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Scenari

Piemonte Land, si tenta la mediazione con i consorzi: ma l’accordo resta lontano

11 Gennaio 2022

di Emanuele Scarci

Prove tecniche di accordo al meeting di oggi in Regione Piemonte.

Ma la posizione del presidente dimissionario Matteo Ascheri rimane quella di una revisione profonda della rappresentatività nel Superconsorzio della promozione Piemonte Land of Wine. A dicembre si è consumata la spaccatura fra due mondi, con le dimissioni choc dal vertice di Piemonte Land di Ascheri e di alcuni rappresentanti del Barolo, del Barbaresco e del Roero. Il Consorzio del Barolo (di cui è presidente Ascheri) ha anche deciso la vendita delle quote di Piemonte Land. I “dissidenti” hanno accusato i big di Piemonte Land di privilegiare una politica che favorisce le Doc di volumi (come Asti e Brachetto) a discapito di quelle piccole, ma di qualità. Raggiunto al telefono, Ascheri sostiene che non è solo una questione di rivedere la governance di Piemonte Land ma di “redistribuire la rappresentatività e dare più peso ai piccoli consorzi”. Tradotto significa che dei 12 membri costituenti il Cda di Piemonte Land vanno attribuiti più rappresentanti ai “piccoli” che potranno poi approvare anche le loro proposte. E Ascheri dichiara: “Non è possibile che oggi 8 consorzi minori abbiano solo 1 membro del Cda”.

Il meeting in Regione
Oggi al meeting erano presenti il presidente della regione Alberto Cirio con l’assessore all’Agricoltura, Marco Protopapa, e i rappresentanti dei 14 Consorzi che compongono Piemonte Land. Il presidente del Consorzio d’Asti Lorenzo Barbero era rappresentato al meeting da Stefano Ricagno. “Oggi l’incontro con la Regione si è svolto per chiarire la situazione – commenta al telefono Barbero – C’è stata una discussione corretta e ci siamo dati un nuovo appuntamento nel Cda Piemonte Land di giovedì 13 gennaio. La Regione vuole capire se può ancora contare su Piemonte Land per la promozione o meno. Secondo me ci sono i margini per arrivare a un chiarimento”.

Dalle Regioni passano infatti i fondi Ocm vino assegnati dalla Ue che per il Piemonte ammonterebbero a 8-9 milioni. Dal suo canto Ascheri sottolinea che non ci sarà al cda del 13 gennaio “in quanto dimissionario. Del resto – aggiunge – le nostre proposte le abbiamo fatte e ribadite oggi in Regione. Bisogna redistribuire la rappresentatività se si vuole davvero promuovere l’intero Piemonte. Serve un intervento dall’alto perché è molto difficile che un ente si autoriformi. Vedremo cosa deciderà la Regione nel prossimo incontro fissato per il 15 febbraio”.