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Pubblicato in Scenari il 22 Giugno2021
I sei vini degustati

di Francesca Landolina

Ancora un incontro con Marche tasting dell’Imt (Istituto Marchigiano di Tutela) alla scoperta delle Doc di nicchia, meno conosciute, ma buone tanto da raccontare gli altri volti vinicoli delle Marche oltre il Verdicchio.

Sono piccole realtà, piccoli numeri, piccole produzioni che vale la pena portare alla luce. Parliamo dei colli Maceratesi, uno dei più antichi prodotti autoctoni delle Marche, con una coltivazione di soli 244 ettari per circa 4 mila ettolitri di vino imbottigliato. E dunque di Ribona o Maceratino. Ma anche di Serrapetrona Doc, un vino fermo prodotto all’interno dell’intero territorio del comune di Serrapetrona e parte dei comuni di San Severino Marche e Belforte del Chienti nella provincia di Macerata. Ed infine di Bianchello del Metauro, autoctono bianco delle Marche e prima Doc ad essere approvata nella provincia di Pesaro Urbino (1969), da sempre conosciuto per piacevolezza e bevibilità. Doti queste, che pare lo abbiano reso il vero alleato di Roma contro le truppe cartaginesi e galliche nella storica battaglia del Metauro (207 a.C.). Oggi quest’ultima denominazione si estende lungo il basso e medio corso del fiume Metauro, dove i vigneti (244 ettari vitati) si distribuiscono tra i comuni di Fano, Cartoceto, Saltara, Serrungarina, Montefelcino, Isola del Piano, Fossombrone, San Ippolito, Montemaggiore, San Giorgio, Piagge, San Costanzo, Orciano, Barchi, Fratterosa, l'isola amministrativa “Cavallara” del comune di Mondavio e parte dei territori comunali di Urbino e di Fermignano. Una realtà di dimensioni contenute ma che negli anni ha saputo evolversi, passando dall’immagine di vino semplice e di grande bevibilità a un prodotto di maggiore personalità e longevità. Ecco i sei vini da noi degustati.

Cantina Sant’Isidoro Colli Maceratesi Doc Ribona Spumante, Ribona Metodo Classico 2017
Affina in bottiglia sui lieviti almeno 24 mesi con remouage manuale. Un Metodo Classico dal perlage fine, delicato che imprime nella memoria sentori fruttati e floreali, con notedi miele, brioche, piccola pasticceria. Al palato sapido, piacevole e cremoso.

La Quercia Scarlatta Colli Maceratesi Doc Bianco Marchese Japo 2019
Una Ribona con una piccola presenza di Incrocio Bruni e Trebbiano. Naso delicatamente aromatico, con note agrumate, pompelmo, pesca bianca, mango e sentori esotici. Al palato, il sorso e sapido e morbido. Vinifica e matura in acciaio sei mesi e per tre mesi in bottiglia.

Lucarelli Bianchello del Metauro Doc Superiore Rocho 2019
Coltivato su una vigna di 50 anni su suolo argillo-siliceo, dopo la fermentazione il 70% matura sur lies in acciaio mentre il restante 30% in tonneaux per un anno, chiudendo poi con un ulteriore anno in bottiglia. Al naso note fruttate, agrumate, con sentori di ginestra e iodio. Al palato il gusto è ricco ed elegante, ottima acidità e freschezza. Un bianco marchigiano che ci piace tanto, perfetto da bere al mare, al tramonto.

Terracruda Bianchello del Metauro Doc Superiore Campodarchi 2019
Una vendemmia tardiva con uve raccolte nella terza decade di ottobre, vinificazione e affinamento in acciaio sur lies per un anno e sei mesi in bottiglia. Al naso è intenso e complesso, con note di frutta gialla ed esotica, susina, pompelmo, mela, mimosa e un leggero tocco vanigliato. Buon equilibrio al palato, il sorso e fresco, sapido e morbido.

Fontezoppa Serrapetrona Doc Pepato 2017
Al calice si presenta con un colore rosso rubino intenso e vivace. Naso complesso con sentori di ciliegia, marasca, prugna e note balsamiche. Domina la nota speziata di pepe nero da cui deriva il nome stesso. In bocca con le sue speziature dolci si rivela piacevole delicato, fresco e di buona persistenza. La bottiglia finisce troppo presto.

Terre di Serrapetrona Serrapetrona Doc Collequanto 2015
Ottenuto da uve di vernaccia nera vinificate in purezza, è un rosso marchigiano rotondo e armonioso. Al calice colore rosso rubino. Al naso, elegante, si presenta con note di fiori appassiti, proseguono note di amarene e ciliegie nere, per chiudere con i terziari di cannella, pepe nero e china. Succoso e speziato il palato, guidato da un sorso gommoso nella trama tannica e lungo nella persistenza.

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