Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
Scenari

Debutta il logo made in Ue per i prodotti bio

01 Luglio 2012
logo_bio-hp logo_bio-hp

Dalla prossima settimana, tutti gli imballaggi di alimenti biologici in Europa, avranno il logo made in Ue.

E’ stato scelto dai cittadini europei. Sono state avanzate 3500 proposte. L’immagine che ha registratoli maggior numero di preferenza è quella di una foglia formata da dodici stelle bianche, su fondo verde brillante con al centro una cometa.

Aver reso pienamente operativo il logo europeo è un passo importante per i produttori, ma anche per i consumatori che premiano la produzione bio. Un risultato che sarà rafforzato il primo agosto, quando scatterà l'etichetta sul «vino biologico», accompagnata anche in questo caso dal logo bio dell'Ue. L'impatto sarà positivo anche per i viticoltori, soprattutto italiani che sono leader in Europa per superficie di uva biologica prodotta , ai quali si aprono nuovi sbocchi per la vendita dei loro vini sul mercato europeo e mondiale. Ora potranno concorrere a pieno titolo con Usa, Cile, Australia e Sudafrica, che dispongono già di norme per i vini biologici.

Intanto dal primo giugno è diventato effettivo l'accordo tra l'Ue e gli Usa per il riconoscimento reciproco dei prodotti bio certificati, anche se al momento è escluso il vino biologico in quanto la decisione non è ancora in vigore. Nella strategia europea per il biologico è quindi centrale l'entrata in vigore del logo Ue il primo luglio e la sua l'obbligatorietà sul prodotto bio made in Ue, anche sotto il profilo della visibilità e delle garanzie per il consumatore.

Ed è proprio questo l'auspicio del commissario all'agricoltura, Dacian Ciolos: ossia che il logo Ue continui a svilupparsi fino a diventare “il simbolo della produzione alimentare biologica, ampiamente riconosciuto in tutta l'Unione e tale da garantire ai consumatori che i prodotti acquistati sono stati ottenuti nel pieno rispetto dei rigorosi standard europei dell'agricoltura biologica”. Va detto che solo i prodotti bio importati, oltre a quelli sfusi, non hanno l'obbligo del logo e quindi sono più facilmente riconoscibili. Bruxelles ha poi voluto mettere alla prova i cittadini europei interrogandoli sulla conoscenza dei vari logo alimentari. “È incoraggiante vedere – ha spiegato il portavoce Roger White – che il 24% degli intervistati nell'Ue conosce il logo biologico europeo, al pari degli italiani” che invece si distinguono per una maggiore conoscenza di Dop e Igp.