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Scenari

Lametia Dop, produzione in crescita del 30%: l’olio calabrese punta ai mercati internazionali

14 Gennaio 2026
Da sinistra il presidente del Consorzio Pierluigi Taccone e la vicepresidente Mariangela Costantino Da sinistra il presidente del Consorzio Pierluigi Taccone e la vicepresidente Mariangela Costantino

Il Consorzio riunisce oggi 17 aziende associate e copre circa 16 mila ettari di oliveti, pari all’8,4% della superficie olivicola dell’intera Calabria, estendendosi per nove comuni tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia

Una crescita produttiva di oltre il 30% per l’olio prodotto e imbottigliato dal Consorzio Lametia Dop, eccellenza calabrese che affonda le sue radici in una tradizione millenaria. Un risultato significativo, soprattutto se confrontato con quello del 2024 definita dagli stessi produttori come “un’annata scarica”.  “Il 2025 è stata un’annata positiva sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo – confermano Pierluigi Taccone, presidente del Consorzio Dop Lametia e la vicepresidente Mariangela Costantino -. Abbiamo registrato un incremento produttivo significativo, frutto di un lavoro attento in campo e di condizioni più favorevoli”.

Da sinistra i soci del Consorzio: Maria Cristina Di Giovanni, Diego Fazio, Gregorio Paone, Mariangela Costantino, Giuseppe Greco, Pierluigi Taccone, Bruno Fuoco, Tiziana Filippone, Michelangelo Notarianni, Clelia Iemma, Federico Gaetano, Antonio Filippone

I numeri del consorzio

L’olio extravergine Lametia Dop viene prodotto esclusivamente in nove comuni della Piana di Lamezia Terme, ricorrendo unicamente alla cultivar Carolea. Il Consorzio riunisce oggi 17 aziende associate e copre circa 16 mila ettari di oliveti, pari all’8,4% della superficie olivicola dell’intera Calabria, estendendosi per nove comuni tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia: Curinga, Filadelfia (in parte), Francavilla Angitola (in parte), Lamezia Terme, Maida, San Pietro a Maida, Gizzeria, Feroleto Antico e Pianopoli.

Come nasce l’etichetta “Dea Carolea”

Il Consorzio, in quanto ente riconosciuto, non può commercializzare direttamente il prodotto: la vendita è quindi affidata alla cooperativa Verdi Terre, mentre ogni azienda continua a mantenere il proprio marchio, affiancandolo all’etichetta comune “Dea Carolea”. Venduto esclusivamente imbottigliato all’origine, una bottiglia da mezzo litro di Dea Carolea costa circa 10 euro (unificato e bio). “L’idea nasce proprio da qui – ammette Costantino – si tratta di un marchio comune attraverso cui la cooperativa ritira l’olio dei soci per imbottigliarlo in un’unica bottiglia, sia nella versione convenzionale sia biologica”. Il nome richiama una figura mitologica, simbolo della pianta stessa: “Essendo un monovarietale, abbiamo voluto dare valore alla Carolea come elemento identitario”.

Un olio identitario e versatile

Dal punto di vista sensoriale, il Lametia Dop si distingue per un fruttato medio, con sentori verdi di erbaceo, carciofo e pomodoro. “Il piccante prevale sull’amaro, creando equilibrio – racconta Costantino -. È un olio versatile, perfetto a crudo su insalate, legumi e primi piatti, e molto adatto anche al pesce quando deriva da olive più mature”.

Fiere e promozione: alla conquista dei mercati esteri

La crescita produttiva e il nuovo progetto trovano spazio anche in una strategia di promozione strutturata, che vede il Consorzio protagonista nei principali appuntamenti fieristici nazionali e internazionali del settore agroalimentare. Nel calendario 2026 è prevista la partecipazione al Taste di Firenze (7–9 febbraio), seguita da Tuttofood a Milano (11–14 maggio). Lo sguardo è però rivolto anche oltre i confini nazionali, con l’interesse per Sial Canada (29 aprile – 1 maggio), fiere strategiche per il rafforzamento della presenza sui mercati esteri. “Il nostro obiettivo – spiega il presidente – è arrivare, grazie all’etichetta unica, a mercati che come singole aziende non riusciremmo a raggiungere. Siamo già presenti in Australia e Canada, e guardiamo ora al Giappone come prossimo sbocco extraeuropeo”.

Parallelamente, il Consorzio investe in ricerca e sperimentazione: dall’individuazione del periodo ideale di raccolta alle tecniche di trasformazione, fino allo sviluppo di metodi di difesa biologica delle colture. “Il cambiamento climatico e la riduzione dei prodotti chimici disponibili sono una sfida – concludono Taccone e Costantino -, ma anche un’opportunità per innovare”. Accanto all’olio, infine, cresce l’interesse anche per la Carolea come oliva da mensa, oggi riconosciuta insieme all’olio come Presidio Slow Food, sebbene non ancora Dop nella versione da tavola

La storia del Consorzio

Quella del Consorzio di Tutela dell’Olio Extra Vergine di Oliva Dop Lametia è una storia che affonda le sue radici già alla fine degli anni sessanta, quando dalla determinazione di tre donne, Mary Cefaly, Elena Massara e Giacinta Bevilacqua, nacque la prima cooperativa agricola formata da sole donne. Rivoluzionarono il modo di gestire la campagna olearia inserendo nuovi macchinari, che migliorarono in modo esponenziale la qualità dell’olio prodotto. Proprio questo spinse la cooperativa Laconia e Mary Cefaly a fare un passo successivo verso il futuro: valorizzare l’olio della Carolea con la certificazione comunitaria Dop e aggregare nuove persone. Negli anni, il piccolo gruppo di olivicoltori che aveva portato avanti la Dop non si arrese e costituì nel 2000 il Consorzio di Tutela Lametia Dop, per la gestione e la valorizzazione del marchio.