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Pubblicato in Scenari il 01 Gennaio 2021
di Giorgio Vaiana

Primo dell'anno, è tempo di auguri, di buoni propositi e di progetti. 

Come tutti, ci auguriamo che il 2021 sia un anno di rinascita, di nuova vita, di libertà. Ma quali saranno le parole che caratterizzeranno questo nuovo anno appena iniziato? Ecco i nostri pensieri. A voi tutti, i migliori auguri dalla nostra redazione.

FABRIZIO CARRERA
FARE
La mia parola per l’anno nuovo è fare. Un verbo. Che può essere transitivo, intransitivo, riflessivo. Tante cose. A noi interessa il significato di realizzare, eseguire, compiere. Ne abbiamo bisogno. Ora più che mai. Fare. Fare di più. Fare meglio. Fare di nuovo. Saper fare. Fare tanto. Fare qualcosa. Far sapere. E basta col peccato di fare.

ROBERTO CHIFARI
DELIVERY
Nell'anno della pandemia, abbiamo dovuto fare conoscenza con un nuovo termine inglese: il delivery, ovvero il servizio a domicilio. Le restrizioni imposte dal coronavirus ci hanno costretto a stare a casa e hanno potenziato i servizi di asporto e consegna a domicilio. Fino a qualche mese fa i due servizi erano sfruttati da una piccola parte della popolazione, adesso sono entrati a far parte della nostra quotidianità. Oggi le consegne a domicilio hanno interessato tutti i settori economici, compreso quello enogastronomico che ha trovato l'unico modello di sviluppo e di sostengo per le attività ristorative.

AMBRA CUSIMANO
CREDERE
Certe volte è difficile. Altre sembra proprio impossibile. Ma per me questa è una parola meravigliosa. C’è chi addirittura crede in qualcosa o qualcuno che non ha mai visto, e così subentra la fede. Dovremmo credere di più, soprattutto in noi stessi. Diventa più arduo quando tutto va storto, quando il buio ci avvolge. Ma se tutti crediamo nelle nostre capacità, nella nostra forza, negli altri, nel futuro, nell’unione, nelle nostre azioni, allora nulla potrà impedirci di riemergere dall’oscurità. Io credo che il bello deve ancora venire e farò di tutto affinché si manifesti.

LORELLA DI GIOVANNI
CASA
L’emergenza sanitaria ha cambiato la nostra quotidianità e le nostre abitudini tra le mura domestiche. A casa si lavora, si cucina, si trascorre il tempo libero e si incontrano gli amici e i familiari. Gli interni domestici, come lo spazio studio, il soggiorno, il balcone, il terrazzo e la cucina, diventano la scenografia di fondo per le riunioni di lavoro, per la didattica a distanza, per le videochat, per svolgere attività fisica, per coltivare l’orto e per condividere ricette per easy pantry meals family-oriented oppure per preparale insieme live; in una dimensione spaziotemporale nata dall’emergenza ma diventata nuova normalità, ovvero un’altra possibilità dai tratti rivoluzionari.

ANTONIO GIORDANO
VACCINO
Anche a costo di apparire scontato. Per tornare a parlare (e a scrivere) di qualcosa altro che non sia crisi, pandemia, decreti, sussidi.

CHRISTIAN GUZZARDI
RISCOPRIRE
L'anno appena trascorso ha portato via con sé abitudini, modi di vivere e di stare al mondo che apparivano immutabili. Nostro malgrado abbiamo dovuto fare i conti con cambiamenti che non avremmo mai immaginato. È per questo che la mia prima parola dell'anno è riscoprire: un augurio, una speranza, un auspicio per questo e per tutti quelli che verranno. Che possa essere un 2021 capace di farci riscoprire l'importanza della convivialità, il piacere di una cena senza limite massimo di invitati, la gioia di un viaggio improvvisato o di un concerto da ascoltare sotto il palco. Un anno che possa regalarci il gusto di condividere emozioni, l'opportunità di sentirci liberi e di scoprire nuovamente quanto, già ben prima del 2020, avevamo imparato a dare per scontato.

CLARISSA IRACI
CONTATTO
Oltre al brusio di sottofondo, l’odore di pneumatico e la sensazione di poter andare ovunque, gli aeroporti sono luoghi meravigliosi. Agli arrivi si configurano scene da film, di chi si ritrova e si abbraccia. Non abbiamo perso solo questo ma anche ciò che ci rende più umani, a volte anche il contatto con una realtà quasi surreale. Traboccante di aspettative, l’anno che verrà non sarà solo quello delle strette di mano e degli abbracci, sarà anche quello in cui faremo di tutto per concretizzare ciò che quest’anno è rimasto virtuale, immateriale e onirico, come i nostri progetti.

FRANCESCA LANDOLINA
ARMONIA
È armonia nella musica, in una strofa, in un paesaggio disegnato dalla natura, nel cielo e su una tela, sul volto di un bambino e sul sorriso di un nonno. E si potrebbe continuare all’infinito. È armonia sempre, quando tutti gli elementi sono in accordo tra loro. Se c’è armonia, non ci sono discordia, inimicizie, strappi, tensioni, incomprensioni. Se c’è armonia ogni elemento è al suo posto, sia pure opposto ad un altro; ogni elemento è lì esattamente dove occorre che sia per raggiungere un equilibrio compiuto, completo, unico. E nella vita? Armonia è equilibrio dentro se stessi, anche tra mille sé diversi. Armonia è stabilità nei rapporti umani, in famiglia, a lavoro, tra persone che riescono a trovare il loro punto di incontro. Oltretutto e nonostante tutto. Come musica, l’armonia fluisce coi suoi elementi, suoni, fianco a fianco, che si rincorrono, vanno a ritmi diversi, si attendono, si allontanano e si ricongiungono, nella loro diversità. Armonia è pure un auspicio: quello di trovare un equilibrio con noi stessi e con il mondo che ci circonda, dopo la forzatura della “fuga” a un metro da tutti e dietro ad una mascherina. L’auspicio di rimettere insieme gli elementi della vita, e perfino i nostri “cocci”. L’auspicio di ritrovarci davanti ad una nuova normalità, recuperando quello che fino a marzo 2020 abbiamo considerato scontato: un abbraccio, un “ti voglio bene”, una carezza, un dialogo durante una cena, il tempo condiviso. Facciamolo di nuovo, senza paura. E in armonia.

FEDERICO LATTERI
POSSIBILITA'
Ci lasciamo alle spalle un anno difficilissimo, durante il quale siamo stati costretti a cambiare radicalmente le nostre abitudini. Non solo problemi, ma anche capacità di adattarsi, scoprendo nuove forme di comunicazione e ripensando a cosa fare in un futuro prossimo nel quale il mondo non sarà più lo stesso. Abbiamo affrontato e affronteremo scenari che neanche potevamo immaginare. Dobbiamo concentrarci sulle nuove possibilità, pensando che non è sempre tutto negativo e che i cambiamenti fanno parte della Storia, ce ne sono stati tanti e ce ne saranno sempre.

IRENE MARCIANO'
AUTENTICITA'
In un mondo sempre più digitalizzato, distante, freddo e costruito, il mio augurio è che il 2021 venga vissuto all’insegna dell’autenticità. Intesa come riscoperta delle cose più vere, dei semplici piaceri della vita che sono stati forzosamente sottratti alle nostre esistenze. Autenticità di un’amicizia, di un rapporto, autenticità tra produttori e consumatori, capaci di testimoniare la propria realtà in modo trasparente. Autenticità come stile di vita, quanto nel mondo offline quanto in quello online, con l’aumento delle condivisioni dei piaceri di tutti i giorni e non di vite da sogno, di scenari lussuosi e spesso irreali. E ancora e finalmente, autenticità nella diffusione delle informazioni in risposta all’esigenza sempre più sentita da parte di ognuno di noi di cercare informazioni che siano affidabili e provenienti da fonti autorevoli, a discapito delle sempre più comuni “fake-stuff”.

ALESSANDRA MELDOLESI
BOOM
La parola che mi viene in mente è: Boom. Evoca una bomba, ed è stata come una guerra. Ma anche un'esplosione di opportunità e la crescita economica "sana" che potrebbe seguirne. Un giornalista spagnolo, Toni Segarra, ha scritto di una nuova rivoluzione francese, ma mondiale, che porterà i cuochi fuori dalle torri dorate del fine dining per le strade, dove distribuiranno gioia a un pubblico più vasto. Ed è ciò che ci auguriamo.

CLARA MINISSALE
ARTIGIANALITA'
La parola che scelgo per il 2021 è artigianalità e la immagino ricca di storie, di uomini e donne che danno un valore ai loro prodotti che va ben oltre quello meramente economico. Abbiamo bisogno del saper fare e di racconti intimi che restituiscano umanità ad un tempo che ci mette tutti a dura prova. Piccole creazioni eno-gastronomiche, fatte con cura e perizia, sono la strada da seguire come produttori per valorizzare il territorio e come consumatori per consolidare questo valore.

STEFANIA PETROTTA
CONNESSIONI
Se è vero che la trasformazione degli ostacoli in opportunità sia una delle migliori strategie di successo nella vita e sul lavoro, allora indubbiamente il 2020 ci ha lasciato un’eredità di tutto rispetto. Abbiamo dovuto infatti imparare a svolgere le nostre attività a distanza, dalle relazioni sociali alle collaborazioni professionali, dalla formazione all’intrattenimento, passando dalle riunioni di lavoro agli aperitivi tra amici online. Dunque connessioni tecnologiche, augurandoci che sia il pretesto buono perché la maggior parte delle aziende piccole e grandi, finalmente, si ammodernino, ma anche connessioni umane. Mai come quest’anno, infatti, sono state gettate le basi per future collaborazioni tra professionisti e/o aziende, spesso a titolo gratuito col solo fine di non arrestare il proprio lavoro. E siamo certi che tutto ciò porterà succulenti frutti a chi ha investito nella cooperazione. Insomma, ne vedremo delle belle.

IVANA PICCITTO
OPPORTUNITA'
La parola che accompagnerà l’inizio del 2021 è opportunità: l’augurio per tutti è quello di lasciarci alle spalle il 2020 e di guardare al nuovo anno concedendoci tutti nuove opportunità che ci diano la spinta a riprogrammare il nostro futuro liberamente, senza più condizionamenti che non dipendano dalla nostra volontà.

MICHELE PIZZILLO
TACI
Per quello che ascoltiamo in tv; per grandi bufalate che leggiamo sul web (ci sono anche pubblicazioni cartacee che non scherzano); per i gravi problemi che ci sta procurando un essere invisibile e imprevedibile e di cui non sappiamo ancora quando riusciremo a liberarci ma tutti ne parlano a sproposito, ricorrere al verbo tacere potrebbe essere interpretato come una sorta di consiglio, di esortazione a pensarci un po' prima di profferire verbo. Ecco, allora, la scelta di “taci”, imperativo, non per limitare la libertà di parola, ma per arginare il dilagare di dichiarazioni stupide, di evitare la presenza di persone che o non capiscono niente di cui parlano o non hanno nulla da dire ma danno risposte di una stupidità megagalittica, di limitare la diffusione di notizie incontrollate che quasi sempre fanno danni ed anche gravissimi. A questa situazione non si sottrae l’umanità che ha a che fare con il mondo del vino, della ristorazione, dell’accoglienza: dagli operatori ai commercianti sino ai comunicatori che si spacciano per esperti o, a loro insaputa, trasformarsi in megafono di chi ha poco o niente da dire o è addirittura privo delle competenze di cui si parla. In questo orribile 2020 mi piace ricordare la risposta che l’allenatore del Liverpool Jurgen Klopp ad un giornalista che gli chiedeva come combattere la pandemia: “Questa domanda la deve fare agli scienziati, agli operatori sanitari, non ad un allenatore di calcio”. Una patente di incapacità a fare il proprio mestiere assegnata in diretta tv ad un giornalista che pur di fare una domanda non ha capito che Klopp non era l’interlocutore giusto. Allora, diciamo "Taci". E ricordiamoci per tutto il 2021, che tutti vorremmo come l’anno della rinascita e speriamo della rinascita della comunicazione documentata e, se si sbaglia – può capitare a tutti – di avere l’umiltà di ammetterlo e di chiedere scusa.

GIANLUCA ROSSETTI
ONESTA'
Il 2021 sarà un anno di riconquiste, un anno importante per l’enogastronomia mondiale. Bar e ristoranti, ma anche cantine, enoteche e cocktail bars hanno sofferto e lottato in un anno tanto strano quanto inaspettato. Motivo per cui secondo me sarà “onestà” la parola del 2021. Vogliamo sentire questa parola nei piatti e nei vini che assaggeremo, vogliamo l’onestà dei sapori, dei gusti e delle intenzioni; solo così ci potremo emozionare ancora. Forse il 2021 sarà un anno dove gli chef dovranno pensare meno alla fama e più all’arte del ristoro, meno al vezzo e più alla sostanza. C’è chi dice che il prossimo anno sarà un po’ la rivoluzione copernicana della ristorazione, e noi speriamo sia all’insegna dell’onestà.

MARCO SCIARRINI
NON LASCIARE INDIETRO NESSUNO
Per l’anno che verrà dovendo predire una parola che lo caratterizzerà preferisco optare per una speranza, non lasciare indietro nessuno. Si perché se è vero, in particolare per il settore dell’agroalimentare e del vino e della ristorazione, l’anno passato è stato tremendo, e quello che sta per arrivare potrebbe presentarsi ancora peggio, perché per potersi rialzare le aziende dovranno necessariamente avere l’appoggio delle Istituzioni. Questo appoggio avrà come parola d’ordine non lasciare indietro nessuno.

SARA SPANO'
ADATTAMENTO
Volge al termine un anno particolare, segnato a livello globale da innumerevoli cambiamenti. Si respira già un’aria di miglioramento e di fiducia per il futuro, ma sicuramente ci toccherà continuare ad adattarci. Adattamento è la parola che mi è subito venuta in mente, pensando all’anno che verrà. Il concetto di adattamento è spesso inteso con accezione negativa, quasi come significasse accontentarsi e subire una situazione. Io lo intendo invece carico di connotazioni positive, interpretandolo come la capacità di fronteggiare al meglio una situazione. Proprio come le altre specie animali, che mutano i propri processi metabolici, fisiologici e comportamentali per adattarsi alle condizioni dell’ambiente nel quale vivono, l’uomo si è adattato ad un mondo nuovo e sconosciuto, trovando ogni escamotage per andare avanti. Non sarà di certo la specie più forte in natura, ma è dotata di ingegno, volontà e coscienza, caratteristiche che gli permettono di rispondere all’evoluzione del contesto a cui appartiene. L’augurio è che questa evoluzione, rappresentata da un momento critico, porti a un rilancio e a nuovi passi avanti, nel settore dell’enogastronomia e in ogni altro campo.

FOSCA TORTORELLI
RICERCA
Con il termine “ricerca” si intende un’attività consistente nel raccogliere, organizzare e valutare materiali su un tema. Trae origine dalla curiosità, si tratta di un processo creativo sviluppato con approccio sistematico e finalizzato ad aumentare le conoscenze e a comprendere processi complessi. Termine che assume sfaccettature diverse con un approccio interdisciplinare; questo l’orizzonte verso il quale ci stiamo muovendo e nel quale sono riposte le speranze di crescita e sviluppo della società.

MIMMO VITA
LIBERTA'
L’anno che verrà avrà caratteristiche simili a quello appena trascorso, ancora un lungo viaggio in un tunnel sconosciuto del quale però, pur non vedendone ancora la fine, sappiamo avere un’uscita. Uno sbocco che per molti equivale a “libertà”. Libertà dalla paura di ammalarsi o morire, o far ammalare e far morire; libertà di abbracciare e baciare; libertà dalle mascherine e dai tamponi; libertà di stare assieme, bere un caffè, mangiare a tavola, passeggiare in centro, ascoltare la musica, ballare, pregare. Libertà di essere noi stessi..

MANUELA ZANNI
RINASCITA
La mia parola per il 2021 è rinascita. Lo sarà per ognuno di noi. In qualsiasi modo ciascuno abbia affrontato (e superato) l'anno da cui proveniamo, sarà per tutti come venire al mondo per una seconda volta, pur non essendocene, in realtà, mai allontanati. Del 2020 non butto via niente. Mentre tutti hanno fretta di congedarlo, io ho deciso di tenere per me le cose che, suo malgrado, mi ha insegnato come la consapevolezza della mia solidità quando intorno tutto vacilla e del mio equilibrio interiore quando tutto sembra non avere senso. Quando si è in alto mare, nel pieno della tempesta, non serve affannarsi e nuotare contro corrente. Meglio restare fermi, a pancia in su, aspettando che le onde si plachino, mantenendo la calma. Solo così riusciremo, finalmente, a raggiungere la terra ferma e, da lì, a riprendere il nostro cammino. Buona rinascita a tutti noi. Ce la meritiamo.

C.d.G.


Commenti   

0 #1 Rosa Maria Lorenzon 2021-01-04 17:05
aggiungerei il verbo "rigenerare" perchè, secondo me, è il momento di rigenerare le cose che abbiamo accumulato dando loro una nuova vita, rigenerare il ns. corpo e le ns. menti , rigenerare il cibo avanzato, rigenerare gli spazi urbani per riconsegnarli alla collettività che desidera ritrovarsi per scambiarsi sguardi e abbracci, oltre che idee.
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