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Pubblicato in Scenari il 27 Luglio2011


Da sinistra Giovanni Pugliese, coordinatore progetto Cina di Enoteca Italiana;
 
Fabio Carlesi, segretario generale di Enoteca Italiana;
 Francesco Ye, rappresentante di YiShang, la sede dell'Enoteca Italiana di Shanghai

‘Contaminazione tra cibo cinese e vino italiano’, è questo il cammino da seguire ai piedi della Grande Muraglia per promuovere l’eccellenza Made in Italy.

Parola di Enoteca Italiana, l’ente nazionale vini, che da luglio fino a dicembre ha avviato a Shangai un progetto di formazione - promozione per le etichette italiane. Le eccellenze, inizialmente toscane, sbarcheranno nella ristorazione cinese, per farsi conoscere, apprezzare e soprattutto avranno l’opportunità di essere vendute. L’ambizioso progetto è promosso da Enoteca Italiana, con il supporto della sua sede cinese a Shangai,Yishang, per Toscana Promozione. Il programma prevede inizialmente corsi di formazione e informazione rivolti a direttori, sommelier e chef dei ristoranti di cucina cinese più upscale di Shangai; un modo per imparare ad abbinare il vino italiano alla cucina cinese. Nove le denominazioni toscane protagoniste dei primi momenti di approfondimento che si svolgeranno nell’accogliente sede diYishang: Vernaccia di San Gimignano Docg, Chianti Docg, Chianti Colli Senesi, Rosso di Montalcino Doc, Rosso di Montepulciano Doc, Chianti Classico Docg, Chianti Classico Riserva Docg, Vino Nobile di Montepulciano Docg e Brunello di Montalcino Docg. Successivamente i ristoranti cinesi coinvolti nel progetto, avranno a disposizione per i clienti una carta dei vini, una special wine list, con le eccellenze toscane conosciute. Alla fine del progetto i vini più richiesti saranno inseriti stabilmente nelle carte vini dei ristoranti coinvolti.Yishang avrà il compito di coordinare gli ordini e rifornire i ristoranti. “E’ un progetto pilota a cui ne seguiranno altri. – spiega Giovanni Pugliese, Coordinatore progetto Cina di Enoteca Italiana –. Ora tocca alla Toscana, poi successivamente saranno coinvolte le denominazioni di altre regioni italiane. Il vino italiano in Cina sta ancora attraversando una fase di inserimento e le nostre eccellenze hanno tutte le carte in regola per giocare la partita del gusto sulle tavole dei ristoranti cinesi. Versatilità, varietà e qualità sono le tre chiavi del successo dei vini dei nostri territori per un perfetto abbinamento con la variegata cucina cinese”. “Ma il progetto ha ambizioni più ampie – ricorda Fabio Carlesi, segretario generale di Enoteca Italiana - Dopo Shangai la ‘contaminazione tra cibo cinese e vino italiano’ toccherà anche le città di seconda (second tier) e di terza fascia (third tier) come Chengdu, Dalian, Nanjing, Qingdao, Shenzhen, Suzhou, Tianjin, cioè le metropoli considerate piccole per la Cina ma protagoniste di uno sviluppo importante, sia dal punto di vista economico che tecnologico. Un programma che sarà da input ad una maggiore diffusione del vino italiano nella cosiddetta “Terra promessa”, l’estremo Oriente. Per essere leader all’estero, in questo caso in Cina, è necessario però conoscere il mercato in cui ci si muove: un bacino di svariati milioni di potenziali consumatori, un’economia che galoppa ma anche una capacità impressionante di sopperire alle nuove necessità. La Cina, entro il 2014, diventerà il sesto mercato al mondo per consumo di vino, con un incremento previsto in 4 anni del 19,6% annuo. Per queste ragioni, tre anni fa abbiamo aperto, nel cuore di Shanghai, un’enoteca, Yishang Wine Business Consulting, che oltre informare, formare e promuovere, da quest’ anno svolge anche attività di brokeraggio ed i primi risultati ottenuti nell’incontro tra domanda e offerta sono sicuramente interessanti. A quello che ci risulta è l’unica proposta italiana strutturata in Cina in questo settore.”

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