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Pubblicato in Scenari il 29 Aprile 2020
di Giorgio Vaiana
Rodolfo Barbieri

di Michele Pizzillo

Bisognerà attende l’1 giugno perché si possa avere la possibilità di consumare una buona colazione al bar o in pasticceria.

O di godere il piacere di consumare pranzo o cena in un ristorante, magari molto accogliente e circondati dall’atmosfera che assicura un locale pubblico. Così, secondo le previsioni, i proprietari di ristoranti, pizzerie, bar, pasticcerie potranno alzare le serrande nel mese di giugno e, nella speranza di cominciare a recuperare qualcosa di quello perduto in quasi tre mesi di chiusura. Nello stesso tempo ci si chiede quanti locali riusciranno ad alzarle le serrande e, una volta aperti, vinceranno la sfida di superare le difficoltà che continueranno ad esserci visto che bisognerà adeguarsi alle nuove norme che regoleranno il mondo dell’horeca, compreso l’obbligo di ridurre l’afflusso della clientela. Nessuno, al momento, è in condizione di dare una risposta, anche perché la situazione diventa giorno dopo giorno sempre più tragica. In una situazione molto difficile, c’è chi è più ottimista, tanto da creare una rete per promuovere la distribuzione di pasti a domicilio e per fronteggiare con lo spirito di gruppo questo delicato periodo che il nostro Paese sta vivendo.

A prendere questa iniziativa è una storica impresa leader nella produzione e commercializzazione diretta di specialità alimentari riservate alla ristorazione professione, Menù di Medolla, un piccolo centro della provincia di Modena, che ha pensato di aiutare coloro che non sono in grado di fare la spesa o di prepararsi un pasto in queste settimane di quarantena forzata, incontrando subito la disponibilità di molti ristoratori. Così è nata #ristoriAMOci a casa, idea concretizzatesi grazie alla partecipazione di numerose piccole e medie imprese della ristorazione (ristoranti, pizzerie, macellerie, gastronomie) che riescono a garantire un servizio di food delivery in tutta la penisola, dai grandi centri urbani ai piccoli paesi, portando un pasto direttamente nelle case degli italiani.

E, sottolinea Rodolfo Barbieri, presidente di Menù – recentemente inserita dall’Economia del Corriere della Sera fra le 30 imprese top del settore alimentare -, così “a fianco dei grandi nomi della ristorazione adesso ci sono migliaia di piccole e medie realtà che ce la stanno mettendo tutta per affrontare questa situazione, cercando di diversificare nella consegna a domicilio. L’aspetto più importante è l’aiuto che insieme possiamo dare agli Italiani, soprattutto alla popolazione più anziana e in difficoltà, mettendo a loro disposizione specialità alimentari e piatti buoni preparati dai tanti ristoratori, chef e gastronomi che stanno faticosamente continuando a lavorare con un servizio di consegna a domicilio. Spesso il cibo rappresenta una coccola, e mai come in questo momento si sente l’esigenza di confortarsi con qualche prelibatezza preparata da quelli che possiamo definire gli artigiani del gusto, ovvero i tanti bravi professionisti presenti in tutta la Penisola. Come azienda alimentare sentiamo il dovere di rimanere al loro fianco, supportandoli con diverse iniziative e agevolazioni, facendo da eco al loro servizio tramite una campagna di comunicazione su Facebook”.

E, quindi, Menù e i suoi clienti, adesso forniscono qualità e praticità direttamente a casa del consumatore, nel rispetto delle norme igieniche e della sicurezza alimentare, che d’altronde è una caratteristica dell’azienda modenese che, aggiunge Barbieri, “dal 1932 Menù si sente parte della famiglia di ciascuno chef in cucina; quando ci si sente fragili c’è bisogno di sostegno e di coraggio. L’azienda è qui per sostenere tutti, soprattutto chi prova a resistere in questo momento di sconforto, perché Menù sa cosa vuol dire cadere e poi rinascere, come ci insegnò il terremoto del 2012”. Ristoranti, pizzerie, gastronomie e macellerie che hanno aderito al progetto #ristoriAMOci a casa sono numerosi e presenti su tutto il territorio italiano. Per conoscere i nomi degli esercizi e l’area in cui operano è già attiva una campagna Facebook geolocalizzata sulla pagina dedicata, mentre è possibile consultare l’elenco completo sul sito

 


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