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I nostri consigli

Le scacce di Giovanna

12 Maggio 2011
Giovanna-Picciotta Giovanna-Picciotta


Giovanna Picciotta

Se si è appassionati di scacce, le tipiche focacce del Ragusano, provare tutte le varianti è d’obbligo.

Tra queste non si può tralasciare quella del Bar Pentagono. Sosta consigliata per gli appassionati di questa icona della tradizione gastronomica iblea. Basta percorrere la strada provinciale Comiso-Chiaramonte che attraversa la contrada Pezze. Viaggio che richiede come equipaggiamento solo una buona dose di appetito perché, una volta varcata la soglia del locale ci si ritrova nel regno di Giovanna Picciotta, artista nella preparazione delle scacce.


Scaccia

Lei è la padrona di “casa” aiutata dai figli Salvatore, Gianluca e Marinella, e tutta la sua ospitalità si traduce in vassoi colmi di questi esemplari di rosticceria con i ripieni più vari, preparati con ingredienti del territorio. A fare la spesa è proprio lei, come racconta mentre stira la pasta in cucina: “E’ questo il segreto, sono buone perché non ci sono prodotti surgelati o industriali. Sono come quelle che facevo in casa quando non avevo l’attività. Adesso le preparo per noi e per i nostri clienti. Faccio la variante con le verdure delle campagne di qua, con quelle che trovo a seconda dei periodi dell’anno. Il formaggio è quello locale come anche le carni”.
Un piatto unico, al prezzo di appena 1.50 euro, talmente ricco di sostanza la cui elaborazione, che appare come corpus di un antico sapere casalingo, a detta della cuoca invece è di facile esecuzione. A chi volesse cimentarsi nella ricetta infatti assicura: “L’impasto è semplicissimo da fare. Per esempio per 5 kg di farina metto 20 g di lievito, olio di girasole, sale e pepe. Si lavora per un po’ il tutto, non lo si deve fare lievitare ma subito stirarlo bene e farcirlo. Poi basta metterlo nel forno a 250° C per circa 30 minuti. Se si vuole condire con la carne, questa, di qualsiasi tipo essa sia, consiglio di metterla a crudo”. Prerogativa di Giovanna sono le scacce al pollo e all’agnello che sono un must del periodo pasquale. Una volta che si è ceduto all’assaggio, all’avventore del Pentagono spetta sottoporsi ad un altro pezzo forte della cucina di Giovanna: la granita alle mandorle.


Granita alle mandorle

Con questa l’appassionato può alzare ancora di una tacca l’indice di gradimento più alto che ha mai raggiunto. Non è una granita, è un salto della memoria del gusto nel passato, e solo al costo di 1.80 euro. Lavorata ancora come si faceva un tempo viene deliziosamente servita con una coltre di mandorle tritate. “Il procedimento è lo stesso di sempre. Trito le mandorle, poi le strizzo dentro un panno bagnato per far colare il latte e con questo faccio la granita – spiega la cuoca -. E’ genuina e ci sono solo mandorle. In casa da piccolina la vedevo fare in questo modo, per me si fa solo così”. Ricordi di mamme, nonni o vecchie zie si riaccendono tutti insieme se poi si sorseggia il latte di mandorla che Giovanna serve rigorosamente fresco.


Cotognata

Sapori d’infanzia al Pentagono cui si aggiunge quello della cotognata, preparata magistralmente come vuole tradizione e presentata nella tradizionale forma degli stampi in terracotta.

Manuela Laiacona

Le foto sono di Manuela Laiacona

Bar Pentagono
Contrada Pezze,
Chiaramonte Gulfi, RG 97012
Tel. 0932922889