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Pubblicato in La guida il 14 Aprile2022
Indra Galbo

 

di Christian Guzzardi

È stata presentata nella Sala Salieri del Palaexpo di Verona, nell’ambito del calendario di appuntamenti del Vinitaly, la tredicesima edizione di “Oli d’Italia”.

Curata da Stefano Polacchi, la guida del Gambero Rosso dedicata alle eccellenze olearie nazionali si conferma uno strumento fondamentale per aziende, addetti ai lavori, ristoratori e consumatori. Una pubblicazione che, come ogni anno, fotografa regione per regione la stagione olivicola grazie a un lavoro capillare che ha previsto la valutazione dettagliata di 482 aziende e di 861 etichette. A raccontare e a commentare a Cronache di Gusto l’edizione 2022 è il suo vice-curatore Indra Galbo, con il quale abbiamo approfondito alcuni aspetti e svelato qualche curiosità. "È stata una stagione molto difficile – racconta – per molte delle regioni del nord Italia. Le gelate invernali e il grande caldo estivo hanno fatto sì che la guida quest’anno registrasse un numero leggermente inferiore di aziende presenti, circa cinquanta in meno rispetto alla precedente edizione. Per la prima volta in dodici anni è assente la Lombardia, una perdita importante dovuta alle condizioni climatiche sfavorevoli che hanno colpito tutto il settentrione. Quando ci siamo accorti che non stavano arrivando i campioni abbiamo contattato le aziende che, con grande onestà intellettuale, ci hanno confessato di non aver praticamente raccolto olive e che alla luce di ciò preferivano non partecipare con blend realizzati con cultivar provenienti da altre regioni. È stata una campagna molto complicata anche per altri territori: il Veneto ha registrato un terzo delle adesioni rispetto al 2021, il Friuli è presente con una sola azienda, mentre si è salvata un po’ la zona del Garda trentino. Persino la Liguria ha sofferto per via di una notevole flessione produttiva, anche se non sono mancate le tre foglie”.

È andata diversamente, invece, per il centro e per il sud Italia. “A fare la parte del leone – continua – sono ancora la Toscana e la Puglia. La prima ha prodotto quantitativi più bassi, con cali del 30% e del 50%, ma ha mantenuto intatta la bontà dei propri extravergine. La seconda, invece, ha vissuto un’annata splendida, fatta di qualità e quantità. Abbiamo assaggiato tanti ottimi monovarietali di Coratina provenienti per lo più dalle province di Bari e Foggia. Nel complesso il centro Italia ha vissuto una stagione altalenante, con alcune cultivar che hanno sofferto il freddo più di altre. Bene il Lazio e molto bene l’Abruzzo che da molti anni palesa miglioramenti importanti. Si tratta, infatti, della regione che a livello nazionale è cresciuta maggiormente grazie a un fortunato ricambio generazionale e al lavoro di una nuova classe di produttori particolarmente attenta alla comunicazione, al packaging, agli aspetti commerciali e capace di trovare un equilibrio degno di nota tra qualità e prezzo.

E le isole? “La Sardegna – prosegue – ha prodotto tanti buoni oli rispetto allo scorso anno. Soprattutto la Bosana ha recuperato molto i suoi profumi. Hanno sofferto di più le cultivar minori. Anche per la Sicilia è stata un’annata nettamente migliore. Abbiamo riscontrato ottime prestazioni da parte dei produttori della zona dei monti Iblei, con degli straordinari monovarietali da Tonda Iblea. E poi tante tre foglie e premi speciali. Per esempio, l’azienda Terraliva di Buccheri ha conquistato la stella per i suoi dieci anni consecutivi di tre foglie. Abbiamo dato un premio importante anche a Cutrera, come miglior frantoio, e ad Antonella Titone come miglior olivicultrice”.

A registrare una straordinaria performance è stata però un’altra regione del sud. “La sorpresa di quest’anno – racconta – è certamente la Calabria. Fino allo scorso anno le aziende calabresi erano sempre state presenti nella guida con numeri non particolarmente alti. Un’anomalia considerando che si tratta della seconda regione per quantitativi di produzione in Italia. Quest’anno però abbiamo avuto un exploit e questo lo si deve a un approccio nuovo, diverso e orientato alla qualità. Non a caso molti dei premi speciali sono andati ad aziende calabresi, così come molte delle tre foglie. Una gran bella annata che ha visto protagoniste anche molte aziende esordienti in guida. Tantissime di queste, così come anche molte altre pugliesi, non avevano mai inviato i campioni per le valutazioni. L’hanno fatto quest’anno perché finalmente hanno raggiunto la maturità giusta per poter presentare i propri oli.”

Tante nuove etichette presenti in guida, ma anche qualche altra novità. “Abbiamo introdotto – racconta – un nuovo premio speciale. D’accordo con il Consorzio per la Tutela dell’olio Toscano Igp abbiamo deciso di dare un riconoscimento ai tre migliori oli d’Indicazione Geografica Protetta provenienti dalla Toscana. Una proposta di collaborazione che è arrivata in corsa, a degustazioni ultimate, ma che abbiamo accolto con grande piacere, convinti del fatto che sinergie come queste costituiscono esempi virtuosi per la valorizzazione delle tipicità regionali, obiettivo fondante della guida. Abbiamo valutato tantissimi campioni, tutti ottimi, tanto da aver fatto un po’ di fatica a sceglierne tre. Alla fine, i premi sono andati alle aziende Frantoio di Santa Tea Gonnelli 1585, Scovaventi e Dievole”.

E tra le novità 2022, dopo il Vinitaly anche una nuova iniziativa. “Abbiamo pensato – dice – a un nuovo modo di presentare la guida. Per tutto il mese di maggio gireremo l’Italia con “L’Extravergine Tour”. Sei tappe in sei città italiane, Milano, Torino, Roma, Napoli, Lecce e Palermo, in cui non solo realizzeremo un evento di presentazione, ma per una settimana intera porteremo anche gli oli dei produttori in ristoranti, enoteche e botteghe specializzate. Un’operazione capillare, che vedrà fino a dieci realtà coinvolte per ogni città, e che darà grande visibilità agli extravergine presenti nella guida. Un format nuovo, che certamente replicheremo, e che si inserisce nell’ampio progetto di diffusione della cultura dell’olio che Gambero Rosso porta avanti da tanti anni”.

I PREMI 2022

AZIENDA DELL’ANNO

  • Ursini (Abruzzo)
  • De Carlo (Puglia)

FRANTOIO DELL’ANNO

  • Cutrera (Sicilia)
  • Marsicani (Campania)

OLIVICOLTRICE DELL’ANNO

  • Antonella Titone (Sicilia)

NOVITÀ DELL’ANNO

  • Alba (Molise)
  • Podere Il Montaleo (Toscana)

MIGLIOR FRUTTATO LEGGERO

  • F.lli Pinna - Denocciolato Monocultivar Bosana (Sardegna)

MIGLIOR FRUTTATO MEDIO

  • Tenute Cristiano - Monocultivar Carolea Bio (Calabria)

MIGLIOR FRUTTATO INTENSO

  • Fattoria Ambrosio - Crux Monocultivar Coratina Bio (Campania)

MIGLIOR BIOLOGICO

  • Tenute Librandi Pasquale – Monocultivar Nocellara del Belice Bio (Calabria)
  • Allegretti - Monocultivar Coratina Bio (Puglia)

MIGLIOR MONOCULTIVAR

  • Loreti - Sesto Monocultivar Nostrale di Rigali (Umbria)
  • Angelo Oliverio - Jannìa Monocultivar Pennulara (Calabria)

MIGLIOR BLEND

  • Quattrociocchi – Superbo Bio (Lazio)

MIGLIOR DOP

  • I Tattoli - Dop Chianti Classico (Toscana)
  • CAB Terra di Brisighella - Brisighello Dop Brisighella Monocultivar Nostrana di Brisighella (Emilia-Romagna)

MIGLIOR QUALITÀ/PREZZO

  • Adriatica Vivai Profumi di Castro - Affiorato Bio (Puglia)

PREMIO OLIO E VINO

  • Montecappone (Marche)
  • Torre a Oriente (Campania)
  • Elena Fucci (Basilicata)

PREMIO OLIO E TURISMO

  • Mannelli (Umbria)
  • Masseria Il Frantoio (Puglia)

MIGLIOR IGP TOSCANO

  • Frantoio di Santa Tea - Gonnelli 1585
  • Dievole
  • Scovaventi

LA STELLA (aziende che per dieci e più anni hanno ottenuto le Tre Foglie)

LIGURIA

  • Belfiore
  • Paolo Cassini
  • Domenico Ruffino

TRENTINO ALTO ADIGE

  • Oliocru
  • Frantoio Di Riva

EMILIA-ROMAGNA

  • Tenuta Pennita

TOSCANA

  • Frantoio Franci
  • Podere Grassi
  • Pruneti
  • Fattoria Ramerino

MARCHE

  • Conventino Monteciccardo

UMBRIA

  • Decimi
  • Frantoio Gaudenzi
  • Marfuga
  • Viola

LAZIO

  • Americo Quattrociocchi

ABRUZZO

  • Tommaso Masciantonio Trappeto Di Caprafico
  • Frantoio Mercurius
  • La Selvotta

CAMPANIA

  • Madonna Dell'olivo

PUGLIA

  • De Carlo
  • Fratelli Ferrara
  • Olio Intini
  • Sabino Leone
  • Olearia Schiralli

CALABRIA

  • Tenute Librandi Pasquale

SICILIA

  • Frantoi Cutrera
  • Terraliva
  • Titone

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