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Il dibattito

Vinitaly 2012, è già tempo di adesioni. C’è un modo per spendere meno?

12 Settembre 2011
vino vino

Ancora mancano sette mesi ma non è prematuro cominciarne a parlare adesso. Pensiamo al prossimo Vinitaly, la più importante rassegna enologica d’Italia, forse d’Europa.

Partecipare al Vinitaly per le aziende è una tappa d’obbligo ma anche una spesa significativa. Si pensi allo stand, le hostess, il vino, il personale in trasferta, il materiale pubblicitario, il viaggio, gli hotel (trovare una camera è sempre difficile e i prezzi soon stellari), le cene ed altro ancora. C’è un modo per contenere i costi? Si può percorrere una strada per ottimizzare le spese di tutti? I tempi impongono alcune scelte ma sarebbe meglio condividere strategie comuni, e la Sicilia e il Sud Italia in genere, hanno ancora molto da imparare su questo versante. Il prossimo Vinitaly potrebbe essere già un’ottima occasione. Tuttavia forse è possibile trovare soluzioni che possono giovare a singole aziende senza che queste scelte impongano strategie comuni. Andare a Verona costa molto, in alcuni casi decine e decine di migliaia di euro. Non sono pochi in tempi di vacche magre come questi. C’è, per esempio, una cantina siciliana che nei giorni di Verona gestisce qualcosa come trentamila assaggi. Vi sembrano pochi? Certo, nel 2012 il Vinitaly durerà un giorno in meno, quattro anziché cinque ed è già un buon segno, ma non basta. Non basterà. Attendiamo risposte, proposte, consigli, obiezioni. Pronti a segnalare le idee che possono servire a tutto il mondo del vino.

C.d.G