze-en-Hainaut, Belgio
Tel. +32 (0)69 67 10 66
www.brasserie-dupont.com

De Dolle Brouwers
Roeselarestraat 12/B
Esen, Belgio
Tel. +32 (0)498 102 935
www.dedollebrouwers.be