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Pubblicato in Scenari il 15 Aprile2019

Violenti nubifragi e grandine si sono abbattuti a macchia di leopardo nelle campagne provate da un lungo periodo di siccità con la caduta di 1/3 di precipitazioni in meno nel primo trimestre dell’anno. 

E’ quanto emerge da un monitoraggio della Coldiretti sulla base dei dati Isac Cnr. La grandine è l’evento più temuto dagli agricoltori in questo momento perché i chicchi si abbattono sulle verdure e sui frutteti in piena fioritura e spogliano le piante compromettendo i raccolti successivi, dopo un anno di lavoro. Duramente colpita la Puglia dalla provincia di Lecce a quella di Taranto dove i chicchi di grandine si sono abbattuti su oliveti e vigneti, compromettendone in alcuni casi i germogli. Le precipitazioni sono importanti per ripristinare le scorte di acqua sulle montagne, negli invasi, nei laghi, nei fiumi e nei terreni, per lo sviluppo primaverile delle coltivazioni, ma la pioggia deve cadere in modo costante e durare nel tempo, mentre i forti temporali, soprattutto se si manifestano con precipitazioni intense, rischiano di provocare danni poiché i terreni non riescono ad assorbire l’acqua che cade violentemente e tende ad allontanarsi per scorrimento.

Siamo di fronte alle evidenti conseguenze dei cambiamenti climatici anche in Italia dove l’eccezionalità degli eventi atmosferici è ormai la norma, con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con costi per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne.

C.d.G.

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