Sol Expo torna a Verona. Da domenica 1° a martedì 3 marzo, i padiglioni di Veronafiere ospitano la seconda edizione della rassegna interamente dedicata alla filiera dell’olivo e dell’extravergine, con oltre novanta appuntamenti tra degustazioni, convegni e incontri di settore.
L’inaugurazione è fissata per le ore 11 nell’Area Talk del padiglione 12. Al taglio del nastro sono attesi il presidente di Veronafiere Federico Bricolo, il sindaco di Verona Damiano Tommasi, il vicepresidente della Provincia David Di Michele, il sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra e il direttore aggiunto del Consiglio oleicolo internazionale Abderraouf Laajimi. Nel pomeriggio, alle 14, è prevista la visita del ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste Francesco Lollobrigida.
In quartiere fieristico sono presenti 230 aziende e 15 regioni produttrici italiane, accanto a operatori provenienti da Slovenia, Spagna e Ungheria. L’obiettivo dichiarato è duplice: offrire un luogo di confronto professionale per produttori, buyer e associazioni di categoria e, allo stesso tempo, costruire un dialogo più diretto con il consumatore attraverso momenti formativi e iniziative dedicate alla cultura dell’olio.
Il programma alterna analisi di mercato e riflessioni di scenario a degustazioni guidate e masterclass. Tra gli appuntamenti in agenda, il convegno inaugurale sulle sfide di mercato in un contesto internazionale instabile, il focus sui rapporti tra Europa, Mediterraneo e Mercosur e un approfondimento sul paesaggio olivicolo come nodo culturale ed economico. Non manca un passaggio sul tema della sostenibilità, osservata nella sua dimensione scientifica e comunicativa.
Accanto al calendario convegnistico, trova spazio il piano di incoming realizzato con ITA-Italian Trade Agency: oltre 80 buyer da 25 Paesi sono attesi a Verona per incontri b2b con le aziende espositrici. Un segnale di attenzione verso un comparto che continua a muoversi tra dinamiche complesse.
Secondo i dati rielaborati dall’Osservatorio Sol Expo su base Istat e Nielsen, tra gennaio e novembre 2025 l’export di olio extravergine italiano ha superato 1,9 miliardi di euro. Il dato a valore segna una contrazione rispetto all’anno precedente, influenzato dall’assestamento dei prezzi medi, ma i volumi risultano in crescita del 21%, per un totale di 272 mila tonnellate . Gli Stati Uniti restano il primo mercato di destinazione, pur con segnali di rallentamento legati ai dazi, mentre la Corea del Sud registra un incremento a tripla cifra e supera il Regno Unito tra i principali importatori .
Sul fronte interno, gennaio 2026 evidenzia una leggera flessione nelle confezioni vendute nella grande distribuzione (-1,4%), nonostante il calo dei prezzi medi a scaffale . L’extravergine italiano mantiene una quota rilevante ma deve confrontarsi con un differenziale di prezzo crescente rispetto al prodotto comunitario.
La fotografia dei consumatori, restituita dalla survey Nomisma presentata in anteprima (qui un nostro articolo), conferma il ruolo simbolico dell’olio extravergine nella dieta nazionale: terzo prodotto più rappresentativo della cucina italiana dopo pasta e pizza, presente nel 96% dei carrelli della spesa . Origine, salute e ristorazione emergono come leve decisive nelle scelte d’acquisto, mentre cresce l’interesse verso esperienze di oleoturismo e percorsi nei territori vocati .