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La manifestazione

Latte, in Sicilia la situazione è al collasso. Chiarelli (Coldiretti): Così si chiude

07 Febbraio 2015
chiarelli chiarelli


(Alessandro Chiarelli, presidente della Coldiretti Sicilia)

La Sicilia supera il 100% dell’importazione di latte rispetto alla produzione: 1.925.170 quintali contro i 2.100.000 che sbarcano da tutto il mondo. Un “primato” che condivide con altre cinque regioni che dimostra perché le stalle dell’Isola stanno chiudendo, il territorio è abbandonato, i furti proliferano.

Lo ha affermato la Coldiretti che ieri a Palermo ha organizzato la prima mungitura pubblica in contemporanea con altre città d’Italia e in collaborazione con l’Associazione allevatori. Proprio questi ultimi hanno lanciato un grido d’allarme per la situazione della zootecnia insieme a parlamentari, numerosi sindaci ed esponenti del mondo dell’arte e dello spettacolo.

“Il quadro della produzione lattiero-casearia peggiora con il latte ovino – ha commentato il presidente regionale della Coldiretti, Alessandro Chiarelli – . Noi siamo al secondo posto tra le regioni produttrici dopo la Sardegna, ma mentre in tutt’Italia il prezzo di vendita supera l’euro con punte di 1.20 € nelle zone Dop del centro del Paese, in Sicilia e solo da qualche mese, riusciamo ad ottenere mediamente 80 centesimi. Si tratta di una forbice di 20/25 centesimi che sta distruggendo l’economia ovina siciliana”.

Tra gli obiettivi della mobilitazione per salvare le stalle italiane ci sono:

  • Indicare obbligatoriamente l’origine nelle etichette del latte (anche Uht), dei formaggi e di tutti gli altri prodotti a base di latte;
  • Garantire che venga chiamato “formaggio” solo ciò che deriva dal latte e non da prodotti diversi;
  • Assicurare l’effettiva applicazione della legge che vieta pratiche di commercio sleale;
  • Rendere pubblici i dati relativi alle importazioni di latte e di prodotti con derivati del latte, tracciando le sostanze utilizzate;
  • Un pronto intervento dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato contro le forme di concorrenza sleale e gli abusi di posizione dominante nel mercato del latte;
  • Attuare le misure di sostegno agli allevamenti italiani previste dal Piano Nazionale di Sviluppo Rurale;
  • Realizzare un piano organico di promozione (in Italia e all’estero) del latte e delle produzioni italiane, (in Italia e all’estero) del latte e delle produzioni italiane, a partire da Expo 2015;
  • Promuovere iniziative nazionali per il consumo del latte e dei formaggi di qualità, soprattutto  nelle scuole e nelle mense pubbliche;
  • Semplificare le procedure burocratiche;
  • Garantire che le risorse previste dal “Piano latte” del Mipaaf vadano agli allevatori.

C.d.G.