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Pubblicato in Scenari il 27 Agosto2018


(Italo Mennella - ph Blog Taormina)

Continuano le nostre interviste a personaggi autorevoli di Taormina. Dopo quelle di Stefano Gegnacorsi, direttore del Timeo e di Ninni Panzera, direttore generale di Taormina arte, che organizza il Film Festival di Taormina, oggi tocca a Italo Mennella, presidente dell'Ente regionale del Turismo Siciliano.

di Emilio Pintaldi

Sogna un palacongressi di Taormina diverso, gestito dal Comune ma assieme agli albergatori, dice no al casinò, che, a suo avviso, non porterebbe nuovi visitatori, e promuove le manifestazioni di enogastronomia come Taormina Gourmet che dovrebbero, a  suo avviso, essere inserite in un cartellone di eventi regionale. Italo Mennella, ha le idee chiare e mette in campo un vigore ed un entusiasmo da trentenne. Il decano del turismo isolano, è originario di Ischia ma Taormina ormai scorre nelle sue vene. L’imprenditore è da alcuni mesi presidente dell’Ente Bilaterale Regionale del Turismo Siciliano e ricopre sempre la carica di presidente dell’Associazione Albergatori di Taormina. Il suo cruccio riqualificare il personale degli alberghi dove il sessanta per cento dei dipendenti non parla le lingue. 

Come farete a riqualificare questo personale così pigro? 
“Ce la faremo. Il lavoro vero comincia adesso. Ho impiegato un anno per mettere le cose a posto. Adesso siamo iniziando con la formazione seria. Con quella efficace. Abbiamo estremo bisogno della collaborazione degli albergatori e del personale. La strada è già iniziata. A breve inizieremo i corsi per il personale dell’albergo Verdura con 400 partecipanti. Inizieremo presto con gli altri alberghi siciliani e con la nostra Taormina. Ci vogliono però due cose: la prima è che gli alberghi si iscrivano all’ente bilaterale e che applichino i contratti; la seconda è che i dipendenti abbiano la voglia di riqualificarsi. Noi proponiamo sette/otto mesi di corsi di inglese. Gli alberghi verseranno una trattenuta all’ente bilaterale. Il compito dell’ente bilaterale è quello di provvedere alla formazione all’aggiornamento e ai i corsi sulla sicurezza. Proponiamo noi i corsi diretti. Nel meridione non abbiamo l’abitudine ad aggiornarci. Una volta che abbiamo studiato crediamo di essere arrivati. Invece non è così. Noi, oltre all’inglese, insegneremo materie che riguardano il campo turistico. Chiameremo docenti di prestigio: quattro o cinque nomi importanti del mondo dei vini, del food, degli alberghi, del marketing.  A Taormina abbiamo organizzato corsi per i direttori di albergo. E poi organizzeremo corsi con almeno 60 ore per lingua, per tre o quattro anni. Ci saranno laboratori linguistici specifici. Se tutto va bene potremmo anche mandare i più meritevoli all’estero nei migliori alberghi  Europei. Faremo formazione anche per i disoccupati”.

Come è andata la stagione del turismo siciliano e quella di Taormina in particolare?
“La correggo. Non come è andata, ma come sta andando. Sta andando benissimo. Sta arrivando un mese di settembre con tante prenotazioni. Anche ottobre sembra seguire la scia. Però una cosa dobbiamo dirla. La Sicilia sfrutta il 40% della sua potenzialità. Il 60% è buttato via per incuria. Quello che abbiamo che conquistiamo, non lo sappiamo nè conservare e nè sfruttare. Abbiamo cose buone, arrivano i turisti e per arrivarci trovano strade in cattive condizioni e magari i siti chiusi. Si lamentano delle strade, della sporcizia dell’immondizia. La raccolta differenziata resta al palo”.

Negli ultimi anni, Taormina, se parliamo di turismo, è cambiate in peggio o in meglio?
“E’ andata un po’ giù. Abbiamo tutte le possibilità. Quando si lavora i soldi girano per tutti. Occorrono idee importanti.  Il casinò non serve. Non è quello la chiave del successo. Il casinò porterebbe i clienti che ha portato trenta o quaranta anni fa. Siciliani calabresi e napoletani che stanno uno o due giorni. Il G7 per esempio ci ha portato un’ enorme visibilità ma anche quella è stata utilizzata a metà.  La scia c’è e continua. Adesso è necessario volare alto. Apriranno presto il palazzo dei congressi. Chiamiamolo PalaTaormina gestiamolo assieme, imprenditori e Comune, facciamoci teatro, cabaret, opere, operette, manifestazioni. Se gestito bene, senza creare baracconi politici, potremmo fare due mesi in più di turismo. Di quello serio”.

Visto che è entrato in argomento, si parla tanto di destagionalizzazione è una strada che a Taormina si percorre? Secondo gli esperti il turismo enogastronomico ha un grande futuro…
“Non c’è dubbio. Voi siete un esempio lampante. Avete i numeri. La vostra manifestazione, Taormina Gourmet, è iniziata in sordina. Adesso è una realtà. Dovrebbe essere  inserita in un cartellone regionale. Bisogna remare tutti in questa direzione. Ci siamo incontrati con il nuovo sindaco Mario Bolognari. Vuole fare tante cose. La verità è che l’attività in favore del turismo la fanno tutti: gli albergatori ma anche gli abitanti. Dobbiamo essere più empatici. Il turismo dev’essere al centro della nostra attività: imprenditori, politici, cittadini.. Dobbiamo essere tutti d’accordo nel regolamentare il traffico. Ma facendo delle regole giuste per tutti e magari attivando un controllo che venga gestito dalle telecamere”. 

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