Siamo online da



ULTIMI COMMENTI

LE RICETTE PIU' LETTE

I VIDEO PIU' VISTI

AREA RISERVATA

cronache di gusto

Direzione, redazione
ed amministrazione:
Via Giuseppe Alessi, 44
(ex via Autonomia Siciliana)
90143 Palermo
Tel. +39 091 336915
Cronache di Gusto
autorizzazione
del tribunale di Palermo
numero 9 del 26-04-07

Cronache di Gusto
è iscritta al Roc
(Registro degli Operatori
di Comunicazione)
col numero 32897

Editoriale De Gustibus Italia
P.IVA 05540860821

Fabrizio Carrera
direttore responsabile

Coordinamento:
Giorgio Vaiana

Web & Digital design
Floriana Pintacuda

Collaboratori
Andrea Busalacchi
Andrea Camaschella
Marina V. Carrera
Sofia Catalano
Roberto Chifari
Lorella Di Giovanni

Maria Giulia Franco
Annalucia Galeone
Cristina Gambarini
Federica Genovese
Costanza Gravina
Clarissa Iraci

Francesca Landolina
Federico Latteri
Bianca Mazzinghi
Clara Minissale
Fiammetta Parodi
Geraldine Pedrotti
Stefania Petrotta
Michele Pizzillo
Fabiola Pulieri
Enzo Raneri
Mauro Ricci
Marco Sciarrini
Maristella Vita
Manuela Zanni

Concessionaria
per la pubblicità
Publisette
Via Catania, 14
90141 Palermo
tel 0917302750
info@publisette.it

COOKIE POLICY
PRIVACY POLICY
INFORMATIVA PRIVACY

Pubblicato in Il personaggio il 16 Agosto 2013
di C.d.G.

Tante le problematiche in Cina che impediscono di fare grandi vini. 

 Lo ha dichiarato, Li Demei, consulente di vino, voce autorevole in fatto di enologia nel Paese della Grande Muraglia. E' esperto in viticoltura, lettore alla Beijing Agricultural University, scrive anche per la versione cinese de La Revue du Vin, rivista francese dedicata al vino, affianca alcuni produttori del Paese come enologo e si sta spendendo per diffondere la cultura enologica e migliorare lo scenario vinicolo. 

Anche se la Cina ha tutta l'intenzione di sviluppare tale settore, il potenziale cinese per fare vini di alta qualità sarebbe, a quanto pare, basso. E non giustificherebbe poi l'alto prezzo a cui molte cantine stanno proponendo attualmente al mercato le loro etichette, alcune vendute in enoteca anche a 100 euro. La riflessione di Demei sulla potenzialità vinicola della Cina scaturisce proprio dalla constatazione che vi è ancora un forte deficit normativo per la tutela e la certificazione della qualità stessa dei vini. Manca una legislazione che disciplini la produzione di vino e quindi che protegga l'origine stessa a garanzia dei consumatori. La provenienza dei vini cinesi sarebbe in molti casi dubbia, poiché nelle bottiglie andrebbero a finire vini importati dall'Australia, dal Cile e da altri Paesi, se non il totale del contenuto, almeno in buona parte. C'è poi la resistenza dei produttori, come denuncia l'esperto, molti non sarebbero disposti a mettere in discussione oggi i loro metodi di coltivazione e di vinificazione.

Infine, uno dei principali problemi è il clima. Le condizioni pedoclimatiche delle aree viticole cinesi non sono quelle ottimali per dare vini unici, caratteristici e di alta qualità. Il tasso di mortalità delle vigne è alto a causa anche del clima rigido. In alcune parti delle aree viticole del nord le temperature scendono a -15 °C e le cantine non padroneggiano le tecniche migliori per preservarle. Motivo per cui,Demei afferma che la Cina non avrà vini da vecchie vigne. 

larvf.com


Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna

FLASH NEWS

LE RICETTE DEGLI CHEF

Giuseppe Molaro

Contaminazioni restaurant

Somma Vesuviana (Na)

4) Carota, bufala e pomodoro del Piennolo

SITI AMICI
WINE POWER LIST 2019
GUIDA AI VINI DELL'ETNA

LE GRANDI VERTICALI

Copyright © 2007-2020 cronachedigusto.it. Tutti i diritti riservati. Powered by Visioni©
La riproduzione totale o parziale di tutti i contenuti, testi, foto e video, in qualunque forma, su qualsiasi supporto e con qualunque mezzo è proibita.

Search