Giornale online di enogastronomia • Direttore Fabrizio Carrera
La fiera

Vinitaly potenzia la presenza degli operatori stranieri

23 Gennaio 2013
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Il piatto della bilancia del fatturato delle cantine italiane, oramai lo sappiamo, pende tutta sul lato dell’export.

Da ogni parte del Paese i protagonisti del mondo del vino non fanno altro che darci questo dato, avvalorato da quelli desunti dai più importanti istituti di ricerca. Il Vinitaly, in tempo di crisi e dinnanzi a tale realtà, ha deciso di potenziare la presenza dei buyer e di operatori stranieri, ancora più di quanto ha fatto nelle edizioni passate. E infatti, per la 47esima edizione, in calendario dal 7 al 10 aprile, ha deciso di mobilitare i suoi delegati in 60 Paesi stilando anche un accordo con l’Istituto Nazionale per il Commercio Estero proprio per incrementare le visite degli uomini chiave dei mercati oltreconfine.

Una risposta alle esigenze dei produttori che, come alcuni di loro hanno confermato anche al nostro giornale relativamente alle previsioni per il 2013 (per leggere i loro interventi cliccare articolo1 e articolo2), affronteranno il nuovo anno e i prossimi destinando la fetta più grossa del loro budget all’apertura di nuovi sbocchi all’estero e al consolidarmento di quelli tradizionali di riferimento. La partecipazione di un pubblico straniero a Verona è quanto mai determinante, ed è la motivazione per cui molte cantine, grandi e piccole, non rinunciano al Vinitaly, considerata vetrina privilegiata per presentarsi ai mercati esteri (come è emerso dal dibattito lanciato da cronachedigusto Vinitaly si, Vinitaly no”: articolo 1, articolo 2).  E già dal sondaggio che Vinitaly aveva sottoposto l’anno scorso agli espositori per valutare quanto la partecipazione a Verona fosse legata alla possibilità di creare opportunità con l’estero, era emerso che l’86% aveva proprio  partecipato al salone per trovare nuovi contatti, per capire le nuove tendenze e per finalizzare contratti di acquisto.

L’Ente Veronafiere con questo progetto che coinvolge l’Ice e i suoi delegati, va così a potenziare il supporto che offre alle cantine, oramai da 15 anni, con il format “Vinitaly International strumenti per l’internazionalizzazione”,  tour di promozione del Made in Italy in diversi Paesi e che tocca Usa, Russia, Cina. “Per mantenere la leadership degli scambi mondiali di vino, con il 23% del mercato – dice Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere – è fondamentale continuare a promuovere un’immagine unitaria del sistema enologico italiano, per dare forza ai valori della nostra tradizione, ma anche per dare valore alle risorse messe in campo”.

C.d.G.