Winter Warmer, Christmas Ale, Weihnachtsbier, Kerstbier, Winterbier, Bière d’hiver, Bière de Noël, Jule Øl, Jule Bryg… Insomma, la nutrita batteria di definizioni che accompagna il cammino delle cosiddette birre invernali e natalizie in tutte le regioni di maggiore radicamento per il nettare di Cerere e la sua cultura.
Ebbene, in quei Paesi – Gran Bretagna, Belgio, Germania e via dicendo – è ovvio e naturale che, durante la stagione fredda, si cerchi anche nella pinta un rimedio ai rigori climatici del periodo, attraverso tipologie specificamente attrezzate per la sfida (a partire da un discreto grado alcolico); ma magari non a tutti è noto come la stessa Italia, grazie al suo movimento brassicolo artigianale, abbia da tempo scoperto, quando il termometro scivola in basso, il piacere di concedersi al calore confortante dei boccali… da camino.
Si tratta, come già in passato abbiamo riferito, di un genere multiforme, privo di confini precisi, quindi non di un’effettiva tipologia; un perimetro al cui interno troviamo prodotti di concezione e fattura assai diversa. Quanto diversa? Per chiarirlo ne abbiamo scelti quattro…
Bestemmia di Natale (Chianti Brew Fighters)
Partenza col botto, come si dice: nel senso che la ricetta è già una pirotecnia. Perché la Bestemmia di Natale targata Chianti Brew Fighters (a Radda in Chianti, provincia di Siena) assume come base quella di una Belgian Golden Strong Ale; e poi la potenzia con alcuni tra gli ingredienti dei cavallucci, dolcetti tipici della città del Palio: ovvero scorze d’agrume (cedro, arancia), cannella, noce moscata, chiodi di garofano e anice stellato. Risultato? Colore dorato, aspetto velato e schiuma bianca. Un naso che, oltre a quelli apportati dalle aggiunte dirette, tocca temi quali pasta frolla, miele, frutta secca (mandorla) e matura (banana, pera). Un palato, infine, dallo svolgimento accessibile: il calore in deglutizione c’è, ovviamente, d’altra parte siamo a 8 gradi e 7; tuttavia la chiusura è sostanzialmente asciutta nonché un pelo amaricante (il che aiuta); e il corpo è strutturato, sì, ma non colloso, dunque fluido nella sua corsa, anche grazie all’accelerante di una bollicina briosa…
La Touche (Podere La Berta Craft Beer)
Nessuna elaborazione particolare, in questo caso: si tratta soltanto di una Tripel. Laddove quel soltanto va inteso in senso chiaramente eufemistico: perché la tipologia in questione è di per sé un cingolato. Infatti siamo a quota 9 gradi, esito di una progettazione che contempla – procedimento peraltro tipico in Belgio e in ambito monastico – l’impiego di zucchero candito a fine bollitura del mosto, onde incentivare il metabolismo del lievito e dunque la sua tendenza a plasmare una bevuta ben secca e (appunto) più alcolica. Sul banco di servizio il colore è dorato pieno, la trama visiva velata, la schiuma bianca. Gli argomenti olfattivi allineano note quali pasta frolla, miele, fiori (sambuco, tiglio), spezie (vaniglia, pepe, chiodo di garofano), frutta secca (mandorla) e matura (banana, pera). Mentre la sorsata, facendo leva su una corporatura di media consistenza e su una carbonazione dinamica, procede disinvolta, lanciandosi in un avvio leggermente abboccato per poi chiudere con un taglio asciutto e appena appena amaricato (giusto 27 il valore segnato dal contatore delle IBU).
Quando arriva, arriva (Birrificio La Diana)
Ka-boom: un’esplosione dopo l’altra, eccoci a 10 gradi e mezzo. Quelli fatti registrare dalla Quando arriva, arriva (memorabile slogan di uno spot televisivo che spopolava negli anni Novanta): ovvero la birra natalizia firmata a Isola d’Arbia (Siena) dal birrificio La Diana. Anche in questo caso la tipologia di base è una Belgian Golden Strong Ale; solo che il suo Dna viene muscolarizzato mediante conferimento diretto di coriandolo; pepe bianco, nero, rosa e di Sichuan; anice stellato, tarassaco, fiori di sambuco, fichi freschi, scorze di agrumi (mandarino, arancia amara e dolce). Sul tavolo d’assaggio, il colore è un ramato di primo ingresso, la grana ottica velata, la schiuma avorio. L’olfazione, accanto agli argomenti degli ingredienti speciali, dispone in buon ordine suggestioni quali quelle del caramello a media cottura, del miele, della frutta secca (mandorla), della noce moscata. Il palato, poi, è denso ma non cementizio e la bollicina vivace; la chiusura è calda, però senza bruciare; e il post-deglutizione si avvale dell’apporto rinfrescante garantito dalla natura balsamica dell’anice. In due parole, il calice va giù agile, a dispetto della sua stazza etilica: il che lo rende insidioso assai.
Babbo Natale è morto (Birrificio Calibro 22)
E per la serie professione pericolo, il nostro viaggio termina con gli 8 gradi e 3 (meno, rispetto a quelli precedenti, ma comunque parecchi) sfoderati dalla Babbo Natale è morto: una Christmas Beer su base Imperial Stout – per questo piazzata in chiusura – recante le insegne del marchio Calibro 22, a Castelfranco Piandiscò (in provincia di Arezzo), e lavorata procedendo con l’aggiunta diretta di avena, lattosio e vaniglia. In mescita il colore della massa liquida è un ebano impenetrabile, quello della schiuma un beige scuro che evoca il guscio di noce. Frutto il cui gheriglio troviamo anche al naso, in versione liquorosa (il nocino, in Toscana), insieme al comparto delle sensazioni torrefatte (caffè, orzo in tazza, cacao), di quelle tabagiche (pipa, sigaro) e di quelle erboristiche (rabarbaro, china). Infine, la bocca: densa, levigata e calda; dotata di bollicina servizievole e felicemente priva di contundenze; percorsa da una corrente dolceamara ben equilibrata e lunga nella persistenza. Insomma, un degno finale di sessione…
Podere La Berta Craft Beer
Via del Chianti, 103
Castelnuovo Berardenga (Siena)
Tel. 0546 790372
www.poderelaberta.com/birre
Chianti Brew Fighters
Via Guido Rossa, 10/C
Radda in Chianti (Siena)
Tel. 366 8370024
www.chiantibrewfighters.com
Birrificio La Diana
Via Landucci, 2
Siena
Tel. 0577 385588
www.birrificioladiana.it
Birrificio Calibro 22
Via di Botriolo, 71/73
Castelfranco Piandiscò (Arezzo)
Tel. 328 6616402
www.calibro22.it