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Pubblicato in Scenari il 01 Luglio2021

di Michele Pizzillo

L’appuntamento, a Bologna, per la riapertura (dopo aver visto tutte le novità, probabilmente, si dovrà parlare di nuova apertura) di Fico è alle ore 7 del pomeriggio del 7 del 7^ mese dell’anno (luglio).

Lo raccontavamo in questo articolo. Dal 22 luglio, poi, il primo parco del cibo, sarà aperto al pubblico. In occasione della presentazione di Fico, a Milano, si è appreso che il nuovo piano di rilancio lo ha trasformato in un experience park che coniuga passione per il cibo e divertimento all’insegna dei 5 sensi, con i 10 ettari di superficie espositiva divisa in 7 aree tematiche dedicate alle grandi eccellenze culinarie italiane (Salumi e Formaggi, Pasta, Gioco, Vino, Olio, Dolci) divise da nuove e spettacolari scenografie e arricchite con giochi, giostre e attrazioni a tema cibo. Di queste aree tematiche non è stato rivelato molto e, quindi, saranno delle vere e proprio sorprese per i visitatori. Mentre si comincia ad avere qualche anticipazione sull’area riservata al vino che, come la Bottega del vino nata dall’idea di Fontanafredda, cantina di Serralunga d’Alba, con l’area esterna che presenta i 60 vitigni autoctoni più rappresentativi, selezionati da Attilio Scienza tra le 1.200 varietà presenti in Italia. All’interno della Bottega il visitatore potrà scoprire l’affascinante storia di questa cantina icona del Barolo e scegliere tra 100 vini al calice presenti nel suo ristorante o fermarsi per un aperitivo, pranzo o cena a base di piatti regionali che raccontano i territori più vocati alla viticoltura. Lo spazio ospita un’enoteca con etichette provenienti da tutta Italia, dove sarà possibile scegliere tra vitigni, denominazioni e regioni differenti. Infine, la Bottaia 52, una sala allestita con le barrique che rappresentano i 52 vignaioli più "fichi" d’Italia, una location suggestiva in cui organizzare incontri con i produttori o corsi alla scoperta dell’affascinante mondo del vino, compreso i 5 diversi cru di Barolo Fontanafredda che fanno da cornice al primo Villaggio Narrante d’Italia, un luogo autentico dove ogni angolo e ogni scorcio raccontano storie uniche.

(Fontanafredda)

Dopo essere passati dall’area di Fico riservata al vino, scatterà la voglia di andare a Serralunga d’Alba, da Fontanafredda, per vivere l’esperienza del villaggio realizzato da Emanuele Alberto conte di Mirafiore, figlio di Vittorio Emanuele II, all’interno dell’omonima azienda vitivinicola che aveva fondato nel 1858. Un villaggio fatto da cascine, una scuola, una chiesa e servizi essenziali, ma anche un circolo ricreativo dove egli stesso leggeva libri ai suoi collaboratori che erano ancora analfabeti. Per sua volontà, nel villaggio si crea una vera e propria comunità che, nel momento di massima espansione, arriva ad ospitare fino a 250 persone e che si è preservata fino ad oggi, dove vivono ancora quindici famiglie. Da sempre, nel villaggio, il vino occupa un ruolo centrale grazie alle storiche cantine di Fontanafredda e di Casa E. di Mirafiore: la prima vanta il premio come “Miglior cantina europea dell’anno” da Wine Enthusiast ed è divenuta icona del Barolo in tutto il mondo; la seconda, cantina di origine aristocratica e azienda agricola biologica di forte identità contadina, è la vera espressione della tradizione enologica delle Langhe. Il grande cambiamento di Fontanafredda è datato 2008, quando Oscar Farinetti e Luca Baffigo acquistano l’azienda e cominciano subito con la ristrutturazione del Villaggio Fontanafredda che oggi ospita una Fondazione culturale, due hotel e tre ristoranti. Parallelamente arrivano i primi attestati di riconoscimento sulla qualità del Barolo prodotto, da parte di pubblicazioni come Wine Spectator e Wine Enthusiast.
Nel 2020, poi, nasce una nuova Fontanafredda perché più rispettosa del nostro pianeta. Dopo aver riflettuto a lungo su come creare nuove opportunità, emerge la necessità di cambiare prospettiva creando i presupposti di diventare nuovi. Il nuovo per Fontanafredda è rimettere la terra al centro, così l’acqua viene riutilizzata in maniera consapevole, in vigna arrivano i trattori a biometano, l'energia del Villaggio Fontanafredda sarà auto-prodotta da fonti rinnovabili. Infine, tutti gli elementi che compongono i packaging dei vini sono sani, naturali e, in una parola, verdi: dal vetro, originato per l’85% da riciclo e riutilizzabile infinite volte, ai tappi, di origine vegetale, riciclabili e sostenibili, alle etichette e il cartone certificati Fsc e/o PefcC che combattono la deforestazione del nostro pianeta.

(Il vigneto a Fico)

All’interno del Villaggio Narrante il vino trova la sua massima espressione grazie all’alta cucina. La ristorazione porta il marchio della famiglia Alciati con lo Chef Ugo e il fratello Piero a condurre l’ospite in un percorso di sapori alla scoperta dei gusti della tradizione piemontese tra memoria e stagionalità.: dal raffinato Guidoristorante, storica stella Michelin del Piemonte all’informale Osteria Disguido al Garden e 100vini enoteca bar a vino. Villaggio Narrante è anche luogo per eventi, cerimonie, meeting aziendali, grazie alle diverse location che lo compongono, oltre ad ospitare la Fondazione E. di Mirafiore, voluta da Oscar Farinetti come luogo di confronto e promozione della cultura con il Laboratorio di Resistenza Permanente e le Passeggiate Letterarie all’interno del Bosco dei Pensieri, che è tra gli ultimi boschi rimasti nella Bassa Langa del Barolo, ed è fatto di alberi secolari, vigneti, noccioleti e oltre 40 mila varietà di piante.

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