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Pubblicato in Scenari il 05 Dicembre2013

L'Emilia Romagna a vele spiegate oltre confine. 

Mentre fa fatica nel mercato interno e rispetto alle altre regioni del vino rimane fuori dai riflettori, all'estero conquista quote. Tranne alcune icone, stelle della storia enologica di questo territorio, un must per gli appassionati e gli esperti, tantissime etichette di piccole e grandi aziende seontono di più il peso della crisi, da un lato c'è la contrazione dei consumi dall'altro per i neofiti wine lover di oggi considerate, a torto, poco trandy. Migliore destino indubbiamente oltre confine, come conferma Denis Pantini, project leader di Wine Monitor, in un articolo pubblicato sul mensile dell’Assessorato all’Agricoltura della Regione Emilia Romagna. Secondo l’ultimo report di Nomisma-Wine Monitor l’export è cresciuto del 50%, soprattutto nell’area Bric. Facendo registrare la performance migliore nel panorama dell’Italia del vino, con uno stacco netto rispetto alle “sorelle maggiori”. La corsa del Veneto alla conquista di quote nei mercati esteri è andata ad un ritmo del +47%, quella della Toscana del +27%, mentre le esportazioni del Piemonte sono aumentate solo del +18%. In Russia l’export emiliano ha toccato il +473%, in Cina schizzato in alto del 232%, in Brasile del  92%. In termini di fatturato, questo exploit a cui si aggiunge una buona crescita negli altri mercati, ha contribuito a far guadagnare ben 353milioni di euro, cifra che fa piazzare la regione dietro al Veneto (1.444 milioni), al Piemonte (888), alla Toscana  (703) e al Trentino Alto Adige (451). L’Emilia Romagna è un paese che viaggia a doppia velocità, del resto come tutte le altre regioni. In Italia, in costante e consistente calo, dell’ordine del -7%,  nella gdo (dato riferito ai primi sette mesi del 2013). Il peso dell’Horeca nelle vendite è poi sceso dal 40% al 35%. Come scrive Pantini: “Appena dieci anni fa, il rapporto  era 1 a 2: per ogni litro esportato, due si bevevano in patria. La crisi economica non ha fatto che accentuare un calo strutturale in atto da tempo”. Buoni risultati arrivano, inoltre, dal Regno Unito.  Qui l’import dei vini dall’Emilia Romagna ha raggiunto il +67%. Negli Usa la crescita, nell’ultimo periodo, è stata del +8%. 

C.d.G.

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