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Pubblicato in Scenari il 07 Maggio2020
Leonardo Valenti e Massimo Barbieri - ph archivio Cdg

di Michele Pizzillo

Quasi un amore senile nelle vigne dell’Oltrepò Pavese, tra la Viticoltori Associati Torrevilla e la Cantina storica Il Montù.

Amore senile perché i due “innamorati” possono mostrare certificati di nascita risalenti al primo decennio del secolo scorso: Torrevilla il 1907, il predecessore de Il Montù – azienda di proprietà della famiglia Tonalini -, la Cantina sociale Montù, il 1902. Con l’atto notarile appena sottoscritto da Massimo Barbieri, presidente di Torrevilla e Flavio Tonalini, presidente de Il Montù, la prima azienda acquisisce marchio, attrezzature, prodotto e rete commerciale della seconda azienda. Un accordo concluso nell’arco di un paio di settimane, in piena pandemia, che probabilmente ha contribuito a fare pensare come affrontare gli scenari di mercato e di produzione ai tempi del Covid-19 e, quindi, la necessità di rafforzare strutture già solide per affrontare gli scenari mutati dalla pandemia mondiale. La Viticoltori Associati Torrevilla può contare su 200 soci conferitori, oltre 600 ettari di vigneti e 2,5 milioni di bottiglie prodotte ed è una delle poche strutture cooperative che imbottiglia tutto il vino che produce; Il Montù, invece, possiede 70 ettari di vigneti e produce 800.000 bottiglie ed è, anche, una delle quattro distillerie della Lombardia ancora in attività.

Con questa operazione, Torrevilla adesso arriva anche nella Valle Versa, ovvero il versante d’Oltrepò opposto a quello presidiato da oltre un secolo di attività, completando la propria gamma di prodotti, ad esempio con il Buttafuoco Storico e il Sangue di Giuda, ma soprattutto aumenterà in modo assai più capillare la propria presenza nel mercato consumer di fascia centrale, grazie alle referenze nella Gdo portare in dote dall’accordo con Il Montù. Così, dice il presidente Barbieri, “dopo il recente investimento per la realizzazione di una cantina espressamente dedicata al Metodo Classico, compiamo un nuovo significativo passo che ha alcuni aspetti fondamentali nel periodo storico, senza precedenti, che stiamo attraversando: il primo è quello di rafforzare la nostra presenza sui mercati qualificati con un brand di sicuro e consolidato appeal qual è Il Montù; in seconda battuta dimostrare che Torrevilla, che non si è fermata neppure per un giorno da quando è scoppiata la pandemia, sta reagendo, contattando tutti i clienti dei due punti vendita che fatturano tre milioni di euro, e lo fa cercando di alzare il target, rafforzando la qualità e soprattutto la struttura operativa, rete commerciale in primis. Concretamente è nostro obiettivo dare continuità alla produzione con marchio Il Montù garantendo non solo standard qualitativi identici, ma anche per l’utilizzo delle uve di provenienza. Vogliamo che l’Oltrepò venga scelto da consumatori non per il prezzo, ma per la qualità che può e sa rappresentare”.

(Massimo Barbieri)

Parallelamente all’acquisizione del ramo d’azienda, Torrevilla acquisisce un altro socio conferitore, Fabio Tonalini, che porta in dote 70 ettari di vigneti, portando il proprio “parco” vigne a quasi 700 ettari e, soprattutto, completando lo spettro ampelografico di uve lavorate che in questo modo ingloberanno tutte le sotto-zone dell’intero Oltrepò. “Sono veramente entusiasta di questa partnership che rappresenta per la nostra famiglia e Il Montù, a cui mi dedico con grande passione da oltre 25 anni, un’importante possibilità di crescita, proprio perché questa collaborazione unisce tradizione, tecnologia e conoscenza enologica, partendo innanzitutto dalla vigne – ha commentato Fabio Tonalini -. Inoltre, sono orgoglioso che il marchio venga associato ad un’Azienda che si sta distinguendo nel territorio non solo per la qualità, ma anche per l’assoluta correttezza, serietà e genuinità”.

E, siccome Torrevilla collabora con la Facoltà di agraria dell’Università di Milano, anche i vigneti del nuovo socio Tonalini beneficeranno di tutte le risorse, in termini di conoscenza, studi, ricerca, sperimentazione e particolare attenzione sia in campagna che in cantina seguiti dal prof. Leonardo Valenti, enologo e agronomo della Viticoltori Associati che, sottolinea “è per tutti gli attori in gioco un’occasione molto importante perché con l’allargamento della mappatura di provenienza delle uve si completerà il panorama dell’Oltrepò lavorato e gestito da Torrevilla. Tutto ciò offrirà uno spettro di selezione qualitativa che spingerà sicuramente verso una crescita sempre maggiore. Con questo accordo è l’intero territorio dell’Oltrepò a vincere, perché dimostra che anche in questa terra l’aggregazione costruttiva fra i vari soggetti è possibile se impostata alla ricerca della qualità che i mercati sempre più esigono e premiano. E senza dubbio anche il “Progetto Pinot Nero” sul quale Torrevilla sta investendo risorse importanti troverà ulteriori opportunità per crescere”.

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