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Eventi e iniziative

Le uve dei Vignaioli di Radda si fondono: nasce il vino chiamato come il codice postale “53017”

04 Giugno 2024
Castelvecchi Castelvecchi

Sabato 15 giugno alle 19.30, nella storica Piazza Ferrucci di Radda in Chianti (Siena), si svolgerà “La Cena” dei Vignaioli di Radda 2024. L’occasione sarà la presentazione in anteprima dell’annata 2020 del “53017” – il Vino dei Vignaioli di Radda. La Cena sarà accompagnata dai vini più prestigiosi dei 25 Soci.

Sarà Francesco Berardinelli, chef del Ristorante ‘Barlèsh’ di Montevarchi (Arezzo), a firmare il menu della cena di quest’anno. Barlèsh fa ‘Cucina Improvvisa’, cucina timida e spontanea, lontano dalle mode, attenta alle Tradizioni del Territorio e alle Persone che lo vivono tutti i giorni.

Francesco Berardinelli non ha un accento toscano: la mamma è Veneta, il padre Molisano. Nasce in Piemonte, sul lago Maggiore e con i genitori arriva in Toscana negli anni Settanta. Dopo la scuola alberghiera parte per New York, e va a lavorare al ‘San Domenico’. Rientrato in Italia, apre il suo primo ristorante, ‘L’Osteria di Rendola’. Arrivano gli articoli, i giornalisti si accorgono di lui e del suo lavoro e nel 2000 apre il secondo ristorante, ‘Beccofino’ a Firenze e con lui conquista la copertina di ‘Wine Spectator’. Da quel momento tutto cambia: arrivano cuochi da tutto il mondo per assaggiare e scoprire quello che cucina Francesco Berardinelli. Heston Blumenthal da Londra, Ferran Adrià dalla Spagna e Alain Ducasse da Parigi. Riceve inviti, partecipa ai festival più importanti e cucina ovunque. “Ho fatto tutto come cuoco, ho raggiunto quello che volevo e sono adesso nel posto giusto, quello che era già nella mia testa, sono tornato a Barlèsh” dice Berardinelli.

Il Vino dei Vignaioli di Radda “53017”

Un Territorio, 25 vignaioli, una sola anima.

25 cantine, 25 terreni, 25 sfumature di Sangiovese provenienti dal comune di Radda in Chianti hanno dato vita ad un vino d’eccellenza, equilibrato e rappresentativo del territorio.

Una bottiglia iconica, nata per esprimere la collaborazione tra i produttori dell’Associazione Vignaioli di Radda e allo stesso tempo promuovere il loro legame con il Territorio.

Per realizzare questo progetto speciale, ogni “Vignaiolo” ha selezionato e condiviso 27 litri del proprio Sangiovese migliore, considerato il vitigno principe del Chianti Classico, e lo ha unito a quello degli altri vignaioli così da produrre il “53017”, il Sangiovese dei Vignaioli di Radda. Il nome del vino è dedicato al codice di avviamento postale di Radda in Chianti. Un progetto unico, un blend che riposa poi nelle profondità delle cantine di Castello di Albola prima di vedere la luce nello speciale formato in bottiglia Magnum. Ogni bottiglia è numerata a mano per valorizzarne l’esclusività e l’unicità.

I VIGNAIOLI DI RADDA

L’associazione “Vignaioli di Radda” ha come scopo principale la diffusione della cultura vitivinicola di Radda in Chianti, elaborando progetti, incontri di approfondimento e manifestazioni che sostengano e diffondano la viticoltura di eccellenza, con particolare attenzione alle coltivazioni ed alle produzioni in regime biologico e biodinamico.

Le aziende socie sono (2024):

Arillo in Terrabianca, Borgo la Stella, Borgo Salcetino, Brancaia, Caparsa, Castello di Albola, Castello di Monterinaldi, Castello di Radda, Castello di Volpaia, Castelvecchi, Colle Bereto, Cortedomina, Fattoria di Montemaggio, Istine, L’Erta di Radda, Montevertine, Podere Capaccia, Podere Terreno, Poggerino, Pruneto, Tenuta di Carleone, Tenute Selvolini, Val delle Corti, Via L’Inverno, Vignavecchia.