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Pubblicato in Scenari il 12 Giugno2022
Giovanni Busi

di Emanuele Scarci

L’assemblea dei soci del Consorzio del Chianti ha eletto i 29 membri del consiglio di amministrazione, in rappresentanza di tutte le categorie e componenti territoriali.

Entro due settimane il consiglio esprimerà i 4 membri della giunta esecutiva e i 3 del consiglio direttivo (presidente e 2 vice). Alcuni partecipanti riferiscono che l’assemblea avrebbe richiesto, statuto alla mano, che il Cda designi alla presidenza un suo membro. Questa potrebbe essere la strada per la riconferma del presidente uscente Giovanni Busi, nonostante abbia esaurito i 3 mandati previsti dallo statuto.

Imbottigliamenti in calo
Secondo i dati dell’Associazione vini toscani, nel gennaio-aprile 2022, le fascette rilasciate da Valoritalia per il Chianti segnano un calo del 15% rispetto al 2021. Che succede? L'assemblea lo ha motivato con l’aumento dei costi di energia e materiali (+10%) e anche con lo spostamento degli acquisti dalla grande distribuzione (dove il Chianti vende il 70% dei volumi) alla ristorazione. I rincari legati alla mancanza di materie prime pesano sulle aziende che, però, non scaricherebbero i rialzi sul prodotto finale, assorbendo i costi aggiuntivi e mettendo a rischio la redditività. “Fare degli aumenti di costi sullo scaffale del 10% è improponibile – ha detto Busi - Anche il prodotto sfuso è aumentato da 130 euro a ettolitro fino a 180-200 a ettolitro. E’ impensabile che il mercato possa accettare un prezzo così elevato”.

Vendemmia ricca?
I produttori sperano anche che la prossima vendemmia riporti la produzione intorno agli 800 mila ettolitri, dopo cinque anni di calo. Secondo il Mipaaf, lo scorso 30 aprile le giacenze di Chianti ammontavano a 1,153 milioni di ettolitri (154 milioni di bottiglie), oltre 11,7 milioni di bottiglie in meno rispetto al 2021 e -20 milioni sul 2019. Quest’anno la vendemmia potrebbe essere buona, come non se vedono da cinque anni. “La produzione quest’anno c’è - ha concluso Busi .- Da qui a settembre dobbiamo solo sperare che non ci siano né siccità né le grandinate del passato. Se tutto va bene, la produzione potrebbe tornare intorno agli 800mila ettolitri. E anche questa sarebbe una boccata di ossigeno per le aziende della Denominazione”.

Qui la lista in ordine alfabetico per cognome dei consiglieri eletti nel Consorzio del vino Chianti:

  • Davide Ancillotti (Chiantigiane)
  • Ritano Baragli (Cantina sociale Colli Fiorentini)
  • Rolando Bettarini (Fattoria di Piazzano)
  • Gianluigi Borghini Baldovinetti (Fattoria San Fabiano)
  • Luca Brunelli (azienda agricola Martoccia)
  • Giovanni Busi (Fattoria Travignoli)
  • Bernardo Guicciardini Calamai (Castello di Poppiano)
  • Vittorio Fabio Carone (Ruffino)
  • Cino Cinughi De’ Pazzi (azienda De' Pazzi Cinughi Cino)
  • Angiolo Del Dottore (cantina Senesi Aretini)
  • Stefano Fantechi (Cantina sociale Vicas)
  • Marco Ferretti (La Querce)
  • Leonardo Francalanci (Fattoria San Michele a Torri)
  • Filippo Gaslini (soc. agr. Fondiaria S.A.F.T.)
  • Francesco Gera (Castelli del Grevepesa)
  • Malcolm Leanza (Vivito soc.coop. agricola)
  • Tullio Marcelli (La Torre)
  • Maurizio Masi (Cantine Bellini)
  • Mario Mori (Cantina dell’Etruria)
  • Massimo Peruzzi (Cantina vini tipici dell’Aretino)
  • Mario Piccini (Gestioni Piccini)
  • Filippo Rocchi (Fattoria Castelvecchio)
  • Andrea Rossi (Vecchia Cantina di Montepulciano)
  • Giovanni Sani (Marchesi Frescobaldi)
  • Massimo Sensi (Sensi Vigne e Vini)
  • Vasco Torrini (azienda agricola Torrini)
  • Giovanni Trambusti (Chianti Trambusti)
  • Alessandro Zanette (Gruppo Italiano Vini)
  • Gianni Zipoli (Cantine Leonardo Da Vinci)

 

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