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Pubblicato in Il personaggio il 28 Marzo 2013
di Fabrizio Carrera

Ecco il miglior enologo.

Paul Draper ha ricevuto il prestigioso premio Winemakers’ winemaker Award dell'Institute Master of Wine di cui fanno parte i migliori esperti e critici del vino al mondo. Draper è alla guida dal 1969 di Ridge Vineyards, tra le cantine più antiche della California, fondata nel 1962. E’ stato premiato a Dusseldorf. Non è l’unico titolo importante che gli viene riconosciuto, è stato eletto anche da Decanter Man of the Year nel 2000. Il premio non viene dato tutti gli anni, ma conferito solo a quei talenti che si sono distinti nella pratica enologica, che hanno fatto compiere passi avanti all’arte di fare il vino.

L’approccio di Draper è “pre-industriale”, come lui stesso lo definisce, attingendo alle tecniche che si utilizzavano nel XIX secolo, e prendendo come esempio le migliori cantine dell’epoca della California come La Cuesta o alcuni  Chateau di Bordeaux. Nel suo lavoro ha ricercato la sintesi perfetta tra passato e presente, scegliendo le pratiche meno invasive e applicando la tecnologia più sofisticata. La ricerca è parte integrante della sua filosofia, Drauper ha messo su uno dei laboratori enologici più avanzati della California, dove, insieme alla sua equipe, porta avanti sperimentazioni e protocolli per potere garantire una vinificazione che quasi abolisce l’uso dei solfiti, e che consente il controllo costante dei parametri organolettici dei vini. Per Drauper il punto di partenza è però il vigneto. Rispetto della natura e una viticoltura sostenibile per lui sono i parametri da cui dipende la qualità del vino.  Nel vigneto adotta la gestione integrata dei parassiti e sansa di uva in compost bandendo l’uso di pesticidi o fertilizzanti sintetici. Nessun intervento meccanico nei filari. In cantina utilizza solo lieviti indigeni delle uve. Esempio della sua vocazione, e del suo modo di lavorare, è la cura che dedica ai vigneti di Monte Bello, cru dell'azienda che ha un’età di 125 anni. Da vigne di 80 anni, negli anni 60, Drauper ha prodotto uno Zifandel diventato icona d’oltreoceano. Quello che sostiene l'enologo è “il conferire al vino il senso del luogo”.


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