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Pubblicato in Scenari il 23 Novembre2020
Salvatore e Giovanni Cappello

di Manuela Zanni

La “Testa di Moro” (detta anche “di turco” per questa, spesso azzardata, associazione, tutta sicula, tra uomini dalla pelle scura e gli abitanti della Turchia) è un oggetto caratteristico della tradizione siciliana.

Si tratta di un vaso in ceramica dipinta a mano che raffigura il volto di un Moro spesso unito a quello di una giovane donna di bell’aspetto, che nasconde una storia dagli intriganti contorni “noir”. Un’antica leggenda narra, infatti, che intorno all’anno 1100, durante il periodo della dominazione dei Mori in Sicilia, nel quartiere Kalsa di Palermo, vivesse “una bellissima fanciulla dalla pelle rosea paragonabile ai fiori di pesco al culmine della fioritura e un bel paio di occhi che sembravano rispecchiare il bellissimo golfo di Palermo“. Un giorno, mentre la ragazza si occupava delle piante in balcone, si trovò a passare da quelle parti un giovane Moro che, non appena la vide, subito se ne invaghì e decise di dichiararle immediatamente il proprio amore. La fanciulla, colpita da tanto ardore, ricambiò l’amore del giovane Moro. Ben presto, però, la sua felicità svanì quando seppe che il suo amato l’avrebbe presto lasciata per ritornare in Oriente, dove l’attendeva una moglie con due figli. Fu così che la fanciulla attese la notte e non appena l’uomo si addormentò lo uccise e poi gli tagliò la testa che divenne un vaso in cui piantò del basilico che mise in bella mostra in balcone. Il basilico crebbe rigoglioso destando l’invidia di tutti gli abitanti del quartiere che, per non essere da meno, si fecero costruire appositamente dei vasi di terracotta a forma di Testa di Moro.

(Giovanni Cappello all'opera)

Non è affatto un caso che questa affascinante leggenda abbia influenzato l’estro creativo di Giovanni Cappello, figlio di Salvatore e, come lui, Maestro pasticciere e cioccolatiere, dando origine ad una nuova, golosissima, idea che, in realtà, può essere definita a pieno titolo una vera e propria opera d’arte. Questa storia, infatti, oltre ad essere un monito per i mariti delle donne siciliane, mettendoli in guardia dalla loro gelosia, a ben guardare, rappresenta anche una sorta di emancipazione del ruolo femminile dal momento che la donna, in questa storia, da oggetto di desiderio e vittima di inganno e tradimento diviene protagonista riuscendo a farsi giustizia (sebbene con metodi assolutamente discutibili) affrancandosi dalla propria sottomissione. Un messaggio di una Sicilia diversa, ribelle che non abbassa la testa alle ingiustizie e che, al contrario, “taglia la testa”a chi cerca di sottometterla. Sarà per questo motivo che le “Teste di Moro” sono degne di rappresentare a pieno titolo la sicilianità e sono uno dei simboli che, insieme alla Trinacria, sono tra i più conosciuti al mondo.

La pasticceria Cappello, che ha ricevuto, tra gli altri, anche il premio Best in Sicily nel 2010 da Cronache di Gusto come “Miglior Pasticceria”, oggi è pronta a fare parlare nuovamente di sè con una invenzione che “prima ancora che da mangiare con la bocca si farà ammirare con gli occhi”, assicura il Maestro Giovanni Cappello, cui si deve questa golosa novità. “Sono appassionato del bello in tutte le sue infinite forme e materiali. Così, un giorno, recandomi a trovare la mia amica Elisabetta Castagnetta, ceramista che, nel suo laboratorio Ceramicando, crea le note teste di Moro monocromatiche, uniche nel loro genere poichè uniscono la tradizione ad uno stile moderno, ho pensato di crearle di cioccolato in modo che diventassero degli oggetti in grado portare in tavola la bellezza, prima ancora che il gusto – racconta Giovanni - Da allora la mia idea ha preso forma e mi sono procurato gli stampi in silicone, materie prime di altissima qualità e preziose collaborazioni, il tutto per dar vita a qualcosa di unico che rappresenti la Sicilia, non solo a Natale, periodo in cui è previsto il lancio del prodotto, ma tutto l’anno perchè si tratta di una idea regalo adatta a tutte le stagioni ( inclusa l’estate anche se occorrerrà fare attenzione alle temperature ovviamente)”.

Saranno quattro le misure proposte (10, 15, 18 e 22 centimetri) e tanti i colori, tra cui il classico fondente e il color oro ottenuto grazie alla preziosa “foglia oro”. La linea esclusiva si chiamerà “Sette Mori”, perchè il numero sette è spesso ricorrente nella vita del giovane figlio d’arte come cifra fortunata. Basti pensare alla nota “Setteveli”, torta simbolo nonchè fiore all’occhiello della nota pasticceria, ma anche giorno del compleanno di Giovanni. Non mancheranno delle interessanti partnership con note aziende palermitane finalizzate alla promozione e alla valorizzazione sinergica delle risorse del territorio. In particolare con “Casallora”, la piccola azienda palermitana che produce artigianalmente “Dalloro”, il liquore all’alloro di una volta, e “Morettino”, la nota torrefazione palermitana. In entrambi i casi l’idea è quella di inserire le teste di Moro di cioccolato all’interno di confezioni insieme ai prodotti di queste aziende, il liquore nel primo caso e il caffè nel secondo, in modo da svolgere una duplice funzione decorativa ma anche utile poichè potranno essere utilizzate come bicchieri commestibili originando, da questo connubio, un irresistibile peccato di gola.

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