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Pubblicato in Scenari il 07 Gennaio 2020
di C.d.G.

Il 6 dicembre 2019 il Dipartimento del Commercio americano (Ustr) ha avviato una consultazione che si concluderà il 13 gennaio, pubblicando una lista di prodotti che potrebbero essere colpiti da nuovi dazi, fino al 100% del valore della merce, e l’elenco contiene numerosi prodotti vitivinicoli di tutti gli Stati membri, Italia compresa.

“In questo scenario di estrema incertezza - commenta Ernesto Abbona, presidente di Unione Italiana Vini - abbiamo agito da subito presso le istituzioni nazionali ed europee sollecitando la massima attenzione e un dialogo attivo con i nostri partner americani, per scongiurare un danno enorme e ingiustificato nei confronti del mondo del vino italiano. UIV ha destinato un importante investimento economico in un’azione senza precedenti: una campagna di comunicazione social, in coordinamento con gli importatori delle nostre aziende, verso i consumatori americani e gli operatori della filiera (ristorazione, distribuzione, ecc.), affinché partecipino alla public consultation, facendo sentire la propria voce all’amministrazione americana. In collaborazione con gli stessi importatori e la loro associazione di rappresentanza (Nabi) Uiv sta, inoltre, coordinando un’articolata azione di lobbying verso il Congresso. La tutela del business e dei posti di lavoro in America dei soggetti che oggi importano i nostri vini e hanno investito nei nostri brand è uno degli argomenti che potrebbe convincere il governo di Trump a esonerare il nostro settore e il nostro Paese da eventuali misure”.

Con queste parole, il presidente di Unione Italiana Vini fa appello a tutte le aziende vitivinicole italiane e a tutti gli operatori del vino italiano negli Stati Uniti - importatori, distributori, ristoratori e addetti ai lavori - affinché si mobilitino e aderiscano alla consultazione pubblica che deciderà le sorti dei prodotti vitivinicoli italiani. “Uiv si sta fortemente mobilitando direttamente con gli importatori americani, supportati anche dall’Ambasciata d’Italia a Washington, che ringraziamo, per un’azione di coordinamento con i soggetti che verrebbero direttamente danneggiati dalle misure del governo americano. A oggi - puntualizza Paolo Castelletti, segretario generale di Uiv - le osservazioni arrivate al Dipartimento sono circa 12.000: un numero ancora troppo basso. Quindi bisogna agire subito. L’imposizione di un dazio al 100%, metterebbe completamente fuori mercato i vini italiani con conseguenze disastrose per le imprese, i viticoltori, i territori”.

“Gli Stati Uniti sono la prima destinazione, in volume e in valore, delle vendite di vino italiano, circa 1,5 miliardi di euro, corrispondenti a oltre 3,3 milioni di ettolitri. Questi numeri, insieme agli investimenti e agli ambiziosi progetti di promozione che le imprese continuano a moltiplicare, dimostrano come il mercato americano sia vitale e insostituibile nel breve-medio periodo. Chiediamo pertanto - conclude Castelletti - a corredo di un impegno concreto delle associazioni e delle aziende, un’azione diplomatica forte del Governo, appellandoci alla sensibilità ed al senso di responsabilità del presidente del Consiglio Conte e dei ministri Di Maio e Bellanova: il settore del vino italiano non può essere chiamato a pagare il prezzo altissimo di una guerra commerciale che potrebbe compromettere irrimediabilmente l’equilibrio della filiera. Nessuna misura di sostegno al settore potrà compensare le gravissime perdite di quote di mercato che potremmo subire”.

C.d.G.


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