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Guida ai Vini dell’Etna 2026, il racconto della festa tra premi, assaggi e tantissimi (giovani) winelover

02 Aprile 2026
Premiazione di alcuni dei vini Imperdibili durante la presentazione della Guida ai Vini dell’Etna 2026 presso la Sala Basile di Villa Igiea a Palermo
Premiazione di alcuni dei vini Imperdibili durante la presentazione della Guida ai Vini dell’Etna 2026 presso la Sala Basile di Villa Igiea a Palermo

Al Villa Igiea di Palermo la presentazione della decima edizione con un walk around tasting che ha coinvolto quasi 60 cantine. Caccia alle bottiglie più pregiate

Una giornata intensa, vibrante, attraversata da profumi, voci e calici che si intrecciano: il vino dell’Etna non è stato solo raccontato, ma vissuto, condiviso, celebrato. Nelle eleganti sale del Grand Hotel Villa Igiea, affacciato sul mare di Palermo, la presentazione della Guida ai Vini dell’Etna 2026 (clicca qui per l’acquisto), edita da Cronache di Gusto, ha assunto il tono di un vero e proprio rito collettivo.

Fin dalle prime ore si percepiva un’energia particolare. Nella Sala Basile, il talk di apertura – guidato da Fabrizio Carrera e Federico Latteri insieme al presidente del Consorzio Etna Doc, Francesco Cambria e al direttore dell’Irvo Vito Bentivegna – non è stato solo un momento istituzionale, ma un dialogo partecipato, carico di consapevolezza e orgoglio.

Da sinistra il team di Cronache di Gusto Titti Casiello, Filippo Fiorito, Irene Marcianó, Fabrizio Carrera, Federico Latteri, Francesca Landolina, Laura Lamia, Sara Spanò e Floriana Pintacuda

“In questi dieci anni abbiamo visto l’Etna trasformarsi profondamente”, ha detto Carrera, con la lucidità di chi ha osservato da vicino ogni fase di questa crescita. “Non è stata solo una questione di numeri, ma di identità. Oggi l’Etna e i suoi vini sono una certezza, una realtà solida che continua a migliorarsi”. Parole che trovavano eco tra il pubblico, fatto non solo di addetti ai lavori, ma anche di appassionati attenti, curiosi, coinvolti.

Federico Latteri presenta la Guida ai Vini dell’Etna edizione 2026

Federico Latteri ha sottolineato il lavoro meticoloso dietro la guida, giunta alla decima edizione: 124 cantine recensite, una selezione sempre più rigorosa e categorie pensate per orientare davvero chi legge. “I vini Imperdibili (qui l’elenco) raccontano l’eccellenza diffusa che c’è e ci stupisce sempre”, ha spiegato.E di emozione si è parlato molto anche fuori dal palco.

Quando, nel primo pomeriggio, si sono aperte le porte della Sala Convegni per il banco d’assaggio, l’atmosfera è cambiata: il racconto si è fatto esperienza. Una folla continua, vivace, ha riempito gli spazi senza sosta fino a sera. Calici che tintinnano, sorrisi, strette di mano, produttori che versano e raccontano, occhi curiosi che si accendono a ogni assaggio. Caccia all’etichetta più curiosa o a quella più blasonata.

Bottiglie di Doc Etna in degustazione

Quasi sessanta aziende presenti (qui l’elenco completo), centinaia di etichette, ma soprattutto persone. Tante. E sorprendentemente giovani. Ragazzi e ragazze che si muovevano tra i banchi con naturalezza, facendo domande precise, ascoltando, degustando con attenzione. Un segnale forte, concreto, che smentisce l’idea di un disinteresse delle nuove generazioni verso il vino. E che rassicura i produttori sul fascino che l’Etna continua ad esercitare.

Folla a Villa Igiea per il banco di assaggio organizzato per la presentazione della Guida ai Vini dell’Etna 2026

Tra i banchi più affollati, alcune bottiglie sono diventate vere protagoniste, oggetto di desiderio e di racconti sussurrati tra gli appassionati. Etichette iconiche, attese e ricercatissime, finite nel giro di pochissimo tempo: bastavano pochi minuti dall’apertura perché si creassero piccoli capannelli, mani tese con il calice e sguardi complici tra chi sapeva di essere davanti a qualcosa di speciale.

“Questa devi assaggiarla subito, dopo non la trovi più”, si sentiva dire tra il pubblico, in un passaparola rapido che attraversava la sala. E così è stato: alcune bottiglie sono letteralmente scomparse, svuotate con entusiasmo e rispetto, tra commenti a caldo, occhi che brillavano e appunti presi al volo sul telefono. Non solo degustazione, ma caccia consapevole al vino che emoziona, quello che lascia il segno e che tutti vogliono raccontare di aver incontrato.

Tra i produttori si respirava soddisfazione. “C’è entusiasmo, si sente”, commentava uno di loro mentre versava un Etna Rosso. «La gente non viene solo a bere, viene a capire». Un altro aggiungeva: “Negli ultimi anni è cambiato tutto. C’è più consapevolezza, più rispetto per il territorio”.

Francesco Cambria, presidente del consorzio Doc Etna e patron di Cottanera

Il presidente Francesco Cambria ha ribadito con orgoglio la natura unica dell’Etna: “Siamo una nicchia, sì, ma una nicchia che funziona. Il territorio è coeso, e questo si percepisce anche all’esterno. Chi viene qui se ne innamora”. E in effetti, tra i racconti dei visitatori, tornava spesso questa parola: fascino. Quello del vulcano, certo, ma anche quello di un sistema che unisce paesaggio, vino e accoglienza.Non a caso, l’enoturismo è stato uno dei temi più sentiti. «Molti arrivano da lontano e poi diventano ambasciatori naturali dei nostri vini», ha aggiunto Cambria. Un passaparola autentico, che continua a spingere l’Etna oltre i confini locali.

A dare ulteriore profondità alla giornata sono state anche le voci degli sponsor, parte integrante di questo ecosistema. Giuseppe Butera, di Auroflex, ha parlato con passione del ruolo del packaging: “Oggi non basta proteggere il vino. Il packaging deve raccontarlo, deve trasmettere emozioni già al primo sguardo e al primo contatto. E deve farlo nel rispetto dell’ambiente, con materiali e scelte sostenibili”.

Sulla stessa linea di coinvolgimento Antonino Mirabile, di Enoiltech, che ha sottolineato l’importanza di esserci: «Partecipiamo con convinzione a ogni evento che valorizza il territorio e i vini etnei. Qui si respira qualcosa di speciale, e si vede quanto questi vini piacciano davvero, quanto siano amati».

Altri gli sponsor presenti: dall’acqua Cavagrande ad Imera Imballaggi, da Italy Car Rent a Shipping for You, da Prezzemolo & Vitale a Ozio Gastronomico, da NaturaSì a Focazz, passando per la società Visiva.
Intanto, tra un banco e l’altro, le conversazioni continuavano. C’era chi confrontava annate, chi scopriva un vitigno reliquia per la prima volta, chi ritrovava un’etichetta amata. Un brusio continuo, mai caotico, fatto di interesse autentico.

E mentre la luce del pomeriggio lasciava spazio alla sera, restava la sensazione di aver preso parte a qualcosa di più di una semplice presentazione: un momento di comunità.

“È stata una giornata straordinaria”, ha concluso Fabrizio Carrera, con un sorriso che lasciava intuire soddisfazione e, forse, anche un pizzico di emozione. “La partecipazione che abbiamo visto oggi ci conferma quanto l’Etna con il vino e per il vino sia centrale. E ci spinge a fare ancora meglio”.

A fine giornata, una cosa era chiara: l’Etna non è solo un territorio che cresce. È un racconto che continua ad accendersi, ogni volta, con nuova energia.

(Le foto sono di Norman Vitale di Luce Creative Studio)