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Vivere di vino

Willi Klinger: il vino? Non basta farlo buono per comunicarlo

20 Settembre 2011
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Willi Klinger, direttore dell’Austrian Wine Marketing Board

Willy Klinger, viennese, ex attore di teatro, in posizioni importanti in tutti i canali di distribuzione del vino, dal dettaglio all’export, nonché lettore all’Università delle Risorse Naturali di Vienna, una persona poliedrica e brillante.

Come nasce la sua passione per il vino?
Provengo da un famiglia di ristoratori dell’alta Austria, mi sono laureato in filosofia, ho imparato molto bene l’italiano e il francese. Poi ho imparato molto affiancando l’importatore rinomato Stangl a Salisburgo, che mi ha insegnato le tecniche del wine business. L’importatore mi portava in giro con lui, perché sapevo parlare bene le lingue.

Qual è stata l’esperienza più significativa nel settore?
Ho avuto diverse esperienze. Dopo l’affiancamento come export manager, ho svolto un ruolo importante nella creazione di una rete di maxi-enoteche dal nome “Wein & Co. Successivamente sono stato direttore della cantina “Domäne Wachau”. Ma l’esperienza più bella è stata quella con Angelo Gaja.
Infatti dal 2000 al 2006 sono stato responsabile per i suoi vini nei mercati esteri.

Dunque una grande passione che le ha permesso di fare diverse esperienze, ma soprattutto di ricoprire ruoli di prestigio?
Assolutamente sì, naturalmente alla base di tutto c’è la passione, ed è quella che mi ha permesso di andare avanti. Certamente sono stato anche fortunato ad incontrare persone che mi hanno dato tutto quel know-how necessario per lavorare in questo settore.

Quanto pensa sia importante la comunicazione di un vino rispetto alla conoscenza stessa del prodotto?
Penso che la comunicazione e la conoscenza del vino vadano di pari passo: sicuramente oggi tutti possono fare un buon vino, ma non tutti sanno comunicarlo. È difficile comunicare i territori, io l’ho fatto con quattro regioni del mio Paese, cercando di valorizzarli e contribuire al loro sviluppo. L’Austria è un Paese con diversi vigneti che vengono ancora coltivati a “vigna mista”, con una particolare legislazione per la vendemmia.
Ciò nonostante, negli ultimi anni, grazie ad un programma di strategie mirate dell’Austrian Wine marketing Board, c’è stato un aumento di gamma dell’export.

Maria Antonietta Pioppo