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Pubblicato in Scenari il 29 Settembre 2020
di Giorgio Vaiana

Nuove opportunità per il settore ittico conserviero di Bagheria ed Aspra, in provincia di Palermo.

Un territorio che conta circa 57 imprese che operano nel settore della pesca, della conservazione e della trasformazione del pescato (una delle quali registra un fatturato di circa 40 milioni di euro), con circa mille dipendenti totali. C’è un know-how, quello della conservazione e della trasformazione del pescato, che può diventare un punto fermo da cui ripartire per lo sviluppo del comparto della pesca locale per le piccole e medie imprese. Questo il tema al centro dell’evento "Baaria Fish", che ha messo insieme la riscoperta del territorio bagherese, la cultura del mare e l’innovazione delle aziende di trasformazione del pesce, lo scorso fine settimana nel territorio di Bagheria, in provincia di Palermo.

“Negli ultimi 10 anni non è cresciuto il numero di aziende ittico-conserviere nel territorio bagherese, ma è cresciuto il valore della produzione sul mercato – ha affermato Stefano Fricano, ricercatore di economia applicata al Dipartimento di Scienze Economiche, Aziendali e Statiche dell’Università di Palermo - La produzione italiana, dal 2008, è cresciuta in valore, in media, ad un ritmo di circa 5% annuo mentre in Sicilia di circa la metà (+2,75% annuo). Dall’analisi del settore emerge una difficoltà delle imprese a mantenere elevati livelli di competitività e una necessità di innovare che è fondamentale per il futuro. L’analisi scientifica svolta ha evidenziato il ruolo fondamentale delle certificazioni di qualità nel settore della trasformazione dei prodotti ittici e delle possibilità di ampliarne gli effetti positivi collegando le certificazioni a percorsi di valorizzazione di materie prime locali e a campagne di comunicazioni efficaci”. L’utilizzo delle materie prime locali destinate alla trasformazione e alla commercializzazione da parte delle aziende è pari solo al 20 per cento. Il resto della materia prima arriva dall’Adriatico, dall’Atlantico, dalla Spagna. “La Sicilia potrebbe investire di più e contribuire ad accrescere il valore della produzione valorizzando, attraverso adeguate campagne di marketing, le specie minori che oggi non trovano sbocco sul mercato”.

La due giorni - organizzata dalla BM s.r.l, impresa del marketing della pesca e del turismo e capofila del progetto di valorizzazione e promozione, in collaborazione con il Comune di Bagheria e promossa dall’Assessorato Agricoltura, Sviluppo Rurale e Pesca Mediterranea, Dipartimento della Pesca Mediterranea - ha messo in luce la cultura e le tradizioni dei borghi marinari e il ruolo fondamentale delle aziende che operano nel comparto della conservazione e della trasformazione del pescato locale, attraverso le voci dei pescatori del territorio, ma anche attraverso la visita presso il Museo dell’acciuga di Aspra della famiglia Balistreri e alcuni momenti di riflessione emersi durante un dibattito a cui hanno partecipato Giuseppe Biundo della B.M. srl, Antonio Lo Coco, titolare della Blu Ocean società cooperativa, e Pino Occhipinti, rappresentante di Legacoop agroalimetare Sicilia, partner dell’evento.

Baaria Fish è stato anche l’occasione per promuovere gli aspetti culturali e le tradizioni, con la visita al Museo dell’Acciuga di Aspra, che testimonia la lunga esperienza dei pescatori di Aspra nell’arte della salatura e della conservazione. Non sono mancate le degustazioni con il pesce fresco e con i prodotti di Blu Ocean, utilizzati dallo chef Salvo Lipari del ristorante Hostaria Aries - saperi e sapori, gli assaggi dello sfincione bagherese con le acciuge dell’Antico Forno Valenti 1887 e le degustazioni di pesce al Pesce Brillo, un locale marinaro aperto da circa due mesi da Max Insigna, ristoratore, e Salvo Sardina, pescatore di Aspra. In degustazione il gambero di Aspra, le alici, le acciughe e il tonno conservati e confezionati dall’azienda Giuseppe Sardina.

C.d.G.


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