I vitigni autoctoni pugliesi della zona di Castel del Monte nella Murgia sono stati al centro della prima delle tre masterclass organizzate da Cronache di gusto a Vinitaly 2026, condotte da Federico Latteri. Il focus di questo incontro è stato una delle denominazioni pugliesi, forse meno rinomate, ma altrettanto interessanti, ci riferiamo alla Docg Castel del Monte con i rossi da uve Nero di Troia e rosati da uve Bombino Nero.
L’evento – domenica 12 aprile – è stato organizzato in collaborazione con il Consorzio di Tutela della Docg Castel del Monte. I vini in degustazione sono stati 10, appartenenti a 5 cantine, che hanno presentato le due tipologie di vino su cui si è concentrata appunto la degustazione: vini rosati e vini rossi.
Seguita da molti appassionati e addetti ai lavori, la masterclass ha toccato gli aspetti salienti della denominazione e dei vitigni utilizzati, mettendo in evidenza in particolare la specificità di questi vitigni autoctoni pugliesi che esprimono le loro caratteristiche migliori proprio nella zona di Castel del Monte nella Murgia.
Ecco le nostre impressioni sui vini con una segnalazione particolare per i rosati, tipologia di grande prospettiva per la loro piacevolezza di bevuta e per andare incontro alle tendenze attuali di un consumo agile e poco impegantivo.
Le etichette in degustazione
I nostri assaggi:
Castel del Monte Bombino Nero Docg Veritas 2025 – Cantine Torrevento
Bellissimo colore buccia di cipolla, profumi eleganti di rosa e frutti rossi. In bocca entra morbido, con una vena acida che sostiene il sorso. Molto accattivante.
Castel del Monte Bombino Nero Docg Pungirosa 2025 – Rivera
Gli aromi qui virano su un frutto rosso più maturo, abbastanza intensi. L’impatto gustativo è più strutturato e anche i tannini, appena percepibili, danno una bella sensazione di consistenza.
Castel del Monte Bombino Nero Docg 2025 – Tenuta Montevitolo
Colore molto scarico. Fiori e frutti rossi quasi acerbi; grande freschezza e piacevolezza di beva.
Castel del Monte Bombino Nero Docg Augustale 2025 – Cantina Crifo
Il calice si presenta di coloro cerasuolo. L’impatto olfattivo è concentrato sulla parte fruttata, mentre quello gustativo evidenzia appena più consistenza e leggera tannicità. Un vino perfetto per un pranzo a base di pesce al sugo.
Castel del Monte Bombino Nero Docg Colombaio 2025 Conte Onofrio Spagnoletti Zeuli
La fragola la fa da padrona, nitida e persistente. Anche in bocca il sorso è sostenuto e rimane lungo e fresco.
Castel del Monte Nero di Troia Riserva Docg Nirve 2022 – Tenuta Montevitolo (non ancora imbottigliato)
Profumi intensi di frutto rosso maturo e spezie. In bocca ancora un po’ rigido, buona la persistenza e la struttura.
Castel del Monte Nero di Troia Riserva Docg II Rinzacco 2022 Conte Onofrio Spagnoletti Zeuli
Ancora contratto al naso, rimane ancora un po’ chiuso nei profumi, vista la giovane età. In bocca sensazioni di vaniglia e spezie.
Castel del Monte Nero di Troia Riserva Docg Puer Apuliae 2018 – Rivera
Il naso è complesso: frutto rosso, ma anche sentori vegetali e boisè. Il sorso è strutturato e di livello; il tempo smusserà i tannini ancora un tantino ruvidi e non perfettamente integrati.
Castel del Monte Nero di Troia Riserva Docg Ottagono 2018 – Cantine Torrevento
L’impatto aromatico è importante e lungo. Appena gustato, rivela struttura e freschezza. Il finale è appagante: lungo e sostenuto.
Castel del Monte Nero di Troia Riserva Docg Augustale 2017 – Cantina Crifo
Amarena e spezie la fanno da padrone nello spettro olfattivo, mentre il vino in bocca rivela la sua forza: di buona spalla acida, chiude lungo la parte retrolfattiva.