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Pubblicato in Scenari il 15 Aprile2021

di Emanuele Scarci

Nell’anno della pandemia tiene botta il vino cooperativo.

Nel 2020 il fatturato è cresciuto dell’1%, trainato dalle vendite della grande distribuzione organizzata (+6% secondo Iri) e dalle esportazioni (+3%). Sono questi i dati più significativi emersi oggi nel corso di Vivite Talk del vino cooperativo, organizzata da Alleanza cooperative agroalimentari. La galassia cooperativa conta su 423 cantine per un fatturato di 4,9 miliardi di euro e una produzione pari al 58% del vino italiano. Nei top 14 per fatturato, la cooperazione schiera 6 grandi player con un fatturato intorno a 1,4 miliardi e con il leader di mercato, Cantine Riunite-Giv. “Nel corso del 2020 il 34% delle cooperative vinicole ha mantenuto stabile il proprio fatturato e un 41% lo ha visto in calo - ha detto Denis Pantini, responsabile Wine monitor di Nomisma -. L’analisi ha anche evidenziato, di contro, come una cooperativa su 4 del campione intervistato, che numericamente rappresenta oltre il 50% del fatturato complessivo della cooperazione vinicola, abbia invece registrato un fatturato in aumento. Si tratta delle cooperative più dimensionate, con fatturati superiori a 25 milioni di euro, che nel 6% dei casi ha addirittura registrato un sensibile aumento, superiore al +15% rispetto alle performance registrate nel 2019, prima della pandemia”.

Traino Gdo e online
Guardando ai singoli canali distributivi, il report ha messo in luce come la chiusura dell’Horeca abbia portato a una riduzione delle vendite per la quasi totalità delle imprese cooperative, senza distinzione dimensionale. Al contrario, Gdo e e.commerce hanno principalmente favorito le cooperative più grandi, con oltre 25 milioni di fatturato. Un altro dato significativo è relativo vendite sui mercati esteri. Se l’export di vino italiano nel complesso ha registrato nel 2020 un calo del 2,4% a valore, quello della cooperazione (nonostante le maggiori difficoltà per il segmento dei vini sfusi) ha invece registrato una crescita, +3%.

Occhio alle giacenze
“Il 2020 si è chiuso in positivo nonostante le difficoltà – ha confermato il coordinatore del settore vitivinicolo di Alleanza cooperative agroalimentari Luca Rigotti -. L’imperativo era non perdere quote di mercato e ci siamo riusciti senza agire sulla leva dei prezzi. Tuttavia oggi dobbiamo fare i conti con le giacenze, complessivamente 56 milioni di ettolitri a marzo (+3,6% su base annua), situazione che, in vista della prossima vendemmia, deve far riflettere sulle misure utili per gestire l’offerta. In agenda ci sono anche i danni delle gelate: lo faremo a breve, in una riunione con la filiera. Chiederemo aiuto al governo, ma non si tratta solo di soldi: cerchiamo collaborazione per abbreviare i tempi di realizzazione dei progetti. E chiederemo collaborazione anche alla Ue a ragione dei vari dossier aperti, a iniziare da Farm to fork”. Giorgio Mercuri, presidente di Alleanza cooperative agroalimentari, ha concluso: “Il vino della cooperazione cresce e crescerà ancora anche perché non guardiamo solo al reddito dei soci ma non perdiamo di vista l’evoluzione del mercato”.

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