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Pubblicato in Scenari il 16 Agosto2016

Bordeaux “sotto attacco” dalla Borgogna, ma i loro vini rimangono i preferiti dai commercianti, i cosiddetti “Wine merchant” e dai collezionisti. 

Lo rivela il sito Liv-ex, benchmark mondiale del “Fine Wine”che sottolinea come i vini italiani, statunitensi e spagnoli, abbiano fatto, nei primi sette mesi di analisi, un bel balzo in avanti nelle classifiche di vendita. In testa, però, rimangono gli inossidabili Premiers Crus di Bordeaux: nell’ordine, Château Lafite Rothschild (Pauillac), Château Mouton Rothschild (Pauillac), Château Haut-Brion (Graves), Château Margaux (Margaux) e Château Latour (Pauillac).
Al sesto posto il Pontet Canet, salito di 7 posizioni dal 2015, anche grazie a i 100 punti assegnati all’annata 2010 da Robert Parker, che hanno attirato l’interesse di wine merchant e collezionisti. Buone le performance dei secondi vini dei Premiers Crus di Bordeaux, dal Carruades de Lafite che si trova al 14esimo posto, al Mission Haut Brion subito dietro.

E i vini italiani? Ovviamente ci sono anche loro con due etichette icona di Bolgheri: il Sassicaia di Tenuta San Guido, alla posizione 22 (lo scorso anno era al 24esimo posto) ed il Masseto, alla posizione numero 46. Esce dalla top 50 l’Ornellaia (così come Dom Pérignon e Vega Sicilia). A perdere il maggior numero di posizioni è, un po’ a sorpresa, Domaine de la Romanée Conti, crollato dalla posizione 14 del 2015 alla 39, anche se La Tâche, una delle etichette più prestigiose della griffe di Borgogna, è tra le tre new entry, alla posizione numero 47.

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